Se počasi daleč pride
Artista: Smolar, Adi
Etichetta: 57 Records
Uscita: 2011
Durata: 42:43
Voto: 4/5
La prova migliore di questa affermazione è senza dubbio Adi Smolar in persona. Dal primo lavoro, l’album Naš svet se pa vrti, uscito nel lontano 1989 e capace di tirarlo fuori dall’anonimato, fino a oggi, nel 2011, possiamo dire a ragion veduta che Adi è uno dei cantautori di punta della musica slovena. In trent’anni ci ha infatti servito ben dodici album in studio, pieni di pezzi ormai diventati quasi popolari. Chi non si ricorda di canzoni come Dvajset Ljubic, Neprilagojen, Pasji dnevi, Bognedaj da bi crknil televizor, Je treba delat, Pornografska stranka, Rolica papirja e, ultima ma non ultima, Daleč je za naju pomlad, che dal punto di vista del testo è una delle canzoni più belle mai scritte da autori sloveni.
Nella sua carriera musicale finora Adi si è spesso occupato di temi sociali, sia più ampi che più circoscritti, ma nei suoi testi sono finite molto spesso anche le scene da bar e i problemi quotidiani da nottambuli, quelli con cui, di solito del tutto a sproposito, si tormentano le teste degli studenti. Proprio questa formula gli ha garantito, in tutti questi anni, uno stuolo di fan. Ognuno, infatti, può riconoscersi in almeno una sua canzone. Identificarsi, poi, non è mai difficile, perché Adi è uno che sa prendersi in giro, che sa indicare i propri errori e anche imparare qualcosa da quelli.
Se počasi daleč pride è dunque, dopo una pausa di tre anni (dall’album Brez dlake na jeziku del 2008), il nuovo lavoro in studio che Adi ha registrato insieme alla sua band di accompagnamento, i Mestni Postopači. Che in realtà non sono altro che i Leteči Potepuhi ‘civilizzati’. Il membro fondatore Dejan Došlo ha infatti sciolto i Potepuhi e, insieme a Damir Jazbec, Marko Matjašič, Iztok Repovž e Sergej Jereb, ha messo in piedi i Postopači. Sul disco fanno da ottimo sfondo musicale ai testi di Adi, di nuovo attuali e ironici, che ovviamente restano il filo conduttore principale e più importante del lavoro.
Stavolta Adi ha lasciato i temi sociali un po’ sullo sfondo. Solo il primo pezzo, Opozicija, che a sentir lui è stato scritto già da un po’, parla di ping-pong politico. Ha comunque tutto il diritto di stare nel disco, perché la parola opposizione è anche sinonimo di rapporto. Qualsiasi rapporto. E i rapporti sono in effetti il tema centrale dell’album, il che non sorprende, visto che sappiamo che in questo periodo Adi si è separato ed è tornato a vivere da single. Come ha affrontato questa brutta esperienza lo racconta in modo molto ironico in Če te ena noče, te pa druga hoče. Della vita da single parla anche in Kako je bit sam (…se c’è una cosa di cui me ne intendo, è come si sta da soli…). I rapporti sono al centro anche di Prijateljstvo e Ljubezen, zvestoba. Quest’ultima è una bella ventata di freschezza, perché l’arrangiamento è in stile chanson francese con tanto di fisarmonica, mentre il testo racconta con grande efficacia come amore e fedeltà, negli anni di vita insieme, finiscano spesso a rotoli (… la voglia è un bruciore che batte la ragione, e così succedono cose tristi…).
Anche l’altro tema che Adi affronta è per lui più attuale che mai. Si lascia alle spalle trent’anni di carriera di successo e ha già stretto la mano ai cinquanta. Di quali acciacchi porti con sé la maturità parla in Dnevi so kratki, noči pa dolge, Ne gre, ne gre e Življenje se konča. Certo, non tutto è monocolore e mai così triste come sembra a prima vista. Per questo c’è anche l’unico flirt con il passato, cioè con l’adolescenza, che Adi si concede in Bavbav. Il pezzo è registrato in duetto con Tanja Žagar e, cosa curiosa, è addirittura il primo duetto in assoluto di Adi.
La title track Se počasi daleč pride chiude il mini opus dei nuovi versi di Adi. Cosa che non è certo un caso, perché lì ci dice che è più felice quando ci intrattiene e che per questo viene pure pagato (… mentre guido penso a quanto sto bene, mi piace rallegrare la gente, e pure mi pagano per farlo…). Allo stesso tempo, a modo suo, ci ringrazia per aver fatto nostri i suoi testi (…finché il sole non tramonta, cercherò la strada verso la gente…).
Adi è sempre stato un maestro della rima e con questo album conferma la sua maestria. Dire in modo breve e sintetico, in tre strofe, ciò per cui chiunque altro avrebbe bisogno di trenta pagine di libro è sicuramente uno dei suoi più grandi pregi. Non solo. Può permettersi una rima semplicissima, che riuscirebbe a fare qualsiasi scolaretto delle elementari, ma solo lui è capace di aggiungere quel verso geniale che insaporisce con una scintilla l’intera composizione. Siccome anche la melodia è di solito molto semplice, Adi entra subito nell’orecchio e in testa ci resta a lungo. Stavolta il disco è forse un po’ particolare in questo senso. Le orecchie più giovani probabilmente lo lasceranno passare, ma sono convinta che con il pubblico più maturo troverà un’accoglienza molto calorosa.
Diamo quindi il benvenuto all’album e gli auguriamo che Adi arrivi non solo lontano, ma ancora più lontano. Speriamo che non si avveri mai una parte del suo testo di Ne gre, ne gre “…la vita sta finendo anche per il vostro poeta…”, perché delle sue parole sincere e della sua ironia burlona, su di sé e anche su di noi, avremo sempre fame.
Formazione
Adi Smolar – voce, chitarra acustica
Dejan Došlo – chitarra acustica, cori
Damir Jazbec – armonica a bocca, cori
Marko Matjašič – chitarra elettrica
Sergej Jereb – basso, cori
Iztok Repovž – batteria
Andreja Sonc – cori
Borut Činč – hammond, fisarmonica
Ospite speciale:
Tanja Žagar – voce (Bavbav)
Produzione
Borut Činč & Adi Smolar
Tracklist
1. Opozicija 4:25
2. Dnevi so kratki, noči pa dolge 4:16
3. Če te ena noče, te pa druga hoče 4:08
4. Bavbav 4:36
5. Ne gre, ne gre 4:31
6. Življenje se konča 3:19
7. Kako je bit sam 4:16
8. Prijateljstvo 3:52
9. Ljubezen, zvestoba 4:12
10. Se počasi daleč pride 5:05