Occupazione shock al Trnfest 2013!

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Autore: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Trnfest (KUD France Prešeren) / Slovenia
Data del concerto: 21.08.2013
Pubblico: 500
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso libero)

Se c’è un concerto capitato a pennello in Slovenia nel »letargo« di agosto, allora tra questi meteoriti di »illuminazione« ci va di sicuro la visita del »quasi monello da Congresso« che  nel 2000 si era candidato alla presidenza per il partito dei Verdi (sembra incredibile, ma a quanto pare anche negli USA esiste un partito dei Verdi). L’instancabile “cavaliere con la fede in un domani migliore” si chiama Jello Biafra. Testa e barba comprese. Ce lo siamo tutti portati nel cuore come ex membro dei leggendari punk rocker Dead Kennedys di San Francisco, mentre ormai da qualche anno si diverte con nuove sfide musicali. Nel 2009 ha pubblicato il primo album con la sua band di accompagnamento The Guantanamo School Of Medicine, e Jello con la “Guantanamo ekipa” RockLine l’aveva già pizzicato per la prima volta sul palco del FreQuency festival nel 2009! Quella al KUD è stata per Jello e compagnia la seconda tappa. Tre anni fa avevano suonato a Lubiana, al CUK Kino Šiška!

Come si fa un’orgia? Più facile di così. Jello è l’uomo giusto al posto giusto. Secondo album in tasca con la band  Guantanamo School Of Medicine, intitolato »White People and the Damage Done«, ed è il suo documento d’autore fresco fresco! Senza peli sulla lingua e col dito nell’occhio! Lo capirebbe pure un cieco! Il quintetto lo ha presentato a Lubiana in grande stile!

No. Jello non va a letto con le galline. Il regime dei concerti al Trnfest è severo. La gente qui intorno al KUD ama dormire bene, infatti. A quanto pare l’età media in questo angolo di Lubiana supera abbondantemente i 70 anni. Scherzi a parte!   Gli abitanti di Trnovo sopportano quindi poco le melodie della cultura alternative rock, perciò le serate artistiche da queste parti vanno chiuse alla svelta. Anch’io sono arrivato sul posto bello in ritardo, ma lo spettacolo valeva ogni peccato! Cortile del KUD pieno da scoppiare! Il cuore ti parte subito. Energia pazzesca. Il quintetto sul palco estatico e scatenato. Jello di ottimo umore, imbrigliato in numeri da acrobata sportivo del suo teatro da palco, compresi i tuffi dal palco tra la gente, che lo portava in giro sulle mani. Maestro della parola, maestro del sermone. Due piccioni con una fava in un solo show. Tanta verità, quanta ne ha servita Jello ai presenti quella sera con la parola parlata o con gli sfoghi di testosterone dei pezzi del nuovo album »White People and the Damage Done«, oggi non la senti nei comizi pubblici, ora che la censura della libera parola e del libero pensiero è sempre più controllata. A un certo punto, verso la fine, a Biafra è scappato detto, tra l’altro: »Ricordatelo! I soldi non sono tutto. Non sono la prima cosa!« E uno si mette a pensare. Che diavolo risponderà a questo il lato oscuro –quello che prende? Quelli per colpa dei quali oggi la maggior parte della gente vive male e il pianeta muore senza freni? Probabilmente si dicono: »Benissimo! Continuate pure a ragionare così, ce ne resterà ancora di più per noi!« Non ci arrivi in fondo, ed è chiaro che resta una sola strada, che si chiama »Torniamo nel bosco«, e che non vedremo più. Siamo diventati una plebaglia cieca che preferisce »scannarsi a vicenda« per delle sciocchezze, invece di unirsi e colpire dove serve. Di pensieri così e simili, quella sera, se ne respiravano a vagoni nel cortile del KUD. Jello ci ha dato una bella svegliata!

Torniamo al concerto. Jello è un interprete eccezionale. Ovviamente non serve sprecare parole per dire che Jello è un fantastico creatore di grande show teatrale! Lo fa con il mignolo della mano sinistra, si diverte un mondo, e la gente gli mangia in mano! Ha la lingua che gli va come un rasoio. Ogni pezzo che il quintetto ha attaccato sul palco è stato accompagnato da una lunga introduzione parlata, in cui sfogava la bile contro le porcherie che dominano il mondo. Illusioni, illusioni, illusioni. E ancora illusioni. Dell’uomo bianco!

La gente scoppiava di energia punk rock dissoluta e le prime file sudavano a ettolitri. Dappertutto c’era puzza di fiato alcolico. Una scena classica! Il palco accoglieva di continuo qualche testa surriscaldata che aveva voglia di un »tuffo libero« tra le braccia del pubblico. Il capo tecnico della band ha dovuto salire sul palco più volte per controllare che tutti i cavi fossero ancora collegati come si deve. Il KUD era in trance. Il carisma di Jello Biafra non conosce limiti. Il tipo, nel suo teatro, è crollato a terra più volte in modo teatrale, si è rotolato sul palco, si è calato nel ruolo di un aereo, di un soldato, di un perfetto idiota, di un politico borioso, di un avido corrotto e così via. Un cinetismo spassosissimo e senza limiti, quello che succedeva sul palco! Non c’è stato un attimo in cui non ci si divertisse a pieno sangue nella terapia d’urto! Ovviamente la maggioranza si aspettava che Jello e compagni suonassero per lo più pezzi dei Dead Kennedys. Ma non ne hanno abusato: Chemical Warfare, CA Über Alles, Nazi Punks Fuck Off, nel bis Kill the Poor, poi la sorpresa nel bis con Police Truck e l’attesissima Holiday in Cambodia. Senza Too Drunk To Fuck, stavolta. Il nuovo materiale dei The Guantanamo Medicine Of School è in realtà il naturale proseguimento dell’opera e della figura della leggendaria band. E funziona alla grande! Senza scherzi!

Jello Biafra e la squadra composta da  Ralph Spight (chitarra), Kimo Ball (chitarra), Larry Boothroyd (basso), Paul Della Pelle (batteria) hanno fatto crescere il concerto di continuo. Da un pezzo all’altro del repertorio. A Trnovo si andava a fuoco sempre di più! Per questo Jello ha tenuto da parte per il finale una delle sue creazioni più amate dell’epoca recente, intitolata Shock U-Py, che ha dilatato in un’epopea punk rock di più di dieci minuti, con in mezzo l’immedesimazione in diversi personaggi, compresa un’ottima presa in giro dei veterani di guerra che ancora nel 2013 cercano il nemico nei nazisti e cantano l’inno alla gioia a Benjamin Franklin. A questo scopo Jello si è trasformato magistralmente in un vero vecchio rimbambito dalla voce tremante, che intorno a sé vede solo spauracchi – il tipo di svitato a cui, con l’età, il cervello va »in aceto«,

Il suono era fantastico. Le due chitarre hanno creato uno scenario sonoro travolgente e autentico, un cumulo di macerie di detonazione rock ‘n’ roll indomabile, alimentata dalla cultura dissonante del punk! Di uno show più bello e più autentico, stavolta, non si poteva davvero chiedere. Jello è un uomo e mezzo. Una luce brillante, un esempio luminoso di cosa sia il senso del punk!. Il cortile del KUD stavolta scoppiava davvero dalle cuciture, e il concerto è volato in un attimo. Un’ora e mezza di arroganza punk rock senza pietà e di dito medio puntato contro quelli là hanno fatto danni. I bianchi. Quelli che hanno preso e continuano a prendere e quelli a cui lasciamo prendere – cioè noi, osservatori muti!. Speriamo che il grande risvegliatore Jello torni presto dalle nostre parti. La sua esibizione è un caso da manuale di come deve essere una vera predica. E una messa!

Scaletta

  1. The Brown Lipstick Parade
  2. John Dilinger
  3. New Feudlism
  4. Road Rage
  5. Barackstar O’Bummer
  6. Mid-East Peace Process
  7. CA Über Alles
  8. Werewolves of Wall Street
  9. Nazi Punks Fuck Off
  10. Hollywood Goof Disease
  11. White Peiople Damage Done
  12. Chemical Warfare
  13. Pets Eat Their Master
    —bis.—
  14. Shock U-Py
  15. Kill the Poor
  16. Police Truck
  17. Holiday In Cambodia

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