Eric Sardinas per la terza volta quest’anno alla Bluesiana (2013)

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Luogo: Bluesiana Rock Cafe / Velden am Wörthersee (Vrba na Koroškem) / Austria
Data del concerto: 22.08.2013
Numero di spettatori: 60
Prezzo del biglietto: 37,00 € (prevendita) / 41,00 € (il giorno del concerto), 31,00€ (studenti) / 21,00€ (under 21).

»Non ci credo – e invece sì!« verrebbe da dire quando Gudrun Kofler, la proprietaria del club Bluesiana di Velden, ha annunciato per la terza volta quest’anno un concerto di Eric Sardinas – e per giunta solo un mese dopo la sua ultima serata in quel locale. Ma siccome i concerti di Eric sono ogni volta una vera delizia per gli occhi e un balsamo delicato per le terminazioni nervose delle orecchie, stavolta non potevamo certo perderlo – anche se, contando pure il Montraker Festival di Orsera, quest’anno io e la mia compagna l’avevamo già visto quattro volte.

Anche stavolta, come c’era da aspettarsi, la Bluesiana non era piena zeppa – la gente era più o meno la stessa del concerto di luglio. Ma il pubblico poco numeroso ha regalato alla serata un’atmosfera molto più intima, e per chi c’era non è affatto un male. Le strade piene di turisti evidentemente non hanno ancora fiutato questo bel club ai margini della cittadina, il che per gli affari sarà sicuramente un guaio, ma per noi habitué è tanto meglio: senza avventori capitati lì per caso possiamo creare un’atmosfera ancora più piacevole.

Eric Sardinas ha iniziato a strimpellare le corde a sei anni. Anche se mancino, ha imparato a suonare la chitarra da destrimano, cosa che di certo non è stata semplice, ma probabilmente è stata proprio questa a regalare al suo modo di suonare quelle scintille speciali. Fin da ragazzino si è ispirato alle leggende del blues e del r’n’b, e a quei suoni è rimasto fedele per tutta la carriera. È riconosciuto soprattutto come il re della chitarra resonator (slide), che dona alle sue canzoni un sapore particolare

Alle dieci di sera, accompagnato come sempre dai Big Motor, il gran re è finalmente salito sul palco con la sua fida chitarra. Dopo un po’ di assolo introduttivo e di accordatura, Sardinas ha detto di essere contento di essere tornato alla Bluesiana dopo poco più di un mese, dove si ritrovano le persone che amano la buona musica. Ha aggiunto che tutto questo non sarebbe possibile se la proprietaria Gudrun Kofler non avesse orecchio per la buona musica, e nel club sono esplosi forti applausi e grida di approvazione. Subito dopo Eric è passato ai fatti e ha attaccato con I’m worried.

Alla scaletta Eric non ha messo mano granché.. e va benissimo così, perché mai aggiustare quello che non è rotto? Anche lo show in sé non è stato molto diverso da quello di luglio. Eric è Eric. Sul palco racconta la sua vita, le sue esperienze, attraverso le canzoni. È davvero toccante guardare Eric dalla prima fila e vedere come la mimica del suo volto cambia con il testo e la melodia del pezzo. La sua interpretazione è incredibile. Sul suo viso si legge ogni dolore, dalla perdita di una persona amata alla nostalgia di casa, e pochi istanti dopo la grande gioia per la felicità che lo pervade. A fine di ogni pezzo torna alla realtà, ci chiede se ci stiamo divertendo, e poi si rituffa col corpo e con l’anima nella canzone successiva. Ovviamente Eric non fa tutto da solo sul palco – lo seguono instancabili il barbuto Levell Price al basso e il giovane Bryan Keeling alla batteria. L’intesa del trio sfiora la perfezione, anche se Eric non è certo il tipo di musicista che suona i suoi pezzi in modo statico e sempre uguale. Ogni concerto è una storia a sé, che richiede una nuova interpretazione di melodia e testo, e per questo è difficile stargli dietro cantando, anche quando le parole le conosci. Perché aggiunge sempre qualche variazione nel ritmo, nei toni, nei versi,…. evidentemente ogni concerto lo sente in modo diverso. Ed è per questo che ascoltarlo e guardarlo è sempre interessante.

Nella prima parte del concerto abbiamo sentito parecchi pezzi, da I can’t be satisfied a Get down to whiskey fino a Road to ruin. Anche se non c’era più il caldo infernale, il sudore di Sardinas ha fatto sì che il suo immancabile slide di metallo gli scivolasse via dal mignolo, ma lui l’ha ripreso al volo in mezzo alla canzone, l’ha lanciato in aria, rinfilato al dito e ha continuato come se niente fosse. Dopo un’ora di musica Eric ha fatto, come al solito, una pausa di 10 minuti, che si è trasformata in mezz’ora. Dopo l’intervallo, quando ci eravamo tutti un po’ rifocillati e avevamo preso fiato, Eric è risalito sul palco con i Big motor, pieno di energia. Quando suona, Eric punta tutto sull’analogico: oltre all’amplificatore usa solo un wah wah, ma per la sua chitarra gli va bene qualsiasi cosa gli capiti a tiro, dagli slide di metallo alla bottiglia, fino all’asta del microfono, contro cui struscia con eleganza il suo grande amore mentre suona. Nella seconda parte Eric ci ha offerto County line, It’s nothing new, e ha dato spazio anche a Levell e Bryan, lasciando a ciascuno un assolo per mettersi in mostra. Questo ha portato lentamente il pubblico caloroso della Bluesiana all’estasi, e alla fine del pezzo ballavamo ormai tutti a tempo, riempiendo lo spazio sotto il palco con la nostra energia. Quando Eric è tornato in scena l’ha percepito e ha ulteriormente infiammato la folla con Full tilt mama, poi tutti insieme hanno suonato l’immancabile Texola. Dopo il pezzo conclusivo Eric ha salutato, ma mentre se ne andava il pubblico ha urlato a squarciagola e sembrava che il club fosse pieno fino all’orlo. Naturalmente nemmeno Eric ha potuto non sentirlo e tutti e tre sono tornati sul palco, hanno ringraziato ancora una volta tutti, in particolare la padrona di casa Gudrun, e insieme al pubblico hanno suonato e cantato ancora If you don’t love me. Il trio ha salutato di nuovo e il pubblico ha ricominciato con urla e strepiti, pestando i piedi sul pavimento e battendo le bottiglie sui tavoli, e per un attimo è sembrato davvero che il club non avrebbe retto a un’ondata simile di fan per un altro bis. Bisognava insistere parecchio, ma è valsa la pena – il trio è tornato sul palco, ha ringraziato commosso e insieme abbiamo sentito ancora Behind the 8. Stavolta Eric a fine concerto non ha dato fuoco alla sua chitarra, come aveva fatto al già citato festival di Orsera, ma non l’ha rimpianto nessuno – in ogni caso abbiamo avuto molto più di quanto ci aspettassimo.

Quarto concerto di Eric Sardinas di quest’anno: fatto. Andrei a vederlo e ascoltarlo anche una quinta volta? Sicuro. Se qualcuno si chiede perché, vada a un suo concerto, si lasci andare con anima e corpo e la risposta l’avrà subito sotto il naso. Chi lo sa – magari lo rivedremo a fine autunno. Dove, se non nel miglior club sotto il sole – la Bluesiana di Velden.

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