Depressione e decadenza al Channel Zero (2013)
Foto: Sebastijan Videc
Luogo: Channel Zero, Metelkova
Data del concerto: 30.10.2013
Prezzo del biglietto: 16€ con prenotazione, 20€ senza
Alla vigilia di Halloween, al Chanel Zero è andata in scena una serata Black Metal che ci ha servito tre band: gli ATER ERA di casa nostra, i francesi NOCTURNAL DEPRESSION e i danesi MAKE A CHANGE… KILL YOURSELF. Sul posto sono arrivato, come mio solito, un filo in anticipo, perché dai concerti del passato mi è rimasta un po’ nel sangue ‘sta abitudine: prima del live il corpo va “scaldato” un pochino con varie sostanze. Stavolta però ho lasciato perdere e mi sono goduto lo spettacolo di come si “scalda” prima del concerto la giovane leva slovena del Black metal.
Come succede alla maggior parte dei concerti, anche questo è partito con un po’ di ritardo, così poco prima delle nove abbiamo sentito il primo intro. Sul palco sono saliti gli ATER ERA, band del litorale, la cui musica si discosta un po’ dal Black metal puro di genere, perché c’è un bel po’ di melodia e un sacco di inserti “clean” con cui ci hanno servito. Il suono era pulitissimo, così le veloci linee di chitarra super distorte si sentivano alla grande, e anche la pulizia del suono nelle parti acustiche clean era fenomenale. L’esibizione è filata liscia, e a questo ha sicuramente contribuito una bella scelta di scaletta (purtroppo a me ignota). Le parti dei pezzi sono composte bene, tanto che il tutto aveva capo e coda! Trattandosi della prima band, il pubblico per l’headbanging si stava ancora scaldando: le teste dondolavano appena e si sono scatenate solo durante l'”encore”! Il loro show mi è sembrato ottimo e gli ATER ERA sono decisamente una band promettente che merita attenzione.
Poi pausa, tempo di una birra, cambio di band e via con i NOCTURNAL DEPRESSION. Dal silenzio (a parte la musica in sottofondo) hanno sparato un rapido “soundcheck” e ho capito subito cosa ci aspettava. Verso le dieci è partito il secondo intro e il trio francese ha attaccato con una vera intro Black metal, come da manuale! Chitarra con un suono pieno di acuti, basso distorto che si fonde con lei in un fruscio, batterista a 200 bpm e screaming altissimi alla voce ci hanno fatto capire che non era ancora il momento di dormire. Per la sala era tutto un “fruscio e fracasso”, insomma la vera atmosfera Black metal, che si vedeva anche dal pubblico: ormai carico a mille, a furia di headbanging faceva da ventilatore per chi stava sul palco. I pezzi si sparavano uno dietro l’altro, insomma i NOCTURNAL DEPRESSION ci davano dentro a più non posso. Il loro chitarrista era fenomenale: correva sul manico veloce e preciso nonostante la mano sinistra deformata, che sembrava una specie di “Satan’s hoof”. Insomma, roba da matti e tanto di cappello per i riff che macinava! Oltre al chitarrista col suo Satan’s hoof a regalarci una performance fuori dal comune ci ha pensato il bassista, con le sue smorfie e le occhiate ai riflettori (forse li contava, o forse controllava le luci). Nel complesso, però, l’esibizione dei NOCTURNAL DEPRESSION è stata nella media, perché struttura ed esecuzione dei pezzi erano parecchio monotone, il che però è un’ottima “formula” per il Black metal.
Durante l’ultima pausa, ancora una birra e con la sala ormai bella calda arriva l’ultima band, stavolta senza “soundcheck”. Sul palco, dietro la batteria, al posto del solito “banner” slavato ho notato una videoproiezione con scritto MAKE A CHANGE… KILL YOURSELF, che annunciava l’ultima band della serata. Semplicemente non sapevo cosa aspettarmi e quando ho visto sul palco che batterista e cantante (che suona anche la chitarra) erano cambiati rispetto alla formazione precedente, ho più o meno intuito l’atmosfera che ci aspettava. Stavolta chitarrista e bassista si sono messi le maschere, Satan’s hoof ha ripreso a segare a tutta birra, e il bassista ha continuato a modo suo con le sparate di prima, aggiungendo pure il gesto del taglio della gola, le horns up e il dito medio misantropico! Il cantante mi è sembrato molto trattenuto, per niente da frontman: annunciava i pezzi a bassa voce e se ne stava freddo sul palco. Il pubblico, tanto (ormai tutte le sostanze avevano fatto effetto), era impazzito, e i MAKE A CHANGE…KILL YOURSELF col loro “fruscio” andavano a tutto spiano, ma a differenza dei predecessori affondavano in una decadenza più profonda. Riff più lenti e a tre accordi e voci monotone, stridule, hanno fatto sì che la band diventasse di pezzo in pezzo più noiosa e monotona, insomma sotto le mie aspettative per un “headliner” e anche lontanissima, come energia, da chi si era esibito prima! L’unica cosa che mi ha entusiasmato è stata la videoproiezione, che seguiva il tema della musica e girava alle spalle della band per tutta la durata del set.
Dopo qualche ora di toni di chitarra altissimi e voci urlate, i miei timpani, già piuttosto provati, mi hanno detto “go home or… kill yourself” e così ho chiuso la mia serata Black Metal pre-Halloween!
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