Kočevska Rock Scena 2014!
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Kočevje / Športni park Gaj / Slovenia
Data del concerto: 14.06.2014
Presenze: 150
Prezzo del biglietto: 5,00€
Negli ultimi anni Kočevje sta vivendo un vero boom musicale. Ce ne siamo accorti, e ormai la potente stella del “rock ‘n’ roll” che si è accesa in questo angolo di Slovenia non si può più ignorare. Con quelli di Kočevje non si scherza. Lo aveva già fatto notare la compilation del 2012 “Kočevje špila Grupni” (recensione di RockLine QUI) e lo ribadisce quella attuale »Kočevje špila – Lik Of« (2013) – recensione di RockLine QUI. Pare che nella sola città di Kočevje ci siano ben 25 gruppi che in un modo o nell’altro sono »immersi« nel rock. Fare squadra è la strada del successo e quelli di Kočevje possono essere un esempio per tutte le altre regioni slovene! Così, sotto l’ala della Società dei musicisti di Kočevje, anche quest’anno si è tenuto il festival »Kočevska rock scena«! L’anno scorso il festival durava due giorni, quest’anno è stato condensato in uno solo, con sette formazioni sul palco e un sacco di altri motivi per divertirsi alla grande e staccare la spina, come la gara di lancio della motosega! La motosega è volata più lontano proprio nella parte conclusiva, cioè nella finale. La vittoria è rimasta a Kočevje, mentre la »macchina« è tornata a »terra« a nove metri e 69 centimetri.
Visto che a noi interessa soprattutto la musica, anche in questo reportage dedicheremo ovviamente la maggior parte dell’attenzione a lei. L’organizzatore ha pensato a tutto. Palco spazioso, ottime luci, ottimo impianto audio. Il fatto loro lo sapevano. Non c’è da stupirsi: a dare una mano sono arrivati i tecnici del suono dell’agenzia Gig di Nova Gorica, che sanno come si trattano certe cose. Sono le sette di sera, sul palco c’è un cavaliere solitario. Pavle Benič. Tra le mani una chitarra acustica a dodici corde, ma con soltanto sei corde montate, di provenienza davvero antidiluviana e, di conseguenza, anche di suono. Benič è la leggenda musicale più gelosamente custodita della regione di Kočevje. Ha presentato i suoi pezzi, scritti quando era ancora un ragazzo, quindi decenni fa. Nello stile del vero cantautore. Durante la sua esibizione si sentiva che da un bel po’ non suona la chitarra con regolarità, e nemmeno canta con regolarità, ma il materiale che proponeva, per struttura, melodia e, cosa più importante, poesia, ha una sostanza tangibile e merita tutta l’attenzione. Anzi. Secondo me Benič dovrebbe registrare e pubblicare un album in studio. Però assolutamente con un’altra chitarra in mano. Non con questa, a cui si è evidentemente legato tanto negli anni, perché si scorda in continuazione, cosa che ha dato non poco fastidio a quei pochi orecchi che, durante la sua esibizione, erano lì a occuparsi di »quisquilie«.
La cittadina di Skrad si trova in Croazia. Oltre il confine, sulla riva destra del fiume Kolpa. Vicino a Delnice. A differenza di Kočevje, da quelle parti dei nostri vicini del sud pare che la zona sia piuttosto povera di rock e metal e quindi i gruppi scarseggiano. Così le band croate cercano di farsi strada verso i concerti anche nella vicina regione di Kočevje. Atmosfera è il nome del gruppo che gli organizzatori di Kočevje hanno invitato al festival, e arriva proprio dalla cittadina di Skrad appena citata! Un gruppo che già dal riff d’apertura ha fatto capire di costruire i suoi contenuti rock su una tipica base sonora retro, che non può non stuzzicare i rocker di vecchio stampo. Da Hendrix a Zeppelin, ZZ Top, UFO e tutto quello che c’è in mezzo. Variopinto. Esibizione curata e sicura. A sorprendere è stata soprattutto la posa, che va davvero a scavare nelle band rock pionieristiche, suono compreso. Qualche peripezia sonora e qualche incertezza vocale, ma per il resto una sorpresa piacevolissima e degna di tutta l’attenzione. Anche in futuro.
Ram Session sono dei padroni di casa, che si sono guadagnati un posto nella nuova compilation »Kočevje špila – Lik of« con l’interessante brano Pet do (Špilej)! Con quello hanno aperto il loro set. »Špileej« è anche lo slogan principale del festival! I Ram Session poggiano le loro fondamenta sonore su una robusta dose di retorica blues, in cui intrecciano, oltre all’asprezza dei riff rock, anche elementi di funk. Per un gruppo che sta sviluppando una propria originalità autoriale è tipico che si butti volentieri in lunghi passaggi di jam pieni di improvvisazioni graziose e briose, che lasciano intuire un grande entusiasmo. Merito soprattutto del promettente leader Primož, che si occupa anche di tutte le voci principali e della chitarra. La formazione ha una voce incisiva, tozza e robusta, che con gli anni si farà senz’altro ancora più spessa. I Ram Session sanno cosa sono le palle. Al quartetto non farebbe male un po’ più di movimento sul palco e un outfit di scena più definito. Ma tutto arriverà. L’importante è la musica, e questa promette.
Foršus sono una squadra di musicisti rodati con la cantante dinamica e infuocata Sara. Incredibilmente affiatati e audaci nell’eseguire il materiale, di nuovo originale (Zadnja noč, Moje misli,…). Nei contenuti melodici il principio rock si mescola spesso col pop, soprattutto per l’approccio vocale femminile, che però ha anche la giusta dose di senso dell’improvvisazione, e questo ravviva efficacemente la melodia dei versi. Non si chiamano Foršus per niente. La carica non manca! Proprio durante l’esibizione dei Foršus si è radunata sul posto la maggior parte dei visitatori del festival, che si è lasciata andare senza freni all’energia del gruppo, e il festival è decollato per davvero. Baldoria e balli sotto il palco non si sono fermati nemmeno dopo, quando sul palco sono saliti dei rocker alternativi dal nome lucidissimo! Non un Zmaj Junij (Drago Giugno), bensì Jaguar Februar. Una delle band più interessanti, per contenuti, della serata del festival. Sul prevedibile calcolo alter rock e sull’equazione da quartetto voce, chitarra, basso, batteria, i Jaguar Februar hanno dato abilmente la propria piega. Negli arrangiamenti includono infatti anche un sassofono, cosa che di fatto li distingue da tutti i gruppi, si può dire dall’intera scena rock slovena. Sbaglia chi pensa che possa sapere di Demolition Group. Il gruppo ha due voci potenti, un movimento dinamico sul palco, si sentono persino chitarra e sassofono in armonie a tre voci. In linea col nome, i ragazzi hanno anche un raffinato senso del dosare le esibizioni con sprazzi di lucida follia e di monelleria sfottente, che funziona in modo molto attraente. I Jaguar Februar sono una formazione che sa fare un’ottima festa, e intanto sviluppa originalità autoriale e riconoscibilità musicale (brani Lep v, pa Konec, ecc…).
Sul palco sono poi saliti gli esperti Skaktus. La formazione, che di recente ha licenziato l’intera sezione fiati e oggi domina i palchi solo come quartetto, ha suonato i suoi pezzi riconoscibili, che si basano, come composizioni, perlopiù sugli spunti della musica SKA, quella che spopolava sul pianeta negli anni Ottanta. La band, nata già nel 1999, ha presentato anche l’attuale album in studio uscito nel 2010 con un titolo per niente diverso (»2010«), che è solo il secondo album in studio del gruppo, e tra gli altri i brani Drobci, Čuden dan, Leta sredinskih odklonov e Tvoja zgodba. Con simpatia e con una dose di esperienza e di routine, gli Skaktus hanno portato a casa il loro concerto. A chiudere i festeggiamenti del festival è stata la formazione Static. Una band appena nata, con ben due chitarre in formazione! Un sestetto. I suoi membri hanno esperienza e un bel chilometraggio sulle spalle, dato che i musicisti avevano già suonato in altri gruppi. Gli Static, nati solo lo scorso gennaio, hanno offerto nell’ambito del festival in pratica il loro primo concerto ufficiale in carriera, il che significa che se lo ricorderanno per sempre! Nonostante il ritmo del festival fosse un po’ calato, visto che erano già ben oltre l’una di notte e le teste dei visitatori erano pesantemente appesantite da derivati alcolici, gli Static hanno mantenuto alta l’attrattiva rifacendo evergreen e hit standard, con un mix variegato. Da Heart ai Talk Talk. C’è stato un bel po’ di rincorrersi (corda spezzata) e un bel mucchio di peripezie con l’affiatamento. Però la cantante Jasmina, con un carisma vocale ben costruito e un’esibizione sicura di sé, ha mascherato efficacemente i guai sonori ed esecutivi che ogni tanto si sono insinuati nel concerto, garantendo al gruppo un’esibizione riuscita! Pare che gli Static stiano già preparando materiale proprio. Facciamo loro un in bocca al lupo.
Il festival Kočevska Rock Scena è riuscito in pieno. Tutto è filato liscio come l’olio. L’organizzazione! Forse anche perché l’edizione di quest’anno è durata solo un giorno, il che ha reso più facile tenere sotto controllo la realizzazione del programma. Speriamo solo che il festival diventi una costante e che in futuro richiami ancora più gente, offrendo ai gruppi un trampolino verso una maggiore visibilità e aiutandoli ad aprirsi le porte anche nel più ampio spazio sloveno. Spero che i funzionari di punta del comune siano consapevoli di questa ricchezza e che facciano tutto il necessario per tutelare il valore culturale e artistico del battito musicale non solo della città di Kočevje, ma di tutta la regione di Kočevje (possibili anche collaborazioni intercomunali) e la aiutino a svilupparsi e a vivere ancora senza pensieri!
Vorrei inoltre ringraziare di cuore e sinceramente lo stato maggiore della Società dei musicisti di Kočevje, in particolare i premurosi Zoran e Tadej, per tutte le comodità, le coccole a base di bevute e mangiate e l’ospitalità in generale. Arrivederci alla Kočevska rock scena 2015!
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