Il temporale si porta via la serata con John Fogerty (2014)

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Autore: Urban Bolta
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Trieste / Piazza Unita d'Italia / Italia
Data del concerto: 09.07.2014
Numero di spettatori: 5000
Prezzo del biglietto: 32,20€ / 60,20€

La ricca stagione dei concerti a Trieste e dintorni è proseguita mercoledì scorso con la visita di uno dei cantautori americani più venerati della storia del rock: nella piazza principale di Trieste è sceso in campo John Fogerty, ex frontman dei Creedence Clearwater Revival e solista di successo da una vita.

La storia di John Fogerty è parecchio interessante. Il tipo ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica come mente creativa, alfa e omega dei Creedence Clearwater Revival, una band durata in fondo pochi anni, anche se poi in carriera solista, intrapresa dopo lo scioglimento del gruppo a inizio anni Settanta, ha cercato di scrollarsi di dosso l’ombra del suo passato di successo. Per anni e anni ai concerti ha ignorato del tutto l’eredità dei CCR, e uno dei motivi era la rottura con il fratello maggiore Tom, con cui ha fatto pace solo al suo funerale, nel 1990. Negli ultimi vent’anni anche il testardo John Fogerty ha cominciato piano piano a rimettere in scaletta i pezzi cult dei CCR, e nell’attuale tour europeo si è spinto addirittura oltre: la scaletta è fatta esclusivamente di brani loro. Trieste ha quindi assistito a un tour che metà della carriera di Fogerty i suoi fan se la sarebbero potuta solo sognare, e a una sorta di naturale prosecuzione dell’uscita, l’anno scorso, del nuovo album in studio »Wrote A Song for Everyone« (recensione qui), in cui il musicista, oggi 68enne, ha reincìso a modo suo una manciata di brani dei CCR.

Piazza Unita d’Italia, il palcoscenico principale dei grandi concerti triestini, stavolta era recintata, così i passanti sono rimasti a bocca asciutta quanto alla parte visiva del concerto, cosa che in quella piazza è più l’eccezione che la regola. In giro per la piazza erano state sistemate delle sedie, che però sono servite solo in parte al loro scopo: il pubblico, di ottimo umore, già sulle prime note dell’opener Hey Tonight si è subito riversato sotto il palco e ha seguito in piedi l’esibizione di uno dei suoi idoli musicali.

John Fogerty è un grande tradizionalista. Lo si nota a ogni passo. La scenografia è spartana, adatta all’anima da cantautore della sua missione musicale. Anche lui, di persona, trasmette semplicità con capi per niente appariscenti: a Trieste indossava una camicia a quadri rossa che, in coppia con la sorella blu, è da tempo la compagna inseparabile della misera collezione di vestiti di Fogerty.

L’avvio del concerto è stato condito dagli hit Hey Tonight, Green River e Who’ll Stop The Rain. Quest’ultima Fogerty l’aveva scritta la notte in cui, nel 1969, tornò pieno di belle impressioni dalla leggendaria Woodstock, dove quel giorno i Creedence Clearwater Revival avevano diviso il palco con i Grateful Dead e Janis Joplin. L’esecuzione del pezzo è stata arricchita da un video di quell’evento, con migliaia di figli dei fiori che ballavano spensierati. Il salto mentale indietro di decenni è riuscito più che bene, e Fogerty ha preso lentamente il largo verso la parte centrale del concerto, dove la botta dei pezzi da tre minuti ha cominciato a lasciare il posto, a tratti, a lunghe escursioni strumentali, di cui si occupavano ora lui stesso, ora il giovane chitarrista che lo accompagnava sul lato sinistro del palco. Uno dei momenti più intensi della serata è arrivato con l’esecuzione di Ramble Tamble, un saltellante rock’n’roll pieno di hammond e con una sezione ritmica energica, che stavolta ha messo completamente in secondo piano il più lento fascino blues, così tipico di John Fogerty. Nella splendida cornice del cuore illuminato di Trieste, che in uno dei suoi discorsi non è sfuggita nemmeno a Fogerty stesso, la passeggiata nella storia dei CCR è proseguita con gli evergreen Hot Rod Heart, Penthouse Pauper e Midhight Special, e a quel punto si è avverato lo scenario peggiore possibile…

…Non eravamo solo noi spettatori, col terrore del nubifragio, a guardare verso il cielo nero e minaccioso, così Fogerty, su indicazione del suo manager, ancora prima delle prime grosse gocce, dopo una scarsa quarantina di minuti di concerto ha salutato ed è sceso dal palco, lasciando la folla affamata ad aspettare. I minuti passavano, i primi spettatori hanno cominciato ad andarsene, finché anche io e Aleš abbiamo seguito l’istinto del gregge e ci siamo rifugiati dal maltempo in un locale lì vicino. Quella sera Fogerty non è più riapparso sul palco e così resta in debito col pubblico triestino, a cui non è rimasto altro da fare che cantare i versi “and I Wonder, still I wonder, who’ll stop the rain?”. Ma a dirla tutta, non ha senso prendersela con Fogerty, perché la colpa dell’annullamento è solo dell’imprevedibile madre natura. A qualcuno questo epilogo ha riportato alla mente, senza volerlo, il 2007, quando a Graz Francis Rossi, dopo appena due pezzi suonati, venne scosso dalla corrente per un fulmine, e gli Status Quo, sotto choc, annullarono il resto del concerto. Ma quella è ovviamente un’altra storia…

Scaletta

1. Hey Tonight
2. Green River
3. Who’ll Stop the Rain
4. Born on the Bayou
5. Lodi
6. Ramble Tamble
7. Lookin’ Out My Back Door
8. Hot Rod Heart
9. Penthouse Pauper
10. Midnight Special

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