Grega Habič Band: una macchina iper-virtuosa nel Lokalpatriot deserto (2015)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Novo mesto / Lokalpatriot / Slovenia
Data del concerto: 17.04.2015
Numero di spettatori: 12
Prezzo del biglietto: 3,00€
Grega Habič passa per il segreto musicale meglio custodito della Slovenia. Su questo non ci sono dubbi. Parliamo di uno dei creatori musicali più interessanti, dei maghi del D.I.Y. e dei virtuosi della chitarra della Slovenia e, direi pure, dell’intera regione europea. Se Grega avesse avuto più fortuna con le coordinate di latitudine e longitudine del suo luogo di nascita, oggi probabilmente camperebbe senza problemi di carriera musicale professionistica. Le offerte pioverebbero da ogni parte e il ragazzo non dovrebbe stare lì a guardare dove va a finire l’ultimo spicciolo che gli esce di tasca. Il suo stile e la sua tecnica sono talmente rifiniti e compiuti che non è difficile immaginarsi Grega Habič nelle formazioni G3 e G4 con Joe Satriani e Steve Vai. Scherzi a parte. Eppure…..
Con cinque album in studio all’attivo e ospitate di artisti stranieri di rango su di essi, il guru della chitarra di Jesenice e visionario musicale dal profilo ben definito resta comunque relegato nel più completo sottosuolo della scena musicale slovena. Lo ha confermato anche la presenza tristissima al suo recente concerto nel club Lokalpatriot di Novo mesto. Venerdì sera. Sono le undici e nel locale ci sono, e non sto scherzando, 12 persone (il personale dietro il bancone escluso). È davvero difficile spiegare il trend di calo delle presenze ai concerti nella scena dei club, anche se, d’altra parte, le risposte sono sotto gli occhi di tutti, ma stavolta in questo reportage purtroppo non c’è tempo per mettersi a »gridare« con impegno sociale e spirito critico. Il neoliberismo ci ha mangiato tutti quanti, buonsenso compreso, e il popolo ascolta solo la musica dettata dal Grande Fratello.
Il Grega Habič Band oggi è un collettivo musicale eccezionale. Un quartetto. Oltre a Grega, nel gruppo ci sono due suoi stretti collaboratori di lunga data: il bassista Klemen Gasar, che un tempo suonava la chitarra con Grega (Klemen è infatti anche un ottimo chitarrista, un tempo membro della formazione art rock progressive sperimentale di Jesenice Gameover, che aveva iniziato la carriera nel thrash metal), e il raffinatissimo batterista Blaž Soklič; il nome più recente della squadra è il chitarrista Peter Pavičič, incaricato soprattutto di tessere una solida cortina di riff (e di potenziare la dinamica sonora), in cui è saldamente immersa la »monelleria« solistica alla chitarra di Grega.
Alla band non è rimasto altro da fare che salire sul palco di un club vuoto e cominciare a »sparare« per una dozzina di presenti. In momenti così è dura. Tutta la faccenda sembra una prova generale aperta al pubblico. La band ha stretto i denti e sfoderato un repertorio ricco e coloratissimo, composto da brani pescati da tutta la discografia di Grega Habič. Il tipo ha ancora una volta lasciato di stucco con il suo gioco magico, che sconfina in una pletora di generi. Grega può trasformarsi in un attimo nel più infuriato shredder thrash metal e subito dopo scioccarti con variazioni jazz perfette alla chitarra. Come compositore Grega è estremamente prolifico e crea contenuti musicali di grande originalità autoriale. Ha affinato un suono di chitarra inconfondibile, e col suo tocco morbido ed elastico il suo modo di suonare è pura poesia strumentale, che non ti stanchi mai di ascoltare. Semplicemente. Un mix di rock chitarristico, forte connotazione art, e un grande elemento di terapia dell’»inaspettato« ovvero di sorpresa. In un solo pezzo puoi vivere svolte catartiche, dal groove ritmico funky fino al vampirismo con escursioni metallizzate, e non si possono nemmeno trascurare gli elementi blues. Una cosa, però, è chiara. Grega cerca la melodia perfetta. È un musicista straordinariamente musicale e a questo subordina le sue composizioni. La squadra ha creato un groove eccezionale e ha colpito nel segno. Ancora una volta!
Un’ora di concerto, suono ottimo, gente zero. I ragazzi durante l’esibizione si sono sorrisi più volte a vicenda, scambiandosi commenti che tradivano lo sconcerto per lo splendore e la miseria della scena rock slovena nel 2015!
Voi che avete la bocca piena di musica sui forum e su Facebook, siete diventati prigionieri del mondo virtuale e non sapete più sentire la musica in modo autentico. Il vero contatto autentico con la musica te lo dà solo l’esperienza dal vivo. Nient’altro. E se è in un club, dove puoi mangiare dalla mano di un acrobata della chitarra di questo livello e della sua banda, come Grega Habič, allora l’esperienza vale davvero oro. Peccato che nel paese dei Butalci non lo apprezzi più nessuno, vero, gente della Bassa Carniola?
Scaletta
1. Pussy
2. No Lie Can Live Forever
3. Tired of Everything
4, Self Destruct Sequence
5. Beyond Redemption
6. A Little Love Song
7. Devil’s Whisper
8. IO
9. Alyx
10. Sun Over the Clouds
11. Turn the Knife
12. Catharsis
13. Goodbyes
14. Devil Planted the Seed
15. Vodoo Sex Thing
16. Razor’s Edge
17. A World
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