Attenti: i cani hanno spezzato il guinzaglio! (2015)

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Autore: Aleš Podbrežnik

Luogo: Orto bar / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 21.04.2015
Spettatori: 250
Prezzo del biglietto: 20 € / 24 €

 

L’arrivo a Lubiana dei veterani hardcore newyorchesi Dog Eat Dog, anzi il loro ritorno, non è né il primo né, di sicuro, l’ultimo. La band, che ha vissuto i suoi anni d’oro negli anni Novanta del secolo scorso, è rimasta impressa nella memoria del pubblico musicale sloveno soprattutto nel 1994, quando ha suonato alle Križanke di Lubiana insieme ai suoi mentori Biohazard. Già agli esordi i Dog Eat Dog sono diventati famosi in un lampo con l’album di debutto in studio »All Boro Kings«, presentato nel 1994 anche a Lubiana. Per tutti i Novanta la band ha riempito con successo le sale più grandi in giro per il mondo, mentre nel nuovo millennio, un po’ come i Biohazard, si è trasformata piano piano in una band da club.

La serata, davanti a un locale ben pieno nel nuovo spazio concerti dell’Orto bar, al pianoterra, è stata aperta dai finlandesi The Ruffes, da Laukaa. Il quartetto ha sfoderato un affiatamento notevole e una fame di energia che ti prendeva subito, a pelle, fin dall’esecuzione. Tutti e quattro gli elementi da applausi, soprattutto una sezione ritmica eccellente guidata dalle linee vertiginose e sempre in movimento del basso, dove lo slap creava un groove pazzesco. La band ha anche un cantante convincente, che ha mostrato una bella dose di camaleontismo: cambiava le atmosfere con escursioni di rabbia tagliente e con linee vocali melodiche nei passaggi più calmi dei pezzi. Nel comporre la propria musica la band prende in prestito figure musicali riconoscibili di gruppi come Red Hot Chlli Peppers, Faith No More e anche Rage Against the Machine, ma neanche per un attimo hai avuto la sensazione di trovarti davanti a un »ripp off« di roba già inventata. I ragazzi hanno sorpreso in modo davvero piacevole in apertura di serata. Con questo affiatamento e questa grinta, nel corso della carriera punteranno di sicuro ancora più in alto.

I Dog Eat Dog sono arrivati sul palco direttamente dal loro »nightliner« parcheggiato in via Grablovičeva. Tra il pubblico ormai bello fitto si è fatta strada una combriccola di »sportivi« diretti agli attrezzi della palestra qui vicino. Almeno, l’impressione era quella, a giudicare dall’abbigliamento della band. Il nucleo dei Dog Eat Dog oggi è formato dal bassista e seconda voce Dave Neabore, dal cantante John Connor e dal batterista Brandon Finley, a cui si è unito da poco il nuovo chitarrista fisso Roger Hämmerli. Nei tempi nuovi una particolarità dei concerti dei Dog Eat Dog è anche la presenza del sax contralto. Così, come ospite speciale in tour, c’è anche il musicista tedesco Roland Kresse al sassofono,

Connor ha preso le redini in un attimo: con la sua innata abilità americana da show man, e qualche frase di apertura da bravo imbonitore populista, ha scosso il pubblico al punto che questo ha cominciato a mangiargli in mano senza pensarci due volte. Quella sera nel locale si sono radunati veri fan della band, e gli arrivati dalla vicina Croazia non erano affatto una rarità.  In una buona ora e mezza di concerto la band ha ripercorso l’opus di 25 anni di carriera. Anche se il numero di dischi in studio non è proprio il loro vanto, il loro poker d’assi vincente sono gli hit da singolo, quelli che negli anni Novanta gli hanno portato un grande successo. E quella sera all’Orto bar in scaletta non sono mancati. Durante l’esibizione la band si è letteralmente »scatenata«, sudando fino all’ultima goccia. Per tutto il set ha tenuto una carica di tensione altissima, con la celebre miscela di punk hardcore e RAP, una specie di incrocio rapcore, che distribuiva sberle come su un ring di boxe. A Connor non mancano né energia né grande cinetica da palco. Il cantante carismatico, dalla lingua ben oliata, verso la fine ha perso un po’ di forza e ha lasciato il microfono anche ad altri sul palco, come il batterista Brandon e perfino il sassofonista Roland, ma ha risparmiato fiato soprattutto nelle pause, che la band ha sfruttato per la tipica esibizione macho di corna, cosa che rientra a pieno titolo nella dottrina musicale del gruppo. Quella sera nessuno si è annoiato. Nemmeno per un istante. Durante l’esecuzione di Rocky il bassista Dave si è infilato un accappatoio da boxeur, e si è mischiato alle prime file anche più tardi, soprattutto nella seconda parte del concerto, quando la band sparava dalle sue postazioni d’artiglieria un successo dietro l’altro.

Tiriamo le somme? I Dog Eat Dog hanno messo in piedi quella sera una festa pazzesca, che ha reso felice e appagato un pubblico affamato della loro musica. Questo è indiscutibile. Gran performance, band in forma smagliante, l’energia è passata al pubblico e le reazioni di ritorno hanno dato ancora più benzina al gruppo. Detonazione live e disastro scenico totale. Ragazzi! Quando esce il nuovo album?  

Scaletta

  1. Pull My Finger
  2. Bulletproof
  3. Cannonball
  4. ISMS
  5. Who’s the King?
  6. Walk With Me
  7. In the Doghouse
  8. Strip Song / Funnel King / M.I.L.F.
  9. Rocky
  10. Step Right In
  11. Expect the Unexpected
  12. No Fronts
  13. If these are Good Times…
  14. Dog Eat Dog

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