Uli Jon Roth ha riportato in vita l’eredità degli Scorpions al Bluesiana! (2015)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Velden Am Wörthersee (Velden in Carinzia) / Bluesiana Rock Cafe / Austria
Data del concerto: 19.12.2015
Numero di spettatori: 70
Prezzo del biglietto: 34,00€

Uno dei chitarristi più grandi e particolari dell’universo rock, Uli Jon Roth, ex prima chitarra dei leggendari Scorpions, è tornato, dopo ben sette lunghi anni, a Velden, in Carinzia, e nello storico Bluesiana Rock Cafe.

Il musicista, noto per aver inventato la chitarra elettrica conosciuta come »Sky« guitar, all’inizio di quest’anno ha pubblicato per SPV Records un doppio album in cui si è messo a rivisitare i pezzi degli Scorpions dei tempi in cui suonava con loro. Nel tour autunnale di quest’anno Uli ha dato nuova vita all’album »Scorpions Revisited« con una formazione a quattro.

Per uno degli ultimi concerti di questo tour, cioè ovviamente quello nel nostro amato Bluesiana, Uli è arrivato direttamente da Tel Aviv (Israele), dove aveva suonato in uno dei festival locali. Della squadra che l’aveva aiutato a registrare l’album »Scorpions Rewvisited«, Uli si è tenuto accanto per il tour l’ottimo chitarrista e cantante tedesco Niklas Turmann, mentre la sezione ritmica era in mano a due musicisti italiani, anzi due legionari, che Uli ha chiamato dalle parti di Udine, qui vicino, apposta per questa serata al Bluesiana. Come previsto, la band ha suonato la maggior parte dei brani di »Scorpions Revisited«.

Uli, che quella sera sembrava un po’ trattenuto, anche se ha sorriso e ammiccato al pubblico con gentilezza per tutto il tempo, di certo non nascondeva di essere un po’ stanco. Alle spalle una montagna di concerti, una toccata e fuga in Israele e, il giorno prima del live al Bluesiana, il compleanno: 61 anni. Fin dall’inizio Uli ha dovuto fare i conti con il problema di accordare la sua Sky guitar. Evidentemente era rimasta ferma a lungo nello stesso posto, e la temperatura del locale che ha oscillato parecchio l’ha fatta scordare. Per fortuna Uli ha potuto appoggiarsi allo straordinario Turmann, che oltre a cantare benissimo lo ha »salvato« di continuo nei passaggi più impegnativi, dove i due sono entrati in armonie a tre voci, gli ha costruito un ottimo tappeto di riff e, allo stesso tempo, Uli gli ha lasciato abbastanza spazio per scatenarsi anche in assolo in un paio di pezzi e mostrare così il suo enorme talento.

Nel repertorio Uli non si è dimenticato dei suoi lavori di stampo classicheggiante, e come previsto ha dedicato il bis obbligatorio alla figura e all’opera del suo idolo Jimi Hendrix (Little Wing, All Along the Watchtover, in origine un brano di Dylan). Il celebre suono della Sky guitar, le tecniche celebri, la celebre scuola unica di questo musicista geniale e visionario restano una perla intatta sulla mappa del rock. Anche se durante il concerto Uli si è concesso qualche sbavatura inutile, che fosse pestare troppo tardi il foootswitcher o perdersi a giocare con i potenziometri, questo non ha rovinato l’impressione generale di un’esperienza live eccezionale.

Il repertorio degli Scorpions era rappresentato da questi brani: All Night Long, Longing for Fire, Sun in My Hand, We’ll Burn the Sky, In Trance, Rainbow Dream Prelude, che si è trasformata piano piano in Fly to the Rainbow (due pezzi che hanno sicuramente regalato uno dei momenti top della serata), poi la selvaggia e cupa I’ve Got to Be Free, e ancora The Sails of Charon, Dark Lady, Pictured Life e la tanto attesa, sotto sotto, Catch Your Train.

Volume senza freni! Un’esperienza rumorosa, come si conviene a un vero concerto hard rock. Le finestre del Bluesiana hanno tremato più di una volta, e non poco. L’anno prossimo Uli Jon Roth partirà per un tour nordamericano in cui suonerà insieme ad altri due fenomeni della chitarra: il primo è Andy Timmons, la seconda è Jennifer Batten. Incrociamo le dita che questo trio decida di portare la serie di concerti anche nella vecchia Europa e magari di fare tappa pure al Bluesiana! 

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