Primal Fear, Brainstorm e Striker in tour alla conquista dell’Europa (2016)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Vienna / Szene / Austria
Data del concerto: 23.02.2016
Numero di spettatori: 300

Anche se Primal Fear e Brainstorm si stanno piano piano trasformando in due power metal-garanzie, di quelle che ti consegnano sempre un album che conosci già in anticipo, bisogna ammettere che proprio questa costanza continua, questa ostinazione, questa specie di grinta che tiene le band a pieno galoppo da una serie di anni e le tiene pure, con riconoscenza, al centro di tutte le »attività d’interesse« della scena power metal europea di oggi, è l’ingranaggio motore di base che conserva nelle loro vene freschezza, dedizione costante e creatività. L’evoluzione di suono e stile si è fermata da un pezzo, ma il materiale originale continua a nascere e a mantenersi convincente.

Per questo tour europeo le due band hanno invitato anche i canadesi Striker, revivalisti speed/heavy/thrash metal di Edmonton (provincia canadese dell’Alberta). Una band attiva dal 2007, che ha pubblicato il suo quarto album in studio proprio durante il tour, cioè il 05.02.2016. Una band, insomma, che ha già suonato anche in Slovenia, quando ha sfoderato un’ottima performance al Metaldays dell’anno scorso a Tolmino. Lì ha tirato fuori uno dei set più affilati che ci siamo beccati sul palco piccolo nella settimana del festival. Una bella sorpresa è stato già l’inizio della serata. Pensavamo che prima delle otto non sarebbe successo un bel niente. Gli Striker sono invece saliti sul palco alle sette e mezza, appena un minuto dopo il nostro arrivo nel club. E hanno messo in scena uno show fantastico. Hanno pescato i pezzi da tutti e quattro gli album, dando com’era prevedibile la precedenza al nuovo »Stand in the Fire« – recensione di RockLine QUI. La band è perfettamente rodata: per il tour il quartetto ha arruolato un chitarrista aggiuntivo per i concerti, che si è incastrato alla grande con Tim Brown nella divisione dei compiti. Il suo nome purtroppo mi è sfuggito, ma visto l’ottimo affiatamento potrebbe benissimo succedere che la band lo prenda in pianta stabile, come membro a tutti gli effetti. La band ha sfruttato il palco a meraviglia: la cinetica e la dinamica del gruppo hanno buttato benzina sul fuoco di una forma eccezionale quella sera, di un’esecuzione ispirata, oltre che di grande precisione e potenza. Dan Cleary ha urlato e cantato il concerto a un livello eccellente. C’è poco da aggiungere. Una prestazione sbalorditiva di una band che scoppia di potenza e di voglia di dimostrare, e naturalmente di successo. Il passo avanti è fatto: speriamo che la band ci si arrampichi sopra negli anni sulla scena il più a lungo e il più in alto possibile.  La band ha avuto ottime condizioni per mettere a punto il suono, e anche abbastanza luci. Un trattamento eccellente da parte dell’headliner verso una formazione che si sta ancora facendo strada sulla scena e che ha assoluto bisogno di correttezza e sostegno così, in tour.

I Brainstorm sono una formazione heavy metal tedesca di grandissima esperienza. Con i Primal Fear, dopo il 2009 e il 2012, quest’anno sono già al terzo tour europeo insieme.  Con l’undicesimo album in studio appena uscito, intitolato »Scary Creatures« – recensione di RockLine QUI, mantengono una freschezza e un’ispirazione creativa fuori dal comune, le stesse che irradiava già il predecessore »Firesoul«. La band ha preso il palco senza compromessi e, dopo un’intro teatrale, il centro della scena è passato all’eccezionale cantante Andy B. Frank. Un frontman eccellente, con una presenza scenica curata e una grinta e una voglia incredibili. Come sempre Andy ha cercato di coinvolgere il maggior numero possibile di presenti, ma ci è riuscito solo in parte. Il giorno prima si era trovato davanti al Backstage di Monaco di Baviera sold out, stavolta invece davanti a meno di 300 spettatori, anzi, direi forse a una buona duecentina. Tra di loro, però, c’era qualche scatenato di quelli veri. Come il nostro Izzy, per esempio, a cui Andy, profondamente colpito dalla dedizione del fan, ha pure dato una pacca sulla spalla durante il concerto. Con i Brainstorm vale da sempre una cosa. Suonano col cuore in mano e senza un briciolo di kitsch finto che arrivi dal mixer. Frank è espertissimo e ha fatto crescere con saggezza la performance vocale lungo tutto il set. Verso la fine cantava con tutta la forza che aveva e ha condito lo show anche con qualche urlo ad alto numero di ottani, a ricordare che il veterano della scena power metal tedesca è ancora in ottima forma vocale. La band è rodatissima. La formazione è stabile da anni (ben tre membri del quintetto suonano insieme dal 1989), niente giochetti a nascondino e l’intesa tra i musicisti funziona a pieno regime. Come previsto Torsten si è preso un po’ più d’iniziativa negli assoli,  ma anche Milan ha sfoderato qualche mossa solista da applausi. La band ha praticamente presentato »all’ingrosso« il nuovo album in studio »Scary Creatures« più i classici favoriti della carriera. Un po’ è mancata una scaletta più speziata e »meno prevedibile«: ci è mancato qualche pezzo dall’album »Metus Mortis«, che insieme a »Liquid Monster« resta uno dei vertici della loro ricca carriera discografica. La band ha spazzato via tutti con impegno e cuore. Vibrazioni positive, energia, e Andy col suo humour ha fatto ridere di gusto il pubblico più di una volta. I Brainstorm sono una band che non nasconde quanto si diverte quando sale sul palco. Divertimento a mille, un’esibizione genuina e old school di una band di grande esperienza.

I Primal Fear, nonostante il tour fosse annunciato come co-headliner, hanno servito più pezzi e più minuti rispetto ai Brainstorm. Come previsto la band ha caricato parecchio la scaletta con il nuovo album »Rulebreaker« – recensione di RockLine QUI, aprendo però il concerto con la celebre classica »Jaws of Death« dei Final Embrance, con cui nella loro ricca storia live hanno spesso e volentieri chiuso i concerti.  Anche i Primal Fear hanno avuto un suono eccellente, anche se per goderselo bisognava piazzarsi più indietro nella sala del club. Questo tour è anche il primo con i Primal Fear per il nuovo arrivato Francesco Jovino, che prima aveva suonato per una buona decina d’anni negli U.D.O. L’esperto musicista si è evidentemente trovato a meraviglia con la squadra e ha tirato fuori una prestazione di altissimo livello. I Primal Fear, come previsto, si sono presentati con un approccio rigorosamente professionale, il concerto è stato di nuovo suonato a un livello da primi della classe, e di nuovo hanno fatto un gran piacere le due chitarre, dove ancora oggi si danno spalla contro spalla gli straordinari Alex Beyrodt e Tom Naumann. Dagli assoli salati da paura alla grande precisione nei giri armonici in terze sopra i riff. Un lavoro eccezionale. E poi ci sono, naturalmente, i capi Ralf Scheppers e Mat Sinner: quest’ultimo, come il suo collega dei Brainstorm Thorsten Ihlenfeld, ha lasciato a casa qualche chilo, per il resto lo show è stato quello di sempre. A tutta forza. Potente e senza compromessi.  L’unico anello debole del concerto è stato in realtà Ralf Scheppers, che ormai non riesce più a restituire l’interpretazione dei acuti da spaccare i timpani per cui è così stimato e riconosciuto nel power metal mondiale. Il tipo ha dovuto restare più volte nelle zone medie e, anche se ci provava a spremere di più, non c’era verso, e lo si è sentito soprattutto nel pre-ritornello dell’immancabile classico del repertorio di ferro  Chainbreaker . Per il resto, una scaletta parecchio prevedibile. Il ritorno del pezzo Rollercoaster dall’album »Seven Seals« è stata forse l’unica piccola sorpresa in scaletta, per il resto uno avrebbe voluto dentro qualche classico in più dai primi cinque album. Soprattutto uno che i Primal Fear non suonano dal vivo da un pezzo, o magari addirittura mai. Per il bis i Primal Fear hanno scelto l’esecuzione della »mini sinfonia metal« Fighting the Darkness e per chiudere il concerto hanno rispolverato la mancata »Running in the Dust« dall’esordio in studio Primal Fear (1998).

Una super »comunione power metal« con un super tris di band. Forse un 150 teste in più avrebbero sicuramente contribuito a creare la giusta atmosfera da concerto a livello di club, e allora si sarebbe potuto parlare di un evento perfettamente riuscito, ma a volte non si può proprio avere tutto.

Scaletta

STRIKER:
1. Crossroads
2. Locked In
3. Lethal Force
4. All for One
5. Phoenix Lights
6. Escape From Shred City
7. Full Speed or No Speed
8. Out for Blood
9. Fight for Your Life

BRAINSTORM:
1. Nellie the Elephant (The Toy Dolls song)
2. The World to See
3. Firesoul
4. Fire Walk With Me
5. Highs Without Lows
6. We Are…
7. Worlds Are Comin’ Through
8. Shiva’s Tears
9. End in Sorrow
10. How Much Can You Take
11. Falling Spiral Down
12. All Those Wor

PRIMAL FEAR:
1. Countdown to Insanity (intro)
2. Final Embrace
3. In Metal We Trust
4. Angel in Black
5. Rulebreaker
6. Sign of Fear
7. Seven Seals
8. Drum Solo (Francesco Jovino)
9. Angels of Mercy
10. The End Is Near
11. Rollercoaster
12. The Sky Is Burning
13. Nuclear Fire
14. When Death Comes Knocking
15. Chainbreaker
16. Metal Is Forever
—bis—
17. Fighting the Darkness
18. Running in the Dust
19. Born Again (outro)

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