Lene kosti e WarmUp stavolta in salsa palustre (2016)
Autore: Aleš Podbrežnik
Luogo: Notranje Gorice (Brezovica presso Lubiana) / Berda / Slovenia
Data del concerto: 27.02.2016
Numero di spettatori: 100
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso libero)
Il club giovanile Berda a Notranje Gorice è tornato a vibrare di rock e a farsi sentire, quando sul palco sono saliti i rockettari affilati di Borovnica WarmUp, che per l’occasione hanno presentato il videoclip appena girato per il brano Rock’N’Roll Republika. Ma perché la festa non durasse troppo poco, la band ha deciso di invitare degli ospiti speciali della serata: i veterani del boogie metal di Nova Jarša, Lene kosti. Una combinazione stilisticamente più che compatibile tra due formazioni, diciamo, che ha richiamato una settantina di persone, stipate nello spazio in mansarda del club. Si trova nello stesso edificio dell’ufficio postale e della caserma dei pompieri volontari. Dalla strada non lo vedi, ma per fortuna a tradirlo ci pensava la marea di auto parcheggiate davanti allo stabile.
Stavolta sono arrivato sul posto solo verso l’ultimo terzo del concerto dei Lene kosti, che hanno aperto la serata, attaccando alle nove. Il cantante Jan Tehovnik aveva in programma un’altra esibizione quella sera: dopo la fine a Berda doveva schizzare dritto a Kranj, dove con la sua altra band, i Pyroxene, andava a »salvare« il futuro del club Transtation Squat nel corso di un festival di due giorni. Mi auguro che a Kranj ce l’abbiano fatta. I Lene kosti hanno suonato per 70 minuti. La band ha servito, come da copione, un suono ottimo, e dalla visuale compatta sulla saletta del club fino al vivace bancone brillavano senza sosta vibrazioni positive da sabato sera, di quelle da stacco totale del cervello. La band ha suonato il set standard. Soprattutto pezzi dall’album »Do Or Die«, con in più qualche favorito da »Penetrator«, brani rinfrescati o rimessi a nuovo dall’album »Park Bar« e anche un pezzo nuovo, Reaper’s Hill. A fine esibizione il pubblico ribolliva visibilmente di entusiasmo, perché i Lene kosti hanno ancora una volta consegnato una nuova tempesta di quella loro musica, che dal vivo funziona sempre in modo spavaldo. Sull’affiatamento non serve sprecare parole. Ha entusiasmato soprattutto il nuovo membro Matijas Severhen, per il quale questo era il terzo concerto in totale dopo essere entrato nella band, e che in questa data, fra le tre con i Lene kosti, ha offerto la prestazione più sicura. Ha confermato che il ragazzo è tagliato su misura per la formazione rinnovata. Il doppio pedale della cassa ora rotola in perfetta armonia con i riff penetranti della band. Speriamo che quest’anno si faccia la maggior parte delle registrazioni del nuovo album dei Lene kosti.
I WarmUp sono una squadra che si dà da fare per tutto. Sono manager di se stessi. Hanno organizzato l’intero evento. E il nuovo video che presentavano l’hanno girato da soli. Regia compresa. All’inizio del concerto hanno suonato solo materiale proprio, ma ancor prima, sullo schermo, era partito il video del brano Rock’N’Roll Republika, che poi è finito anche nel repertorio della band! Nella prima parte si sono susseguiti, tra gli altri, i brani Virus, El Diablo e, a chiusura del primo set, Zelena punca. Di materiale originale ce n’è abbastanza per almeno un disco, e la band coltiva un dossier musicale di hard rock affilato, che include senza problemi influenze punk rock, l’immediatezza del rock’n’roll, ma anche heavy e perfino thrash metal. I testi in sloganese… pardon, in sloveno, per la combinazione di melodie dei temi principali e per il timbro di voce, a tratti ricordano perfino i Pomaranča. Un approccio sloveno a cui non puoi sfuggire, insomma. Un suono bello grasso, quasi da valanga, fatto di riff e assoli passati più volte attraverso il wah-wah, serviva a tutta la presenza un materasso a molle di groove, e la band si è dimostrata una squadra ottimamente affiatata, che respira all’unisono e segue la propria visione. I WarmUp a Berda giocano in casa. La gente li conosce benissimo. Ha dato un po’ fastidio solo accorgersi che nella prima parte la chitarra di sinistra era decisamente troppo bassa nel mix (a parte il brano d’apertura). Poi i WarmUp hanno risolto il problema tecnico e hanno suonato altri due set separati di cover, coccolando il pubblico e facendolo girare sullo spiedo del rock’n’roll fino a notte fonda. La band ha visione e fuoco. Manca solo l’album.
Insomma, una splendida festa rock in mezzo al parco paesaggistico della Palude di Lubiana!
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