Lacuna Coil presentano l’album `Delirium` a Pordenone! (2016)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Pordenone / Palatenda centro sportivo Armando Lupieri / Italia
Data del concerto: 26.11.2016
Numero di spettatori: 550
Prezzo del biglietto: 28,75€

Lacuna Coil, storica roccaforte del gothic metal italiano targata Milano, che a fine maggio ha pubblicato l’ottavo album in studio, intitolato »Delirium«, in questi giorni è passata, con il suo nuovo tour, a due passi dal confine occidentale sloveno. A Pordenone, in formazione rinnovata e con due new entry, il chitarrista Diego  Cavallotti e il batterista Ryan Blake Folden, nel corso di un lungo tour europeo autunno-inverno la band è così salita per la prima volta anche su un palco italiano, cioè sul suo territorio di casa.

In origine la data era annunciata all’Il Deposito Giordani, che però ha dovuto chiudere i battenti per via delle lamentele dei residenti della zona, infastiditi dal »bordello« notturno a due passi dalle loro case. Un posto eccellente, dove ci siamo goduti parecchi concerti, tra cui W.A.S.P., DTA Death to All Tours, Soulfly, The Aristocrats, si è così beccato i »sigilli« e lo stop alle attività.

Il concerto è stato quindi spostato d’emergenza al Parco Sportivo di Pordenone, dove si trova, tra le altre cose, anche lo stadio della squadra di calcio Villanova.  Siamo quindi nella zona sud-occidentale di Pordenone, chiamata appunto Villanova. La band ha suonato in un palazzetto (polifunzionale) che, con la sua copertura a tendone, ricordava l’ex Teatro Tenda (oggi, dopo la ristrutturazione, Gran Teatro Geox) di Padova. Che sia chiaro, eh. Seguendo il concerto da fuori, per le strade rimbombava molto più casino di quanto sia mai successo quando le band suonavano all’Il Deposito Giordani.

Comunque sia, il concerto, che stava per saltare, è stato salvato dal promoter locale a forza di cuore e testardaggine. E questo è quel che conta.  Anche se la squadra di RockLine, per impegni improrogabili che non le hanno permesso di »staccarsi« da Lubiana prima delle sette e tre quarti di sera,  stavolta ha dovuto saltare del tutto entrambe le band di supporto, è giusto presentarle almeno di sfuggita in questo report. Alle otto e mezza di sera hanno iniziato a scaldare i presenti i GOD (Genus Ordinis Dei). L’»onnipotente« quartetto della città italiana di Crema ha presentato il suo album di debutto, uscito quest’anno, »Great Olden Dynasty«. Poi è toccato ai danesi Forever Still, saliti sul palco alle nove e un quarto e arrivati a presentare il disco d’esordio »Tied Down«, uscito lo scorso ottobre. Al quartetto guidato dalla carismatica Maja Shining  sono toccati, come ai GOD che l’hanno preceduto, trenta minuti di set.

Sul posto RockLine è arrivata in pratica un attimo prima dell’inizio dei Lacuna Coil! Alle dieci di sera, forse con un minuto di anticipo, le luci si sono spente, il palco si è riempito di nebbia e la parte strumentale del quintetto è comparsa sul palco, ma piazzata dietro una scenografia improvvisata di »recinzioni di sicurezza del manicomio«. Scenografia e costumi dello show teatrale della band, in questo tour, erano quindi interamente votati alle cupe storie deliranti da manicomio, a cui rimanda già il titolo del nuovo album.  Intro registrata con Ultima Ratio, diciamo »l’ultima ragione« – prima che ti parta il cervello e ti infilino la camicia di forza – e poi la band si accende sul palco con Spellbound, dove finalmente saltano sul palco la carismatica Christina Scabbia e il cantante Andrea Ferro. Durante lo show la band ha cambiato »outfit« di continuo; per lo più i Lacuna Coil davano l’impressione di essere dei pazzi in camicia di forza, con il bassista Marco Coti Zelati »Maki« e il batterista Ryan Blake Folden che si sono concessi una pittura facciale al limite dei »corpse-painting da black metal«.

Sull’esibizione in sé non c’è nemmeno da spendere troppe parole. In una parola: professionale al cento per cento. Sul piano sonoro e dell’esecuzione. Tip top. Tutto sotto controllo e in splendida forma live. Si sente che la band ha alle spalle un bel mucchio di date del tour in corso e che chilometraggio, routine ed esperienza contano eccome. A tenere in piedi la band è la presenza scenica carismatica della straordinaria Christina Scabbia, che anche stavolta ha stregato la platea, non proprio gremita, non solo con la sua voce eccezionale, che con una potenza incredibile e senza fatica superava tutto, anche le tessiture più alte, quasi da mezzosoprano, ma anche con un grande intuito nel rapportarsi col pubblico. Cantante appassionata e incredibilmente dedita, ha tirato dalla sua parte la platea con particolare astuzia, tra discorsi teatrali del tipo: »Finalmente. Dopo due mesi suoniamo per la prima volta a casa e possiamo parlare con voi interamente nella nostra lingua!« e ancora »Oggi c’è un sacco di concerti ogni giorno! Apprezziamo davvero che vi siate presi il tempo di venire proprio al nostro concerto stasera, perché la scelta è davvero tanta e a volte è difficile decidere a quale concerto dare la precedenza.« (e così via). Il pubblico le mangiava letteralmente in mano. Le prime file, ovviamente, se le è prese un gruppo di fan italiani particolarmente fanatici e infuocati, che conoscevano a memoria tutti i testi della band.

La band ha così sviluppato il suo carattere di gothic metal sinfonico, malinconico e oscuro, con spruzzate di industrial e anche di inserti moderni da »breakdown«, come da copione. Professionalissimi. Suonato e cantato a livelli altissimi. Senza una sbavatura. Precisi. Il tutto con il supporto di basi registrate (tastiere, loop programmati). Più della metà del repertorio era dedicata ai pezzi degli ultimi due album , e dall’attuale »Delirium« i Lacuna Coil ne hanno suonati ben sette!

Se non era già successo prima, i Lacuna Coil hanno fatto alzare in piedi tutto il palazzetto con la cover dell’originale dei Depeche Mode, “diventata ormai patrimonio globale”, Enjoy the Silence, che ovviamente sanno tutti a memoria, mentre la parte regolare si è chiusa con Nothing Stands in Our Way (»Broken Crown Halo«, 2014). Poi è arrivato anche il bis obbligato. Con un repertorio più recente, e prima di Delirium il pubblico ha tirato fuori dalle tasche dei fogli A4 con scritto il titolo del brano, ad alimentare il teatro stesso dello show.

Un’ora e un quarto. Settantacinque minuti, insomma, che sono volati in un attimo. Il pubblico ha avuto esattamente quello per cui era venuto. Uno show che mette insieme nelle giuste dosi tanta melodia, una bella dose di »fascino fatale« gotico e luttuoso, un pizzico di »orrore« delirante e quella roba che accende in modo particolare i nostri vicini occidentali. Un bel pezzo di lustrini e kitsch da palcoscenico. Uno spettacolo e un teatro che mostrano l’incredibile sicurezza e la fiducia in sé dei Lacuna Coil. Dopo questo concerto la band è scesa a sud, a Roma, ben oltre 600 km di distanza, per poi tornare via Milano per la quarta data italiana, a Bologna. A Pordenone i Lacuna Coil erano arrivati direttamente da Barcellona, in Spagna. Tratte che non hanno nessun collegamento razionale tra loro e che, con una pianificazione così, possono anche finire per sfinire la band. Ma a Pordenone i Lacuna Coil hanno irradiato di continuo entusiasmo: perché il tour non solo stava entrando nella fase finale, ma anche perché c’era un enorme sollievo nel trovarsi finalmente a casa propria.

Scaletta

LACUNA COIL:
1. Ultima Ratio
2. Spellbound
3. Die & Rise
4. Heaven’s a Lie
5. Blood, Tears, Dust
6. Ghost in the Mist
7. The Ghost Woman and the Hunter
8. Trip the Darkness
9. Downfall
10. You Love Me ’Cause I Hate You
11. Our Truth
12. Enjoy the Silence
13. Nothing Stands in Our Way
—bis—
14. Delirium
15. Zombies
16. The House of Shame

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