Acoustic
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Simple Minds
Etichetta: Caroline International S&D
Uscita: 2016
Durata: 58:15
Voto: 4/5
Le leggende scozzesi della new wave e dell’art rock Simple Minds, armate fino ai denti di hit anni Ottanta, sono considerate uno dei prodotti musicali da esportazione di maggior successo che il nord delle isole britanniche abbia mai sfornato.
Eccoci quindi davanti ad »Acoustic«, l’album in cui i Simple Minds portano in versione acustica una serie dei loro successi radiofonici più amati e dei brani più riconoscibili della loro carriera. L’idea è venuta alla band in uno dei rarissimi concerti acustici, registrato nel settembre 2014 per il Chris Evans Breakfast Show. Lo scopo era promuovere il nuovo album in studio, uscito da poco e ancora di stretta attualità, »Big Music«. Nient’altro. E invece, contro ogni aspettativa, i fan della band hanno accolto la cosa con valanghe di reazioni di approvazione e di entusiasmo generale. Così il gruppo ha deciso di provare come avrebbero funzionato anche altri pezzi del suo ricco catalogo, che a oggi conta ben sedici album in studio.
Che ne è stato dunque dei classici, per lo più hit, quando i Simple Minds li hanno rivestiti di una veste acustica? Una rivoluzione musicale di certo no. I sintetizzatori non si sentono più, anche se lo sfondo è sostenuto da una scenografia di suoni di chitarra deformati dagli effetti (sustain, reverb), ma stavolta in primo piano ci sono ovviamente le chitarre acustiche dello storico chitarrista della band Charlie Burchill, che avvolgono l’eterno fascino vocale di Jim Kerr. I ritmi stavolta sono trattati perlopiù in chiave »percussiva«, ma conservano comunque una semplicità assolutamente primordiale (da ballare). La voce di Kerr è spesso colorata da una voce femminile. Nei duetti lo affianca Sarah Brown, una ragazza che collabora da anni con i Simple Minds, mentre come ospite speciale di questo album, nel brano Promised You A Miracle, compare anche la celebre cantautrice britannica KT Tunstall. Insomma, una veste organica guidata da una produzione sonora di cristallina chiarezza, con sfumature messe in risalto nei contrasti reciproci tra i mattoncini del quadro sonoro, e con al centro la voce di Kerr, sempre istintiva e piena di sentimento. Le chitarre, naturalmente, si sono prese gran parte dello sviluppo nei passaggi »mid-eight«, e adattando le melodie in questi passaggi strumentali, dove è benvenuta anche una dose di improvvisazione, portano un ulteriore scarto rispetto all’immagine degli originali. Visto che stavolta l’acustica è assoluta protagonista, la band ha cucito gli arrangiamenti in modo che anche lo sfondo dell’accompagnamento alla voce fosse colorato da ulteriori ornamenti armonici, che approfondiscono la melodia celtica e che, insieme a delicati veli di chitarra (guidati da effetti aggiuntivi), mantengono un tocco marcato di mistica e di malinconica nostalgia.
Dato il nome stesso della band, ma anche il formato stesso delle composizioni, vale la regola che i Simple Minds non hanno mai complicato troppo le cose. La loro forza artistica si è sempre basata sull’unire pennellate di arrangiamento brevi e asciutte alla costruzione di una ricca scenografia sonora che evoca la mistica. Stavolta, con una scenografia organica e »nuda«, saltano un po’ più all’orecchio le ripetizioni dei ritornelli, che la band avrebbe potuto limitare nel tempo e accorciare.
Interessante che stavolta la band abbia deciso di mettere al posto del »padrone del tempo« la percussionista e batterista Cherisse Osei (Mika, Bryan Ferry), al posto del membro fisso Mel Gaynor, che sfide del genere le avrebbe superate senza il minimo problema, con una facilità disarmante. Allo stesso tempo Charile Burchill ha voluto rinforzare la »morsa« sonora acustica delle chitarre, e per questo ha invitato a collaborare un ulteriore chitarrista, Gordy Goudie.
Va sottolineato anche l’ultimo brano, Long Black Train, che non è opera della band ma una cover dell’originale del cantautore inglese Richard Hawley.
»Acoustic« riflette e svela un nuovo volto musicale della band. Sostanzialmente diverso, un po’ timido e schivo, come si addice alla »verginità« acustica, ma che lo scopri in un attimo e ti suona subito incredibilmente di casa e familiare. Offre arrangiamenti ingegnosi, filigranati e raffinati di maestri esperti del loro mestiere, senza perdere nessuna delle caratteristiche essenziali dell’unicità artistica della band. I fan più accaniti dei Simple Minds se lo sono già accaparrati tutti, e il gruppo ha già annunciato i primi concerti per il prossimo maggio (in Gran Bretagna), dove si esibirà ovviamente in una veste rigorosamente acustica. La missione, insomma, è riuscita in pieno.
Ancora una cosa. Oltre al CD con dodici brani e al formato digitale, dal 25.11.2016 l’album “Acoustic” è disponibile anche in vinile da 180 grammi. La particolarità è che ci sono aggiunti altri tre brani che sul CD non troverete, e cioè: Stand By Love, Speed Your Love To Me e Light Travels.
Simple Minds – Don’t You (Forget About Me), versione acustica:
Formazione
Jim Kerr – voce
Sarah Brown – voce
Charlie Burchill – chitarra
Gordy Goudie – chitarra
Ged Grimes – basso
Cherisse Osei – percussioni, batteria
Produzione
Charlie Burchill
Tracklist
1. The American
2. Promised You A Miracle (featuring KT Tunstall)
3. Glittering Prize
4. See The Lights
5. New Gold Dream (81-82-83-84)
6. Someone Somewhere In Summertime
7. Waterfront
8. Sanctify Yourself
9. Chelsea Girl
10. Alive And Kicking
11. Don’t You (Forget About Me)
12. Long Black Train