Demolition Group – `Upor, ki traja` e la presentazione del nuovo album al Kino Šiška (2018)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / CUK Kino Šiška / Slovenia
Data del concerto: 09.05.2018
Numero di spettatori: 650

I Demolition Group sono senza dubbio un’unicità musicale. Su questo non c’è bisogno di girarci troppo intorno. Da anni sono considerati saldatori incredibilmente incisivi e convincenti di questa particolarità. Longevi signori del sottobosco alternative rock sloveno, con in più un fascino altamente intelligente da perfetta art culture, a cui nessuno si avvicina nemmeno, perché la nobile originalità del gruppo è di fatto inafferrabile, si sono presentati al CUK Kino Šiška con uno scopo preciso. Hanno infatti registrato e pubblicato un nuovo album  e con un concerto di presentazione hanno voluto rendere un omaggio speciale a questa nuova nascita.

Un po’ di chiacchiere introduttive, ma fin qui è la pura verità. Ed è altrettanto vero che davanti a eventi così il cuore trema, di sfuggita ma «da stress», e ti chiedi: »Dove diavolo sono volati questi tre anni, da quando ci siamo ritrovati con la band nella stessa sala a festeggiare l’uscita dell’album Zlagano sonce?«

In tre anni ai Demolition Group sono successe un sacco di cose. Tra le altre, hanno rinfrescato la formazione, ma la cosa fondamentale è che ne sono usciti più forti e musicalmente rinnovati. Gettati nel grembo di nuove sfide, ne sono usciti artisticamente »aggiornati«. Diciamo, »semplificando«, che hanno »allungato« con successo il loro artismo, e ci sono arrivati per via naturale, con l’auto-evoluzione.  Lo hanno mostrato in tanti concerti dell’anno scorso, quando presentavano senza remore i pezzi nuovi, e la nuova conferma l’abbiamo avuta quando i Demolition Group hanno suonato il loro ultimo traguardo in studio, »Pojdiva tja«, dalla testa ai piedi. Dall’inizio alla fine, nell’ordine dei brani così com’è sull’album. La prima impressione è questa (l’album prima non l’avevo ascoltato): la band ha spinto il lavoro della chitarra un bel po’ più in là, è diventata più audace nella sperimentazione, ci sono più trucchi sonori, effetti e loop, e perfino l’uso dei vari sassofoni è più variegato, anche se sul palco il sassofono sembra forse un po’ meno in primo piano rispetto ai tempi in cui nei Demolition Group lo suonava Joco. Ne parliamo meglio nella recensione. Dico solo che i nuovi brani del gruppo risuonano in perfetta sintonia col suo volto e con la sua opera, al 100%.

Pubblico eccellente. Per una band dal «cervello» così, dalla posa alter vera e autentica, che è punk il giusto per non essere troppo punk e metal il giusto per non essere troppo metal, c’erano più di 600 teste curiose a tenere d’occhio la scena. Parliamo di un pubblico che incontri ai concerti di grande varietà di generi, il che significa una cosa sola: i Demolition Group sono sostenuti da ascoltatori esigenti, che nella musica cercano »di più«.

Con il nuovo album in tasca, i nuovi Demolition Group hanno mostrato ancora una volta, sul grande palco del Kino Šiška, che macchina rock’n’roll sono e quanta forza espressiva raggiunge la loro retorica musicale quando dai alla band lo spazio per sfogarsi sul serio. I ragazzi che circondano l’eccezionale Goran Šalamon hanno portato la dinamica al rendimento ottimale. Una cinetica incredibile la iniettano nell’esposizione scenica del gruppo il chitarrista Petar Stojanovič sul lato sinistro (guardando verso il palco) e, sul lato opposto, Tomi Gregel al basso, che non stanno fermi nemmeno un secondo. La sezione ritmica dei fratelli Gregel resta una storia a parte e, a dirla tutta, un fascino ipnotico che all’istante ti si infila sotto pelle e ti fa venire dipendenza (con tutta la sua comprovata magnificenza), senza che te ne accorga. Intoccabile. Che »telaio« hanno costruito di nuovo per le frasi di chitarra e sassofoni!  Proprio quel groove funky delle linee di basso a corde grosse è uno dei pilastri che per prima cosa smuove gli angoli nascosti dell’anima di chi ascolta, li risveglia, li scuote e li trascina negli ingranaggi di questa straordinaria macchina musicale di Brežice. E poi, naturalmente, tutta quella valanga di fraseggi in cui sassofoni e chitarra grassa trovano un dialogo reciproco così impeccabile.

Il concerto, di due ore buone, ha servito semplicemente un’altra ottima performance. Era da aspettarselo e non è una sorpresa. La band ha attraversato il suo tesoro musicale in modo del tutto »storico«. Dall’album più recente, passando per i brani scelti del predecessore »Zlagano sonce«, ha viaggiato piano piano, minuto dopo minuto, verso i primi tempi della sua attività. Le sorprese sono arrivate con la ballata Dež (stavolta senza Helena) e, ancora più verso la coda del concerto,  con Amerika e Gram suonate nel primo bis (tutti e tre i brani il gruppo li aveva eseguiti anche al concerto di tre anni fa, quando alla Šiška presentò “Zlagano sonce”). Proprio in coda la band si è tenuta due pezzi potentissimi del suo repertorio creativo, e di fatto i favoriti del pubblico. Temni angeli usode, dove Ivan Gregel alla batteria ha manifestato ancora una volta la precisione da »orologio svizzero« (il tipo ha un senso del ritmo eccezionale) e, naturalmente (in linea con il noto biglietto da visita art del gruppo), una messa blues erotogena, durante la quale le ragazze si sono sciolte in modo particolare. Ovviamente parlo del brano Ljubiva za svet.

Il sesto membro del gruppo e fonico Matjaž Pegam ha aggiunto di nuovo quel puntino sulla i alla grande esecuzione sul palco e, con la sua astuta attenzione, ha dato un lucido perfetto a un sound da palco eccellente, che al Kino Šiška sa essere una vera spina nel fianco per più di un fonico. La band fiorisce e il tonante e iconico Goran, sulle ali di questa giovane guardia di compagni, sembra rigenerato, rinnovato, ringiovanito, perfino un po’ dispettoso. Come se fosse nato di nuovo. Di nuovo a tuonare senza confini! Le altre parole sono di troppo. Resta una cosa sola. I Demolition Group in ogni villaggio sloveno! »Andiamo là«! »Dove?« »Al concerto dei Demolition Group, ovvio.« Questo resta il postulato fondamentale legato al gruppo anche nella sua nuova era, con il nuovo album in tasca e i concerti in arrivo.  Con una poesia risvegliante dal messaggio straordinario e con un formato dei brani ormai proverbialmente fragoroso, i Demolition Group restano una delle entità musicali più potenti, che ancora oggi fanno tremare con forza il suolo del sottobosco musicale sloveno e non solo. Della più ampia penisola balcanica. Il futuro è dunque spalancato per il gruppo e i nuovi Demolition Group volano come uccelli. Avanti, liberi!  Sulle ali di un coraggio fiero, alimentato da un carburante inesauribile di cuore artisticamente impavido.

Setlist

1. Vse je tu
2. Zvezde onstran
3. Korak nazaj
4. Napačna midva
5. Grozno sam
6. Preveč vsega
7. Nostalgija
8. Se vidiva jutri
9. Pojdiva tja
10. Kaplja
11. Dan brez
12. 99
13. Kapital
14. Lažje je imeti psa
15. Včasih tko
16. Gospodar
17. Planet starcev
18. Mesečina
19. Neovangelij
20. Nimam rad boga
21. Zlagano sonce
22. Dež
—primo bis—
23. U tvojim očima
24. Amerika
25. Gram
26. Japanci rade za nas
—secondo bis—
27. T.A.U. (Temni angeli usode)
28. Ljubiva za svet

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