Markus Grosskopf (Helloween) – la vita è troppo breve per fregarci a vicenda (2007)
Data dell’intervista: 16.11.2007
L’occasione di sederti allo stesso tavolo a chiacchierare con il leggendario bassista degli Helloween Markus Grosskopf non capita proprio tutti i giorni. Oggi il tizio è un vero pilastro del movimento heavy metal europeo, perché lo vive e lo costruisce praticamente fin dalle origini. Con gli Hellowen ha attraversato, tra gioie e sofferenze, assolutamente tutto! Ha superato i tempi dei grandi successi così come i momenti più duri della carriera, quelli in cui gli Helloween hanno dovuto sgomitare con le unghie e con i denti per restare in piedi e diventare quello che sono oggi. Una delle band power metal europee più grandi, più rispettate e più apprezzate, su cui ormai comincia a posarsi il venerabile status di leggenda.
Io e Rok eravamo gli ultimi della lista dei media che a Belgrado volevano intervistare gli Helloween. Per RockLine la cosa si è un po’ complicata, perché non siamo riusciti a fare l’intervista prima del soundcheck degli Helloween. Markus ci ha comunque tranquillizzati in anticipo: l’intervista l’avremmo fatta subito dopo il soundcheck, e così, quando un ragazzo dello staff del promoter locale Terranostra Promotions è venuto a chiamarci, io e Rok alla fine ci siamo anche arrivati, e felici…
RockLine: Markus, per noi è un grandissimo onore poter chiacchierare qui con te!
Markus: Nessun problema. Per me possiamo parlare pure della tua tipa, ah ah ah…
Markus (dà un’occhiata al tavolo dove siamo seduti e misura la quantità di birra nei bicchieri): Ho notato che voi due siete perfettamente sincronizzati quando si tratta di bere birra.
RockLine: Assolutamente. I The Police lo chiamerebbero Synchronycity.
Markus: Ah, ah, ah, ah…
Rok aveva appena preso un bel respiro profondo per sparare la domanda più ambiziosa della serata, Markus tendeva le orecchie come un matto, pronto a dare la risposta più ambiziosa della serata, quando si è alzato da tavola ed è andato a chiudere la porta della stanza riservata al backstage. Dal piano di sotto era già partito un baccano fragoroso, perché il pubblico, sotto un acquazzone micidiale, si stava riversando a fiumi nella sala dello SKC.
Markus (torna e si risiede): Spero che almeno un po’ funzioni.
RockLine: Finalmente è successo! Helloween e Gamma Ray insieme in tour!
Markus: Eh già! Ed eccoci qui!
RockLine: Nella bellissima Belgrado!
Markus (che ha sentito male il commento): Come?
RockLine: Nella bellissima Belgrado, in Serbia!
Markus: Certo! E per la prima volta nella carriera degli Heloween.
RockLine: Allora, com’è nata l’idea di mettere in piedi un tour insieme?
Markus: L’idea ha iniziato a prendere forma circa un anno fa. Anzi, è un’idea vecchia di un paio d’anni, ma allora semplicemente non c’era il tempo. Abbiamo aspettato che entrambe le band registrassero e pubblicassero ciascuna il proprio nuovo album in studio, così che subito dopo fosse il momento giusto per partire insieme in tour.
RockLine: È passato appena un mese abbondante da quando avete pubblicato l’album “Gambling With The Devil”, a ottobre di quest’anno. Cosa si nasconde dietro il titolo?
Markus: Uff, un sacco di cose. Per esempio qual è il prezzo che paghi per il tuo successo, in questo caso, visto che siamo tutti musicisti, il successo nella carriera musicale. Non sai mai cosa succederà. Cosa guadagni, cosa perdi. Il punto è che nella vita giochi sempre, scommetti, ma non sai cosa aspettarti. Giochi semplicemente perché ti piace, perché ti dà un’emozione, perché il rischio di guadagnare o perdere ti attira. Quanto sia alto il prezzo da pagare non lo sai, e quindi in fondo giochi d’azzardo quando ti butti in una partita. Se fosse tutto chiaro in anticipo, la cosa non sarebbe per niente emozionante né interessante. Vale per qualsiasi ambito della vita. Beh, il music business è una faccenda piuttosto rischiosa, e forse la parola azzardo in musica calza ancora meglio. Quindi l’album “Gambling With The Devil” ti invita a giocare. Almeno puoi scegliere se giocare o no la partita dell’album.
RockLine: “Gambling With The Devil” è di nuovo un album degli Helloween più cupo, uno dei più oscuri. È un mix interessante della durezza di “Better Than Raw”, dell’epicità di “Keeper Of The Seven Keys Pt. II – The Legacy” e dell’atmosfera tenebrosa di “The Dark Ride”.
Markus: Volevamo fare un album diverso. Niente concept complicato, niente brani lunghi. Perché può diventare noioso infilare un pezzo lungo su ogni album. Volevamo un disco un po’ più aggressivo e incisivo, dove spiccassero i pezzi più brevi con un riff diretto. Penso che ci siamo riusciti.
RockLine: Com’è andata la registrazione del nuovo album?
Markus: La preparazione è andata così: noi della band ci siamo scambiati via internet dei file con gli spunti musicali. Qual è il trucco? Quando siamo tornati dal tour precedente, lunghissimo, ci siamo presi ovviamente qualche settimana di riposo, ci siamo dedicati alle famiglie, alla vita di tutti i giorni. Siccome registrare in studio richiede un lavoro di diversi mesi, per evitare di restare chiusi in studio per mesi abbiamo cominciato a sperimentare con lo scambio di file con gli spunti, e ha funzionato benissimo. Sai, è durissima stare fuori casa per un anno intero. Certo, tra un tour e l’altro ci sono delle pause più brevi senza concerti, ma non servono a granché: presto al tour regolare nei palazzetti d’Europa è seguito quello dei festival. Poi siamo andati in Sud America. Ti saturi degli altri, e in quel periodo il bus diventa davvero troppo piccolo per 16 persone. A casa ho uno studio, ed è fantastico, perché tutte le linee di basso le registro direttamente lì. Poi le mando al produttore.
RockLine: Tu registri le linee di basso, Andi porta le sue idee, registrate a parte…
Markus: No, no… Ovviamente noi Helloween ci vediamo ogni tanto. Per esempio ci prendiamo una settimana per incontrarci e parlare di quali idee piacciono a chi, ci mettiamo d’accordo sulla direzione dei singoli pezzi, sulle idee, sugli spunti, e poi ognuno torna a casa sua. Parte la registrazione delle batterie, seguono le chitarre, portiamo tutto in stereo. Poi mandiamo il materiale al produttore. È diventato piuttosto semplice. Puoi restare a casa, stare con la famiglia, andare al cinema, uscire a bere qualcosa con gli amici, vedere i parenti e così via. Sorprendentemente funziona alla grande. All’inizio doveva essere una specie di esperimento, e poi ne è venuto fuori un album eccellente.
RockLine: Gli Helloween farebbero un tour, come adesso con i Gamma Ray, anche con il vostro ex cantante Michael Kiske?
Markus: Ma figurati,… che cavolo ci farebbe Kiske in tour? Come potrebbe venire in tour con noi uno che va dicendo a tutto il mondo di odiare il suono delle chitarre heavy metal? Non credo che uno così reggerebbe a lungo in tour con noi. Non starebbe in piedi, assolutamente.
RockLine: E la carriera solista di Michael Grosskopf, come va? Stai preparando qualcosa?
Markus: Ah. Ho appena registrato un album, deve uscire a gennaio 2008 per la Frontiers Records. Esce a fine gennaio. È un disco in cui la melodia è subordinata ai bassi. Si chiamerà Bass Invaders. Sul disco ci saranno brani del tutto normali. Niente assoli interminabili e tirati per le lunghe, ovviamente in questi pezzi compatti ci saranno inseriti degli assoli, perfino doppi assoli di basso, cioè assoli a più parti. Ci saranno le batterie e ci sarà di sicuro anche la voce. I bassi saranno distorti, con un suono che costruisce lo sfondo di riff. Sarà una cosa molto interessante. Sul disco collaborano Scmier dei Destruction e Tom Angelripper dei Sodom, poi c’è Peavy dei Rage. Questi tre sono i veri Bass Invaders, perché sono tutti bassisti e cantanti, e io ho sfruttato la cosa nelle idee per questo progetto. Le parti che suono io al basso le canterà Apollo Papathanasio dei Firewind. Sul disco ci saranno tanti ospiti, soprattutto per gli assoli. Tra gli altri Rudy Sarzo, Billy Sheehan, DD Verni (Overkill), poi Sonny Rocker degli Stray Cats, Dirk Schlächter dei Gamma Ray, e ancora Eggi degli Edguy e Joey Vera (Fates Warning, Armored Saint).
RockLine: Suona fantastico! Dicci una cosa: voi Helloween ne avete passate tante, tantissime. La formazione è cambiata un sacco di volte, ci sono stati alti e bassi. E siete sempre sopravvissuti. Come ci siete riusciti?
Markus: Semplicemente tieni duro. Non molli mai. Vai avanti per la tua strada con la tua visione. In realtà spesso senti dentro di te che vorresti esprimere una cosa in modo diverso da come la realtà ti permette in quel momento. Ovviamente nascono attriti, la gente semplicemente non vede più il senso di andare avanti. Molla. Ma è la volontà che ti tiene in piedi. Sono molto contento della formazione attuale. Anzi, posso dire che ne sono felicissimo.
RockLine: Gli Helloween si possono considerare delle leggende. Avete praticamente gettato le basi per lo sviluppo del power metal, lo avete definito. Come vedi la situazione attuale dell’heavy metal?
Markus: Penso che l’heavy metal tradizionale stia tornando piano piano sulla scena. E la cosa mi piace un sacco. Ma sono stati gli anni novanta, quando tutto ciò che suonava anche solo un pochino come heavy metal era disprezzato. Ridevano tutti di te se suonavi heavy metal, ridevano del correre sul palco con i capelli lunghi e così via,… In pratica ridevano di tutto ciò che aveva a che fare in qualsiasi modo con l’heavy metal. C’era un sentimento generale di odio verso l’heavy metal. Prima, negli anni ottanta, la gente l’heavy metal lo amava. Okay, è logico che ci siano cose che ami e cose che odi. Ma io la vedo così: hai un’opinione, e se dico per esempio: “Questo mi piace”, mi piacerà sempre, e se una cosa non mi piace, resterò della mia idea anche in quel caso. Quello che non capisco è come faccia uno che per anni ha giurato sull’heavy metal a dire poi di odiarlo. Non vedo nessun motivo sensato per cambiare opinione così. È una roba così falsa. Buffo, no? Cresci nell’heavy metal e poi dici che non ti piace, solo perché sulla scena è comparsa un’altra musica. Certo, anche la musica nuova ha le sue cose belle, ma c’è anche un sacco di merda, e questo non è comunque una ragione sufficiente per odiare la musica con cui sono cresciuto. Questo non lo capirò mai. Gli anni novanta sono stati molto ostili e poco accoglienti con l’heavy metal.
RockLine: Anche MTV all’epoca ha fatto un sacco di danni, violentando la gente con il movimento grunge.
Markus: Okay, ovviamente non c’è niente di male nel fatto che sulla scena ci sia della musica nuova. Ma se dici che una cosa ti piace, allora tieni il punto. Non cambiare opinione. Sii sincero con te stesso e sii quello che sei. Fingere non è la soluzione. Prima di tutto menti a te stesso.
RockLine: Secondo me voi band tedesche siete come una grande famiglia felice che oggi tiene in piedi buona parte della scena metal e la avvicina ai giovani. Semplicemente restate uniti. Se in una band manca qualcuno, subentra uno di un’altra band. Vi aiutate. È la sensazione che si ha.
Markus: Sì, direi che è proprio così. Ci aiutiamo davvero. Però ci è voluto un bel po’ di tempo. Dall’esperienza abbiamo imparato tanto anche sulla convivenza. Ottieni molto di più se state uniti, intendo molto di più per la scena heavy metal, che se regna una competizione aperta o nascosta fatta di colpi bassi. Ci seppellirebbe tutti.
RockLine: Che tipo è il vostro tour manager Kosta Zafiriou (batterista dei Pink Cream 69 N.d.R.)?
Markus: Mi sta simpatico, davvero! Tratta benissimo le persone, è un organizzatore eccellente. In sostanza a far girare tutto liscio durante il tour sono in tre. Se qualcosa va storto, si sa subito chi l’ha combinata, e l’errore viene sistemato immediatamente, al massimo il giorno dopo i problemi sono risolti. Così le cose filano lisce e siamo tutti contenti. Era diverso quando avevamo un management con dentro tra le 300 e le 400 persone. Facevi una domanda, ottenevi una risposta… sbagliata, per giunta, che ti arrivava dopo 6 settimane. Nessuno di noi sapeva cosa stesse davvero succedendo. L’organizzazione dell’attuale tour invece è davvero un successo in termini di efficienza. Ogni iniziativa si realizza dieci volte più in fretta di quando avevi addosso un’intera orda di gente.
RockLine: Gli Axxis si sono sfilati dal tour come gruppo spalla? Oggi qui a Belgrado infatti non suonano.
Markus: No, no. Gli Axxis si uniranno a noi. A dicembre, mi sembra. Ci accompagneranno, credo, esclusivamente nei concerti in Germania. Per loro è un po’ più dura, non hanno un grande budget, devono fare molti più conti per riuscire a campare. In Germania sono apprezzati e lì li verrà a vedere un sacco di gente, almeno io la vedo così. È fantastico che anche gli Axxis siano in tour con noi. Del resto il loro batterista André Hilgers ha suonato metà delle batterie sul mio album Bass Invaders.
RockLine: Quale bassista indicheresti come il più influente su di te, per quanto riguarda il tuo stile?
Markus: Sicuramente John Entwistle. Se fosse ancora vivo, suonerebbe di sicuro nel mio disco solista. Questo album lo dedicherò alla sua memoria. Purtroppo con la mia idea sono arrivato un po’ troppo tardi per Entwistle.
RockLine: O forse Entwistle era troppo veloce per te?
Markus: Ah, ah, ah, ah, ah… possiamo dirla anche così, sì.
RockLine: Il ragazzo della squadra del promoter locale ci ha appena fatto segno che il tempo per l’intervista sta per scadere…
Markus: Ah, davvero? Okay allora…
RockLine: …e ci dispiace tantissimo. Dicci, Markus, qual è il tuo messaggio per i fan sloveni degli Helloween?
Markus: Venite al nostro concerto, faremo festa insieme e ci divertiremo da matti. Noi Helloween vi portiamo un sacco di divertimento. Per il resto, vivetevela con leggerezza e senza fretta. La vita è troppo breve per fregarci a vicenda.
RockLine: Markus, grazie per il tuo tempo. Ti auguriamo un super show stasera qui a Belgrado!
Markus: Grazie anche a voi.
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