Candle Nine – “L’imperfezione è la fonte della bellezza” (2013)
Luogo: e-mail
Data dell’intervista: 04.11.2013
Conosci già Candle Nine? Parliamo di un mix tutto suo di generi come alternative, elettronica, IDM ( Intelligent Dance Music – aka Braindance), “glitch”, industrial, post-industrial, noise rock.
“Beauty comes from imperfection” è il motto del musicista che si fa chiamare Candle Nine, all’anagrafe Stéphane Jean Michel. È nato a Bay City (stato del Michigan, USA) e al momento vive a Chicago (Illinois, USA). Fin dagli esordi più umili, quando era ancora un cantautore che scriveva strimpellando la chitarra acustica, ha sempre amato esplorare l’estetica musicale in forme già sentite e conosciute e rimpacchettarla, diciamo meglio una “riciclo provocatorio”, che sul piano creativo offre qualcosa di nuovo, di diverso.
La sua prima esperienza con il “sequencer”, nel 2006, lo ha spinto verso nuovi territori di genere. Lì guarda parecchio ai progetti “break” come Gridlock, Haujobb, Converter e Download, molto amati nella musica elettronica e nell’IDM e importanti per la popolarizzazione di entrambe. La musica di Candle Nine è tagliente, distruttiva, spesso condita con ritmi complessi e cambi di tempo, ma grazie a un mix tutto suo di suoni ambient, sintetizzatori “glitch” e percussioni sa essere anche molto personale, se non addirittura commovente.
Nel 2010 Candle Nine ha pubblicato il suo debutto in studio “The Muse In The Machine”, in cui assistiamo alla pittura di un paesaggio sonoro futurista che evoca una miscela altezzosa di stati d’animo cupi, bilanciati da lampi di “luminose” tende di sintetizzatori. I brani sono caratterizzati da una dinamica eccezionale e dall’inserimento di tanti elementi musicali diversi, oltre che di fasi diverse. Un esempio di composizione così è la canzone “Penumbra”, che in apertura, con i suoi suoni a tratti inquietanti ma incisivi, tira fuori dall’ascoltatore i pensieri più oscuri. A questa parte segue poi un’avventura verso la “purificazione dell’anima” attraverso una melodia “glitch power noise” dal taglio positivo, che porta il pezzo verso la luce. Candle Nine non sopporta lo stato di inerzia. La sua musica è un’esperienza di cambiamento perpetuo delle forme musicali!
Il 01.11.2013 Candle Nine ha pubblicato il suo secondo album in studio, “Lost + Directionless”. Già il titolo suggerisce che il messaggio spinge l’ascoltatore, come identità personale a sé stante, alla ricerca della propria strada. Lo scopo dell’album è risvegliare in ogni ascoltatore, mentre si lascia andare alla meditazione dei ritmi ambient, una percezione unica del suo contenuto. Le canzoni “Nowhere” e “Nausea” ricordano i ritmi incisivi e frammentati portati dal disco precedente, ma nel complesso “Lost + Directionless” è molto più calmo e melodico rispetto al debutto. Nell’uso delle tastiere è ancora più sfruttato e rifinito, e Candle Nine ha migliorato anche gli arrangiamenti vocali. Insomma, un album che placherà all’istante la sete feroce accumulata dai fan di Candle Nine in tre lunghi anni di attesa per il nuovo traguardo in studio.
Quando hai sentito che volevi iniziare a esprimere pensieri ed emozioni attraverso la musica?
Candle Nine: L’arte mi ha sempre attirato. Da piccolissimo disegnavo e dipingevo un sacco. Ancora oggi mi piace dipingere qualcosa ogni tanto, ma prima di tutto ho sempre coltivato un amore profondo per la musica. Solo da adolescente ho iniziato a scrivere le mie canzoni con la chitarra acustica. Mi è sempre piaciuto come le idee si possano esprimere in modi diversi attraverso la musica. Per esempio, come una composizione classica possa far nascere in noi emozioni così diverse e far scattare tanti pensieri senza dire nemmeno una parola. Per me il suono è interessante proprio in questo senso.
Come reagisce la gente al tuo genere di musica?
Candle Nine: Penso che ogni ascoltatore reagisca a modo suo. Il mio motivo è dare voce alle mie sensazioni attraverso le idee che metto nella musica che creo, ma non ho nessuna intenzione di imporle per caso a chi ascolta. La cosa giusta è che chiunque ascolti la mia musica si faccia la sua opinione e si lasci andare, al punto che la musica tiri fuori le sue sensazioni. L’unico scopo è che la musica tocchi chi l’ascolta. Non importa come. Se lo tocca, allora il mio obiettivo è raggiunto.
Senti di aver già raggiunto il picco della tua creatività o è ancora in arrivo?
Candle Nine: Sento decisamente che è ancora in arrivo. Anche se mi sono sempre goduto quello che ho creato finora. Mentre creavo ho conosciuto un sacco di persone meravigliose, musicisti e compositori eccezionali, e molti di loro li considero grandi amici. Imparo da loro in continuazione e così mi evolvo, cresco e maturo come artista. Per questo è difficile dire quando sarò davvero all’apice della carriera. All’apice della creatività d’autore. L’apice della creatività artistica non coincide con l’apice del successo commerciale, e le due cose vanno tenute ben separate.
Torniamo un attimo al tuo album precedente, “The Muse In The Machine“. In chiusura c’è un remix di due pezzi a cui hanno collaborato due artisti eccellenti, Access To Arasaka and Autoclav1.1. Com’è nata questa collaborazione?
Candle Nine: Il remix delle due tracce in chiusura è stata un’idea di Tympanik. Visto che era il mio primo album, si pensava che sarebbe stata una buona mossa per attirare l’attenzione della gente. Io quei due pezzi non li considero davvero parte dell’album. Sono due tracce extra. Detto questo, entrambi i remix mi piacciono. Avevo la possibilità di scegliere a chi chiedere i remix e Access to Arasaka and Autoclav1.1 sono stati la mia prima scelta.
Abbiamo aspettato tre anni il tuo nuovo album. Qual è il suo messaggio di fondo?
Candle Nine: L’album ruota attorno al tema dell’identità. Come le nostre esperienze, le scelte che facciamo e le piccole cose possano plasmarci in quello che siamo. Una specie di domanda “Chi sono io?”. Una domanda che non ottiene mai risposta e che non è nemmeno pensata per averne una. All’inizio ho concentrato tutti gli sforzi sul far uscire l’album, punto. Ora che finalmente è fuori, non ho più aspettative particolari. Spero solo che alla gente piaccia. Di sicuro però devo occuparmi anche di una distribuzione adeguata del nuovo lavoro.
Quali sono i tuoi piani per il futuro?
Candle Nine: Ho un piano che realizzerò molto presto. Però al momento non vorrei entrare subito troppo nei dettagli, per non rischiare che le idee comincino a svilupparsi in un’altra direzione. Un’idea che posso citare è questa: tempo fa ho detto, mezzo per scherzo e mezzo sul serio, che se la Propellerhead ha aggiunto il MIDI (Musical Instrument Digital Interface) come supporto al software musicale Reason, allora farò un intero progetto con questo “supporto” MIDI. Al momento uso Cakewalk SONAR Producer. Reason è l’opposto di quello che offrono SONAR, Pro Tools o Logic. Parliamo quindi di un’aggiunta minimale, che implica tanta registrazione audio e meno concentrazione sulla composizione e sulla produzione vere e proprie. Con tutto questo, mi rendo conto che dopo quasi tre anni di nervi e di lotta per trovare il suono giusto per “Lost + Directionless” devo assolutamente prendermi una piccola pausa.
Come sai, la Slovenia è un piccolo paese con appena due milioni di abitanti, dove la musica IDM e industrial non è così sviluppata. Che messaggio lasceresti ai nostri lettori per chiudere?
Candle Nine: Probabilmente dovrei partire da questo: personalmente non sopporto proprio la “scena”. Non sento che le “scene” contribuiscano davvero a dare più motivazione, ispirazione e creatività alla musica e agli artisti che dicono di frequentarsi grazie a loro. Ho sempre avuto la sensazione che le “scene” esistano solo per perpetuare sé stesse. Per questo penso che i termini IDM e industrial, spesso abusati come bussola per raggruppare le persone in una “scena”, non siano poi così importanti. Conta solo la musica. Capisco, certo, che il “genere” ha il suo posto e il suo scopo, ma spesso offusca lo spazio all’ascoltatore, che fa più fatica a distinguere la musica buona da quella cattiva. La classificazione per generi è senz’altro utile fino a un certo punto. Soprattutto come indicazione per chi sta scoprendo la musica. L’importante è non diventare prigionieri della cornice definita dal genere, perché si rischia di ristagnare nei pregiudizi che ti inculca il piegarsi a uno stampo di genere prescelto.
Altre informazioni utili su Candle Nine le trovi anche ai link qui sotto:
https://www.facebook.com/candlenine
http://candlenine.bandcamp.com/
https://soundcloud.com/candle-nine
http://flavors.me/candlesayshi
https://twitter.com/candlesayshi
intervista preparata e testo tradotto da: Nina Ferkolj
a cura di: Aleš Podbrežnik
https://www.youtube.com/watch?v=xE9_3QjSE08
https://www.youtube.com/watch?v=gZpvbX9Kkc8
https://www.youtube.com/watch?v=RxmmKPFWoWg
Tutte le foto sono di proprietà del sito ufficiale di Candle Nine.
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