Shark Island col lifting a Zagabria (2013)

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Luogo: Zagabria / Vintage Industrial Bar / Croazia
Data del concerto: 02.11.2013
Numero di spettatori: 80
Prezzo del biglietto: 20,00HRK

Solo 2 giorni dopo la »festa« commercializzata e americanizzata di Halloween, dalle parti dei nostri vicini si respirava puro hard rock. E stavolta non in Italia, ma in Croazia. Si respirava aria da anni Ottanta, capigliature vaporose e chitarre a tutto volume, perché Zagabria ospitava la parte più riconoscibile dei Shark Island.

I Shark Island forse non sono una band così nota come tanti nomi altisonanti (forse nemmeno così meritatamente) della scena hard rock di quel periodo, ma non per questo valgono meno l’ascolto e una serata dal vivo. La band ha iniziato a formarsi già alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, guidata dal cantante Richard Black, e all’inizio degli Ottanta era considerata una delle band più popolari della scena hard rock di Los Angeles. Non è un segreto che persino il famigerato Axl Rose dei Guns N’Roses abbia copiato proprio dal frontman Richard Black quei movimenti di danza che gli hanno dato un marchio inconfondibile nei live. Alla fine degli Ottanta, soprattutto per le scarse vendite dell’album Law of the order, i legami nella band hanno cominciato a incrinarsi e i membri hanno preso ognuno la propria strada. Si sono riuniti nel 2005, pubblicando un album di registrazioni finora inedite e qualche pezzo nuovo intitolato “Gathering of the Faithfull” (2006), ma dopo l’uscita del disco i membri della band sono tornati di nuovo ciascuno ai propri progetti.

Se conosci anche solo un po’ Zagabria, il Vintage Industrial Bar lo trovi senza problemi. Passi davanti all’Arena Zagreb in direzione centro, giri su Savska cesta e parcheggi davanti al locale. Il posto, che il mese prossimo festeggerà il primo compleanno, si distingue per un bancone di 20 metri, un’ottima base musicale mentre chiacchieri e  una piacevole atmosfera da club, con una sala concerti separata in una ex fabbrica di bottoni. Fanno piacere anche la scelta variegata di bevande e i prezzi amichevoli, che si parli di sostanze liquide o di ingressi. Per i Shark Island nei programmi era annunciato un prezzo di 20 kune croate, ma alla fine sul posto non hanno chiesto neanche quello, quindi il concerto ce lo siamo goduti pure gratis. Considerato il ricco programma mensile, il Vintage Industrial Bar è comunque un posto in cui torneremo sicuramente in futuro.

Il concerto, ovviamente, è iniziato in ritardo. Nessuno si aspettava davvero che l’organizzatore rispettasse il programma e che si partisse alle 21.00, visto che l’evento era nel weekend, ma almeno la maggior parte del pubblico sloveno non pensava che per l’esibizione del famoso Richard Black avremmo dovuto aspettare più di 2 ore e mezza. Ma chi aspetta, alla fine ottiene. E difficile dire che non ne sia valsa la pena. Qualche minuto dopo mezzanotte i musicisti hanno finalmente preso il palco e hanno svegliato il pubblico con l’energica Make a move.

Sul palco sono saliti prima gli strumentisti e, dopo l’intro, solo alla fine è arrivato anche Richard, in modo piuttosto teatrale, come si addice al vero hard rock in stile anni Ottanta, con una parrucca bianca in testa, come se volesse rivivere gli ultimi respiri dello spirito di Halloween. Guardando il palco era chiaro che lassù non c’era la formazione dei Shark Island, ma nell’affiatamento del gruppo non si è mai avvertito che i membri si fossero visti magari solo un paio di volte in sala prove prima dell’esibizione. A sinistra di Richard c’era il suo vecchio caro amico e  virtuoso croato della chitarra che vive da anni a Los Angeles, Damir Šimić Shime. Shime ha pubblicato in carriera tre album in studio, l’ultimo, intitolato “Demonstratus”, nel 2006, e lo ha presentato anche in concerto in Slovenia. All’epoca Shime si esibiva in trio, accompagnato dal bassista Ricky Riccardo, che suona nella band di Tony MacAlpine, e dal batterista Jeff Bowders, che suona nella band di Paul Gilbert. Quanto sia apprezzato Damir Šimić Shime lo conferma anche il fatto che sui suoi album, o sui palchi dei concerti, hanno suonato finora questi musicisti: Eddie Van Halen, Tony MacAlpine, Mike Terrana, Rudy Sarzo, Richard Black e Steve Stevens.  Su tutti gli album alla batteria c’è il celebre Miek Terrana. Al basso c’era un volto noto dei Prljavo kazalište, Dubravko Dudo Vorih, mentre dietro alla batteria sedeva Alen Srljak degli Inciter. Il quartetto ha attraversato la scaletta come un quartetto perfettamente rodato, merito sicuramente della maestria e della bravura di ogni singolo musicista. Con dita velocissime e assoli melodici Shime ha fatto capire al pubblico di essere un grande amante del rock. E ovviamente il vero show non ci sarebbe stato senza Richard Black, unico rappresentante dei vecchi Shark Island, che con il suo ballare attorno all’asta del microfono e con una voce eccellente ha dato all’esibizione il suo vero marchio. La parte slovena del pubblico sembrava molto carica, ed è stato bello vedere che l’hard rock ha i suoi fedelissimi anche in Croazia. Richard ha attraversato la breve scaletta in fretta e senza troppi giri di parole, e così purtroppo il concerto era già finito dopo una buona ora scarsa. Sull’ultimo pezzo, Father time, ai presenti sul palco si è unito ancora un grande musicista, Beroslav Blažević Bero, volto noto dei Parni Valjak, alle tastiere, che ha aggiunto ancora più pienezza al suono degli altri fuoriclasse. Poi la parte regolare del concerto si è chiusa, il pubblico ha chiesto il bis, in verità senza esagerare, e l’ha ottenuto, e dopo di che la compagnia dei Shark Island era davvero finita. Dopo una breve pausa sul palco è salito ancora un gruppo di musicisti locali, mentre noi, stanchi per l’attesa ma con l’anima musicale comunque appagata, ci siamo avviati lentamente verso casa.  

La domanda è quando ci capiterà di nuovo di sentire dal vivo, da queste parti, qualche pezzo dalla scaletta dei Shark Island, quindi il viaggio a Zagabria valeva senz’altro la pena, anche per chi veniva da più lontano. Un’esibizione perfettamente rodata ha fatto capire che la formazione potrebbe portare il suo repertorio in concerto anche altrove, e più spesso.

Alla fine, però, viene da farsi una domanda che ribalta tutta la storia: si può davvero parlare dei veri Shark Island senza il chitarrista Spencer Sercombe? Molto difficile. In realtà no. L’ultima formazione ufficiale dei Shark Island nel 2007 contava tra le sue fila Sercombe alla chitarra, Black alla voce, il batterista Glen Sobel e il bassista Chris Heilman.

Visto che Richard Black ha radici croate, l’esibizione di stavolta sotto il nome “Shark Island” sembrava più una “festa organizzata da Richard Black” per ringraziare del bel soggiorno durante le vacanze in Croazia. Un’esperienza assolutamente da peccato da perdere, perché l’esibizione è stata ottima, e Black, con il supporto di tre eccellenti compagni di palco croati, in pratica non poteva consegnare un brutto concerto. Eppure stavolta non si può parlare di una vera esibizione dei Shark Island, ma di un’esibizione di “Richard Black dei Shark Island e amici”

Scaletta

  1. Make a Move
  2. Spellbound
  3. Get Some Strange
  4. My City
  5. Paris Calling
  6. Bad for Each Other
  7. Someboy’s Falling
  8. Angelyne
  9. Stranger
  10. Passion to Ashes
  11. Father Time

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