I Want You To Vibe

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Artista: Users, The
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2013
Voto: 3/5

L’ottimistico esordio “I want you to vibe” dei The Users è la risposta bilingue del Litorale a tutti i problemi che ti ammorbano l’anima. Il messaggio di questa raccolta di undici pezzi è all’insegna della spensieratezza made in Litorale, condito da un mix di melodie orecchiabili sorrette dalle tastiere, testi in sloveno quasi-dialettale e una base ritmica stabile. Quest’ultima merita una menzione speciale, perché l’album suona compatto grazie al lavoro di basso e batteria/percussioni; due esempi concreti sono l’adolescenziale e innamoratissima I want u to know e il suo gemello in contrasto Ljubezen je, ljubezni ni.

Purtroppo a minare la compattezza ci pensa la sezione fiati, che suona indecisa, fiacca, quasi titubante. Un altro elemento fastidioso dei sedicenti Users è l’uso dell’inglese. La dizione dei testi inglesi con accento sloveno, come nell’opener Marimbambimbamboom, lascia in bocca un retrogusto amaro per tutto il pezzo e per l’intero album.

Tutto il contrario i testi in sloveno: la sfumatura sfacciatamente dialettale di Prelepo je življenje porta con sé una carica di temperamento tutta sua, completata da una melodia orecchiabile che non ti esce più dalla testa. Il messaggio dei The Users arriva all’ascoltatore molto meglio nei testi sloveni che nei tentativi in inglese; il Blood on my floor dal sapore western, tenuto conto di quanto detto sopra, funzionerebbe quindi come una stampede di cavalli in bianco e nero, piena di scene d’azione e nuvole di polvere da sparo. Blood on the floor si vanta anche di un arrangiamento curato, il cui gioiello della corona resta l’inserto di chitarra solista ardentemente sognante dopo il primo ritornello.

Strutture d’arrangiamento altrettanto curate si trovano lungo tutto l’album; Russian roulette, un misto di grappa e base ska, stuzzica l’ascoltatore in modo interessante già dalla prima strofa. La chiusura d’addio, Dublove (in collaborazione con Nekromant), una solida miscela di lento incedere ritmico, suono tremolante e limato di tastiere e testo battagliero, è seguita, dopo qualche minuto di silenzio, da una versione rielaborata di Obladi Oblada delle leggende britanniche The Beatles. I The Users si fanno valere negli arrangiamenti anche con la delicata, confidenziale Ni problem, la cui atmosfera culla piano l’ascoltatore in una laguna costiera tutta sua, inondata da una luce color avorio.

Comicamente generica resta, nella raccolta, Svet se vrti. La filosofia dell’impotenza è un tema ormai ampiamente sviscerato, che tocca la maggior parte dei paroliere (con risultati noiosissimi). Alla banalità del testo si adegua anche la base musicale, dove la sezione fiati, già di per sé indecisa, spegne il senso di grandiosità a cui aspirano con goffa sensualità il piano e la chitarra solista.

La band del Litorale, composta da musicisti ben temprati, è sicuramente sulla buona strada per trovare i primi germogli della propria formula vincente: solida base ritmica, melodie orecchiabili, rilevanza dialettale nei testi in sloveno e uno sviluppo creativo degli arrangiamenti. Mi permetto solo di suggerire alla band di evitare l’inglese, per dare ai testi un suono migliore.

Formazione

Furlan Rene – batteria
Duronjič Danijel – basso
Hirsch Luka – voce, chitarra
Zimic Robert – chitarra
Manojlovič Luka – tastiere
Kravos Kristjan – sassofono
Fornazarič Jure – tromba

Produzione

The Users

Tracklist

1. Marimbambimbamboom
2. Feel the place
3. Svet se vrti
4. Prelepo je življenje
5. I want u to know
6. Ljubezen je, ljubezni ni
7. Nothing gold can stay
8. Blood on my floor
9. Ni problem
10. Russian roulette
11. Dublove

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