A Night At The Opera
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Blind Guardian
Etichetta: Virgin Records
Uscita: 2002
Durata: 65:29
Voto: 5/5
Dopo l’uscita di “Nightfall In Middle-Earth” (1998), capolavoro concettuale che ha fissato nuovi standard per una band che già di suo sembrava incapace di sbagliare praticamente qualsiasi cosa e che, a differenza della maggior parte delle altre formazioni di melodic metal tedesche, si è sempre distinta per la voglia di evolversi di continuo, il gruppo è tornato con un album che, direi, per molti versi è ancora più complesso. Anche se stavolta senza nessun concept fantasy centrale, cosa che non dovrebbe disturbare minimamente chi mette al primo posto la musica.
Dal primo disco “Battalions Of Fear” (1987) in poi, il gruppo è cresciuto album dopo album, sviluppando e affinando il proprio stile. Dal metal classico della vecchia scuola sono passati a un power metal sinfonico ed epico, ispirato da motivi lirici fantasy, soprattutto dalla letteratura di J.R.R. Tolkien, cosa che era emersa al massimo proprio nel disco precedente. E un approccio simile me lo aspettavo giustamente anche per “A Night At The Opera”, quando è uscito. Ma mi sbagliavo per molti versi. Al primo ascolto non ero particolarmente entusiasta e avevo già pensato che stavolta i “guardiani ciechi” di Amburgo avessero fatto un buco nell’acqua. Poi, ascoltandolo più volte, ho capito che a sbagliare ero stato io. Questo disco contiene infatti canzoni costruite in modo completamente diverso e un concept quasi del tutto distante dal predecessore, e questa è una mossa davvero coraggiosa da parte di un gruppo che non ha voluto seguire la ricetta facile e fare la fotocopia del precedente successo. Richiede un po’ più di attenzione, perché anche dopo molti ascolti ci troverete qualcosa di nuovo che prima non avevate notato. Ed è proprio questo che oggi si cerca in questa musica, nel metal melodico (nel loro caso ormai posso dirlo a cuor leggero: progressive)! Dopo il secondo o terzo ascolto, quando mi ero ormai abituato ai ritornelli, il disco mi ha conquistato del tutto. Stavolta niente intermezzi parlati, ed è un cambiamento più che benvenuto.
Il primo pezzo, “Precious Jerusalem”, è decisamente malinconico ma allo stesso tempo anche incisivo come si conviene a un opener, ed è ornato da tantissimi backing vocals, una delle caratteristiche di una band che non ha mai nascosto la sua passione per i Queen (eh, guardate solo il titolo di questo disco, da dove vi suona già familiare?).
Segue “Battlefield”, un pezzo che è ancora quello più nello stile di quelli del disco precedente. Ascoltandola hai proprio la sensazione di essere in mezzo a una battaglia: è un pezzo veloce, per di più pieno di epici backing vocals. Il terzo brano, “Under The Ice”, è uno dei due che hanno come tema la guerra di Troia. A un’introduzione lenta segue un continuo cambio di tempo, e contiene anche un ritornello straordinariamente bello.
“Sadly Sings Destiny” ci spiazza alla grande con il suo inizio bluesy, seguito da un ottimo ritmo malinconico a metà tempo che ci ricorda un po’ “And The Story Ends” da “Imaginations From The Other Side” (1995).
“The Maiden And The Minstrel Knight” è una splendida semi-ballad che contiene anche inserti barocchi. È un pezzo molto malinconico, che parla di un amore non ricambiato. Quando pensiamo che il brano sia finito, ci sorprende ancora con un finale incisivo.
“Wait For An Answer” è una delle canzoni più complesse del disco, visto che contiene anche alcuni elementi progressive, oltre a tante voci orchestrali.
“The Soulforged” con il suo inizio ricorda un po’ la splendida “Mirror, Mirror” del disco precedente, e naturalmente è anch’essa un pezzo eccellente. Si distingue per una melodia straordinaria, rapidi cambi di ritmo e quei riff così riconoscibili.
“Age Of False Innocence” con la sua intro mi ha fatto pensare a una qualche intro dei Virgin Steele. È una canzone che parla di Galileo Galilei e del suo scontro con l’Inquisizione. Perciò contiene, come da copione, anche un elemento da coro ecclesiastico. Il pezzo è drammatico al massimo, mentre il finale è lento e un po’ psichedelico.
Il nono brano è “Punishment Divine”, un pezzo un po’ atipico per i Blind Guardian, in senso positivo. Qui a emergere è soprattutto l’ottima voce di Hansi Kürsch.
“And Then There Was Silence” è il titolo del decimo pezzo, che è uscito anche come singolo ed è secondo me anche il brano migliore del disco e uno dei migliori nella storia della band. In più di 14 minuti i maestri del metal epico ci riportano ancora una volta nella guerra di Troia. La canzone è piena dei migliori elementi del gruppo, dai ritornelli epici alle armonie vocali a più voci. A tutto questo aggiungono tanti elementi orchestrali, e il risultato è davvero fantastico. Con questo epos la band ha virato definitivamente verso acque progressive, lasciandosi alle spalle gli ultimi residui del suo passato power metal.
In chiusura, come bonus track, c’è anche “Mies Del Dolor”, ovvero “Harvest Of Sorrow” (come si chiama nella versione inglese dal singolo “And Then There Was Silence”), una ballad romantica cantata in spagnolo. Del resto la versione spagnola non è affatto male e rappresenta un ulteriore nuovo approccio nella musica del gruppo.
“A Night At The Opera” è il disco con cui i Blind Guardian hanno dimostrato di non aver paura di cambiare e sperimentare, e la scommessa ha pagato fino in fondo, perché la differenza di maturità tra il disco precedente e quello nuovo è la stessa che passa, per dire, tra “Tales From The Twilight World” (1991) e “Somewhere Far Beyond” (1992), ennesima prova che la lunga attesa per la sua uscita è valsa più che la pena. Certo, a qualche vecchio fan della band “A Night At The Opera” non andrà proprio a genio, visto che segna nuovi cambiamenti, e dei cambiamenti in tanti hanno paura perché non li capiscono.
Formazione
Hansi Kürsch – voce
André Olbrich – chitarra
Marcus Siepen – chitarra
Thomas “Thomen” Stauch – batteria
Produzione
Charlie Bauerfeind
Tracklist
1. Precious Jerusalem
2. Battlefield
3. Under The Ice
4. Sadly Sings Destiny
5. The Maiden and The Minstrel Knight
6. Wait For An Answer
7. The Soulforged
8. Age Of False Innocence
9. Punishment Divine
10. And Then There Was Silence
11. Mies Del Dolor