Three Sides Live
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Genesis
Etichetta: Virgin Records
Uscita: 1982
Voto: 3.5/5
Quando uscì “Three Sides Live”, terzo album dal vivo dei Genesis, la band era già una delle più famose e di maggior successo commerciale degli anni ’80, mentre dall’altra parte aveva iniziato a scrollarsi di dosso sempre più il suo imponente passato progressivo. Lo si nota anche dalla scelta dei pezzi di questa registrazione live. Ciononostante, è un altro ottimo live, che contiene più o meno tutti i loro grandi hit di “Duke” (1980) e “Abacab” (1981) e, ovviamente, “Follow You Follow Me” (And Then There Were Three, 1978). C’è anche un “medley”, cioè un potpourri di pezzi classici del loro periodo “d’oro”, ed è proprio per questo che merita l’attenzione dei fan della loro era classica. Phil Collins come cantante brilla come mai prima, soprattutto in tutti gli hit, e la somiglianza con la voce di Gabriel a quel punto è sparita del tutto. Tony Banks si è adattato con successo alle tastiere degli anni ’80, mentre Rutherford se la cava alla grande sia con le parti di chitarra sia con quelle di basso. Il loro contributo lo danno anche i due membri “da tour”, Chester Thompson (ex-Frank Zappa, ex-Weather Report) alla batteria e Daryl Stuermer alla chitarra.
Il titolo di questo album ancora oggi manda in confusione parecchia gente. Deriva dalla versione nordamericana originale del disco, che conteneva tre facciate di registrazioni dal vivo del tour di “Abacab” del 1981 e una quarta facciata di pezzi in studio: tre dall’EP “3 X 3” (1982) e due dai lati B dei singoli di “Duke”. L’edizione internazionale, cioè quella definitiva, uscita per Virigin Records, ha invece la quarta facciata piena di brani dal vivo dei tour precedenti, cioè quelli degli anni ’70. E questi pezzi sono, ovviamente, anche i migliori di questa raccolta live. Il pop da classifica “Paperlate” dell’EP “3 X 3” è diventato un grande singolo di successo in Nord America, anche se è una delle cose peggiori mai fatte dalla band. Degli altri brani di quella versione, “You Might Recall”, “Me And Virgil””, “Evidence Of Autumn” e “Open Door”, non starò nemmeno a parlare, perché per gli standard della band la maggior parte è roba di seconda fascia, mentre le registrazioni live dell’edizione definitiva sono versioni splendide di alcuni classici dei Genesis dei tour precedenti. Quale fan della band non gioirebbe davanti a capolavori come “One For The Vine” (dal tour del 1980), “Fountain of Salmacis” (dal tour del 1978) e “It/Watcher Of the Skies” (dal tour del 1976 con Bill Bruford (ex-Yes, ex-King Crimson, ex-UK) alla batteria)?
Nel 1994 “Three Sides Live” è stato ripubblicato come versione internazionale dell’album, mentre la versione americana, con le sue registrazioni in studio, è stata messa da parte. Quattro dei cinque brani della versione americana si trovano nel box set “Genesis Archive 2: 1976-1992” (2000).
Come “Seconds Out” (1977), l’album dal vivo che lo precede, “Three Sides Live” segna la fine di una certa era nell’evoluzione della band. Come band dal vivo i Genesis sono di nuovo splendidi e i pezzi sono suonati con un’energia pazzesca, con ottime esecuzioni delle versioni in studio. L’album si concentra soprattutto sugli hit di “Duke” (1980) e “Abacab” (1981). Così nella prima parte del disco ci sono tutti i grandi successi, come l’apertura pop rock di “Turn It On Again” (Duke, 1980), che Collins chiude con un’interpretazione scatenata. Direi anzi che a un certo punto si spinge un po’ troppo in là. Di “Abacab” (1981) nella registrazione ci sono tutti e tre i pezzi migliori del disco, cioè “Dodo”, “Abacab” e “Me And Sarah Jane”. Due composizioni più lunghe: “Dodo”, con il suo ritmo reggae e la voce pittoresca di Collins, e “Abacab”, che con una vera batteria suona meglio che nella versione originale. Entrambe richiamano un po’ di epicità, però immersa in elementi new wave. “Behind The Lines” e “Duches” sono i due brani d’apertura concettuali di Duke. “Behind The Lines” ha un’ottima linea ritmica grazie ai due batteristi, Collins e Thompson, mentre “Duchess” è suonata addirittura meglio che in studio. Particolarmente di gusto sono le “aggiunte” di Stuermer alla chitarra, che nella versione in studio non c’erano. Anche di “Me And Sarah Jane” si può dire che in questa esecuzione dal vivo supera l’originale. E ovviamente non può mancare l’hit romantico ”Follow You Follow Me” (And Then There Were Three, 1978), suonato con un feeling straordinario e cantato nel modo migliore.
La seconda parte, a parte l’hit pop “Misunderstanding” (Duke, 1980), contiene i loro lavori classici e progressivi, che faranno felici tutti gli amanti dei Genesis classici e progressive. Tra questi il medley “In The Cage”, che ha preso il posto di “Super’s Ready” (Foxtrot, 1972) nel repertorio dal vivo. Questo medley comprende tra l’altro la drammatica “In the Cage” (The Lamb Lies Down On Broadway, 1974) unita ad alcuni motivi di “Cinema Show” (Selling England By the Pound, 1973) e ad altri pezzi della band degli anni ’70. Questi medley e le raccolte di splendidi assoli di tastiera di Banks sono rimasti a lungo nei repertori dal vivo della band e per tutti i vecchi fan erano un bel ricordo delle magnifiche composizioni del gruppo nei suoi anni migliori. Dopo il medley “In the Cage” arriva l’epica e malinconica “Afterglow” (Wind and Wuthering, 1977), che di solito chiudeva la parte regolare del concerto. Poi arrivano le vere leccornie per tutti gli amanti dei Genesis classici. Prima il capolavoro epico dimenticato “One For the Vine” (Wind and Wuthering, 1977) e poi la grande sorpresa, “Fountain Of Salmacis” (Nursery Cryme, 1971), con un’ottima prova vocale di Collins, cantata a modo suo ma allo stesso tempo fedele all’originale di Gabriel, che ridà vita a una delle cose più grandiose della band. Decisamente uno dei picchi di questo live. La chiusura con il medley “It/Watcher Of the Skies” (The Lamb Lies Down On Broadway/Foxtrot), registrato durante il tour di “A Trick Of the Tail” (1976), ancora con Steve Hackett alla chitarra e Bill Bruford alla batteria, è senza dubbio il culmine dell’intera raccolta live.
La produzione dell’album è ottima per l’epoca, il suono è vivissimo. Nonostante si tratti di un live registrato agli inizi della commercializzazione della band, lo metto tra gli album che non devono mancare a chi ama entrambe le fasi del gruppo, quella progressive e quella pop. Chiunque dovrebbe uscirne soddisfatto, ascoltando l’ottima esecuzione dei classici di entrambe le fasi. “Three Sides Live” ovviamente non è il live definitivo dei Genesis. A dire il vero, loro non l’hanno mai pubblicato. Anche ai due precedenti live, per altro ottimi, “Genesis Live” (1973) e “Seconds Out” (1977), mancava quel “tocco finale” che avrebbe potuto farne il documento definitivo dei Genesis “dal vivo”. Resta il fatto che “Three Sides Live” è il miglior documento dal vivo possibile della band dei primi anni ’80, quando ha iniziato la sua marcia commerciale, e rappresenta al tempo stesso la fine e l’inizio di un periodo nell’evoluzione del gruppo.
Formazione
Phil Collins – voce, batteria e percussioni
Mike Rutherford – chitarra, basso, cori
Tony Banks – tastiere, cori
Steve Hackett – chitarra (13)
Musicisti ospiti:
Daryl Stuermer – chitarra, basso, cori
Chester Thompson – batteria e percussioni
Bill Bruford – batteria e percussioni (13)
Produzione
Genesis
Tracklist
CD1:
1. Turn It On Again (5:15)
2. Dodo / Lurker (7:18)
3. Abacab (8:46)
4. Behind The Lines (5:25)
5. Duchess (6:38)
6. Me And Sarah Jane (6:02)
7. Follow You, Follow Me (4:58)
C2:
1. Misunderstanding (4:05)
2. In The Cage / Cinema Show / Slippermen (11:52)
3. Afterglow (5:13)
4. One For The Vine (11:05)
5. Fountain Of Salmacis (8:37)
6. It / Watcher Of The Skies (7:22)
Durata dell’album: 92:36