Dobrodošli na dvor

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Artista: MI2
Uscita: 2006
Voto: 3.5/5

“Dobrodošli na dvor” è il quinto album in studio dei Mi2 e un esempio da manuale di dove dovrebbe stare oggi il “mainstream” della scena rock slovena. I Mi2 hanno sparato fuori un lavoro incredibilmente maturo, un ottimo puzzle fatto di poesia convincente e dal forte impatto espressivo e di un sottile senso strumentale nel maneggiare quel fenomeno chiamato rock’n’roll. È un disco che travolge l’ascoltatore con la sincerità delle emozioni! Fedele come un cane!

“Dobrodošli na dvor” è il messaggero della più autentica attitudine di ribellione sincera che un approccio sano al rock’n’roll possa servire. Già l’opener Odvisn od vremena è un fantastico concentrato di rock sfacciato e spigoloso, pervaso da un tocco di dilettantismo punk e con un’azzeccata, cinica sterzata SKA. Subito dopo arriva la semi-ballad Zbudi me za 1. maj, un vero testamento rock. Qui Kregar è sorprendentemente profondo e vero! È davvero una canzone con il potenziale da “evergreen”. Sì! Decisamente sì! Ma in un’altra storia, già archiviata! Oggi dormiamo spensierati e sogniamo i giorni di “onore e orgoglio”. Poi arriva il momento della redenzione e allora ci risvegliamo di nuovo per il primo maggio. Il nostro bel primo maggio di un tempo! Un poema eccellente, capace di toccare in fondo anche il cuore più indurito di ogni “slovenceljn” yuppie che griderà “za naše”, godendosi lo spettacolo di una depravazione e di una corruzione senza limiti, quelle che oggi per esempio personifica la selezione slovena per l’Eurovision.

I Mi2 hanno assaggiato la verità! Più maturi che mai, hanno scritto versi pieni di cinismo e rassegnazione al destino, eppure sempre accompagnati da piena e perfetta “sanità di mente”. Una sanità che dovrebbe, nelle intenzioni, guidare la saggezza di ogni singolo individuo della nostra società slovena, dominata anche nel nuovo millennio da servilismo e strisciante genuflessione. Quanto sono incisivi i testi, tanto armoniosamente sono vestiti di forma musicale, e i due fattori si completano alla perfezione e in sinergia si potenziano a vicenda, amplificando la forza espressiva dei brani. Dalla combinazione ottieni semplicemente quello che il rock’n’roll pretende. Una miscela di ribellione sincera, indomita ma allo stesso tempo raffinata, che attacca metaforicamente tutto ciò che respira, dritta al primo colpo. A questo si aggiunge un geniale senso dell’umorismo, parodia della nostra recente storia jugoslava e della spensierata corruzione di sedicenti sinistri e destri, a cui “noi slovenceljni annuiamo docili” (testo del brano Mucek, vas bo že naučilo poslušnosti).

Forse, tra tutti i pezzi, è nella title track che i Mi2 attaccano nel modo più raffinato, attraverso i testi, la “logica del popolo”. Che lo slovencelj prenda a pugni lo slovenceljn! Un cerchio chiuso, una macchina perfetta e indistruttibile che funziona senza errori, al cui confronto il sistema di Matrix (il film The Matrix) è un asilo. La tipica presa in giro estrema, condita e raffinata in modo splendido, in Tarzan è forse il picco della forza poetica e quindi dell’espressione musicale stessa della band. Parla del guardiano dell’oro nero – il petrolio, e quindi? Beh, non vale nemmeno la pena menzionarlo. L’album porta con sé una cover “rock” spogliata e tesissima di Sve ove godine (orig. Indexi), che tra le mani dei Mi2 prende un’aria da giallo inquietante. O’grlo, sostenuta da un ritmo honky tonk da cabaret, dà vita all’impotenza di uno spezzato che qualcuno ha chiaramente buttato in strada, con ogni probabilità un ex amore. Insomma, un mix di tutto ciò che siamo. Siamo stati. Saremo. Oggi, ieri, domani. Nei secoli dei secoli.

I ragazzi sono riusciti a fare un album totalmente convincente! Le immagini nei messaggi dei Mi2 prendono letteralmente vita! “Dobrodošli na dvor” è decisamente una specie di documento storico dell’essere sloveni che viviamo oggi e che abbiamo ereditato nei secoli dai nostri avi. I ragazzi si sono temprati negli anni e, dopo tutte le battaglie, le vittorie e le sconfitte, si sono tolti di dosso ogni maschera. Senza aspettative, senza sforzi. Solo servire nudo, cioè una sana e semplice dose di rock’n’roll che colpisce al primo colpo. Kregar e Dirnbek sono i vincitori assoluti nell’interpretazione dei testi e nel gioco dietro al microfono.

E il frutto di tutto questo sincero intelletto della band, servito senza nascondigli di sorta, è un prodotto bellissimo e, a ben vedere, un monumento all’essere sloveni. Un lavoro classico da cui soffiano i venti del lontano passato di band di questo tipo, di un tempo in cui il mestiere rock panslovacco, pardon, panesloveno era sano, ovvero della scena mainstream degli anni Ottanta, dominata da gruppi come Avtomobili, Buldožer, Pankrti, Lačni Frantz. Sinistra e ancora sinistra, insomma, a livello di rock maturo e vero, da qualche parte in compagnia di The Drinkers, Orleki, Res Nulius…? Diciamo… Senza grandi obiettivi, speranze e desideri… Parliamo di maledetta concretezza, di pura autenticità “rock”, di maledetto realismo, di una nota che apre gli occhi ai sognatori e che può piantare sempre un paletto nel cuore della piccolezza nazionale della Slovenia di oggi e della sua cretineria provinciale, di cui siamo così ciecamente orgogliosi. Se Ivan Cankar fosse stato un “rocker”, avrebbe suonato nei Mi2! Che arrivi in fretta il primo maggio, così ci svegliamo!

Formazione

Tone Kregar – voce
Jernej Dirnbek – voce
Egon Herman – chitarra
Robert Novak – basso
Igor Peter Orač – batteria

Produzione

Peter Ošlaj, Peter Beznec & Mi2

Tracklist

1. Odvisn od vremena
2. Zbudi me za 1. Maj
3. Sve ove godine
4. Tarzan
5. Sv. Margareta
6. Dobrodošli na dvor
7. O grlo
8. Ti nisi ta
9. Maybe baby
10. Mucek
11. Večer pred Rudekvo gorco

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