A Nod And A Wink

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Camel
Etichetta: Camel Productions
Uscita: 2002
Voto: 5/5

Con “A Nod And A Wink” i Camel hanno celebrato nel modo più azzeccato trent’anni di attività, passati a inventare e scoprire forme musicali di ogni tipo attraverso il prisma delle distese infinite del prog rock sinfonico a trazione melodica. Dopo l’uscita di “Rajaz” (1999) e il successo del tour del 2000, Andy Latimer, chitarrista, cantante, flautista e musicista centrale della band, si è rimboccato di nuovo le maniche come si deve e ha sfornato un’altra opera magistrale di una delle poche band di prog rock anni ’70 rimaste innovative anche nel XXI secolo. Con l’aiuto della sua compagna Susan Hoover, da anni responsabile della maggior parte dei testi e della gran parte dei concept (quando c’è un concept album, ovviamente), del tastierista canadese Guy LeBlanc, del batterista Denis Clement e dello storico bassista Colin Bass, Andy ha messo a segno un altro album di gran classe, che sul piano musicale e simbolico getta luce sulle radici e sull’evoluzione di una band che si è guadagnata da un pezzo un posto tra i grandi nomi del prog rock. “A Nod And A Wink” è insomma una specie di spaccato simbolico di tutto il loro percorso musicale fino a quel momento. Anche stavolta i Camel hanno confezionato un album straordinariamente vario, che abbraccia un sacco di sfaccettature del prog rock, con grande enfasi su arrangiamenti sinfonici golosissimi, passaggi di chitarra melodiosi di Andy e suoni di tastiera sceltissimi, da leccarsi le dita per tutti gli amanti delle melodie complesse. Insomma: l’album contiene tutti gli ingredienti principali della band, e allo stesso tempo i Camel riescono ancora a proporre qualcosa di nuovo. Oltre a una profonda colorazione retrospettiva, si notano anche alcuni omaggi simbolici a certi contemporanei del prog rock anni ’70 (Genesis, Jethro Tull, Pink Floyd, eccetera). In alcuni passaggi i Camel hanno infilato apposta qualche tratto musicale tipico di queste band. A differenza dell’ottimo predecessore “Rajaz”, in cui la chitarra di Andy era la protagonista assoluta, qui dentro i singoli brani c’è molto più flauto e un bel po’ di tastiere di ogni tipo, che danno all’album un’atmosfera decisamente più pastorale. Questo contribuisce indirettamente a una varietà ancora maggiore di atmosfere nei vari pezzi, in cui a ogni nuovo ascolto si scopre qualcosa di nuovo. Quanto al clima generale, è uno degli album più rilassati e sereni della loro discografia, e non solo.

“A Nod And A Wink” è dedicato al tastierista originale Peter Bardens (1944 – 2002), che nello stesso anno se n’è andato con troppo anticipo anche per tutti noi che sotto sotto credevamo ancora in una reunion della loro formazione classica (Latimer, Bardens, Andy Ward e Doug Ferguson), e a tutti i membri avuti fino a quel momento, che nei tempi buoni come in quelli duri hanno contribuito a plasmare il loro sound e a far sì che il nome della band, tra gli amanti del prog rock sinfonico, si pronunci ancora oggi con grande rispetto.

La title track “A Nod And A Wink” si apre con cinguettii di uccelli, suoni di mulino a vento e il ticchettio di un orologio, poi arriva un’entrata splendida di flauto, adagiato su una morbida linea di tastiere dalla tavolozza ricchissima, con tanti effetti di synth. Il flauto costruisce piano piano la melodia centrale, malinconica, accompagnato dalle tastiere, e crea un’atmosfera pastorale fino al momento in cui entra la voce. Dopo fischi e un sacco di effetti, arriva un deciso passaggio alla chitarra elettrica di Andy e agli Hammond, che in un attimo creano una magia incredibile, mentre ci mettono del loro anche gli arrangiamenti orchestrali di gran gusto, di cui come al solito i Camel non sono avari. Il pezzo è pieno di svolte di ogni genere e di sezioni strumentali complesse. In questo diluvio di varietà metterei comunque in evidenza l’ottimo ritornello melodico creato dalla voce di Andy, come al solito carica di pathos, e la delicata linea di tastiere. “Simple Pleasures” è un altro brano splendido e ricco di fantasia, che nel loro percorso creativo offre di nuovo qualcosa di nuovo e contiene anche un verso che si riferisce all’album precedente. Parte come una ballata sottile su un ritmo lento, con voce malinconica, percussioni e tanti effetti di synth, poi un grande passaggio di chitarra la trascina in acque strumentali un po’ più astrali. Anche “A Boy’s Life” ha un’introduzione tranquilla, da ballata. Chitarra acustica e voce sottile intrecciano una melodia delicata fino al momento in cui irrompono arrangiamenti orchestrali meravigliosi. Segue un’interessante sezione strumentale in cui a comandare sono le tastiere di LeBlanc e la chitarra scorrevole di Andy, che nell’intreccio creano piano piano un’atmosfera sinfonica maestosa e dimostrano ancora una volta perché sono i due pilastri strumentali della band. Poi arriva l’ottima “Fox Hill”, che per struttura ritmica e tanti altri elementi è più che evidentemente dedicata ai loro “parenti” musicali, i Genesis. È una delle cose più interessanti e varie dell’album, e conquisterà in un attimo anche tutti gli amanti del neo prog, perché si basa su un tipico ritmo neo prog, che – diciamolo – è nato in buona parte anche per l’influenza dei Camel sullo sviluppo di questo filone del prog rock. Stavolta Andy, con la sua prova vocale, ricorda più che evidentemente i leggendari manierismi dell’indimenticabile Peter Gabriel. Chi si accorgerà di questa somiglianza evidente non potrà trattenere un sorriso malizioso. Al primo passaggio arriva una sezione strumentale interessantissima di chitarra e synth, che mi ricorda parecchio il classico dei Genesis “Squonk”. Segue un assolo di chitarra di prima classe e un ritornello epico accompagnato dalle tastiere. A quel punto si alternano parecchie altre sezioni strumentali, una meglio dell’altra. Per il finale entra anche un sognante assolo di flauto di Andy, sostenuto da tastiere ambient. Una prelibatezza sinfonica di prima categoria, che almeno in parte offre una risposta alla domanda su cosa succederebbe a mischiare insieme le due band. E le sorprese sono ben lontane dall’essere finite! Segue la pastorale “The Miller’s Tale”, in cui Andy alla chitarra acustica regala melodie delicate, sorrette da tastiere sottili. Questo brano mi ricorda parecchio certi lavori solisti di Anthony Phillips, che ai più è noto soprattutto come chitarrista originale dei Genesis, perché ha proprio quella giusta atmosfera romantica e celtica. Sboccia soprattutto dopo l’ingresso di meravigliosi arrangiamenti orchestrali e armonie vocali corali. Una favola pura per tutti gli amanti della pastorale celtica e del sinfonico. Se “Fox Hill” era impregnata dello spirito dei Genesis, “Squigely Fair” è un ibrido interessantissimo tra i Camel classici e i maestri del folk rock progressivo Jethro Tull, perché qui si sentono elementi musicali di entrambe le band. Dopo il grido iniziale di un gallo arrivano passaggi di chitarra meravigliosi, che costruiscono un’ottima melodia centrale e che, intrecciati a tastiere e ritmo, raggiungono quella genuina magia sinfonica a cui eravamo abituati soprattutto negli anni migliori della band. Il pezzo prende però tutto un altro volto quando entra il flauto, che gradualmente porta con sé quel fascino folk rock tipico dei Jethro Tull. Il “colpevole” principale è Andy, che qui suona uno dei migliori assoli di flauto della sua carriera, degno del maestro dei maestri di questo strumento, Ian Anderson. E la somiglianza di Andy con Ian diventa ancora più evidente, dopo l’ampia sezione strumentale, nella seconda parte del brano, dove dopo una delicata melodia di flauto sfodera un approccio vocale che ricorda più che evidentemente il buon vecchio “vagabondo”. Una varietà vocale del genere Andy non se l’era mai concessa prima di questo album, a dimostrazione del fatto che anche come cantante, con gli anni, ha cominciato a farsi sentire sempre più sicuro. La conclusiva “For Today”, dedicata a quella persona che l’11/9/01 si è lanciata nel vuoto da una delle torri in fiamme, è una delle cose più tristi, ma anche più belle che abbiano mai fatto. È una chiusura di prima categoria, dove si fondono in una combinazione perfetta la maestosità e una malinconia indescrivibile, che con la sua sincerità scuote l’ascoltatore da capo a piedi. Arrangiamenti orchestrali maestosi e delicati passaggi di chitarra si fondono di continuo in una malinconia indescrivibile e costruiscono un’atmosfera incredibile. A renderla ancora più intensa ci pensano le armonie vocali corali. È quella magia di prima classe che porta l’ascoltatore attraverso una catarsi personale, di quelle che oltre a loro sapevano evocare solo, che so, i Pink Floyd. “For Today” è in pratica una specie di equivalente spirituale del classico dei Pink Floyd “High Hopes”, perché anche per i Camel rappresenta un addio simbolico, ma per fortuna tutt’altro che definitivo (quello ai primi trent’anni di esistenza, appunto). Eppure, anche se fosse stato il capitolo finale della loro carriera, direi tranquillamente che non avrebbero potuto sceglierne uno più adatto.

“A Nod And A Wink” è un’altra opera magistrale di grande intensità espressiva, uscita dalla regia di questa band indistruttibile che, nonostante un livello di notorietà criminalmente basso, anche nel nuovo millennio è capace di creare lavori molto creativi e innovativi. Per i Camel è un album in più che conquista l’ascoltatore all’istante con le sue sinfonie trascendentali e con un’energia straordinaria che irradia da ogni poro dei singoli pezzi. “A Nod And A Wink” è un album fluidissimo, colorato e rilassato che, con la vera magia “cammellesca” e un pizzico di fascino nostalgico, ammalia in un attimo sia i fan di lunga data della band sia tutti gli amanti delle forme musicali progressive che, oltre alla complessità, apprezzano anche una grande dose di melodia e di cuore, due ingredienti che ai Camel non sono mai mancati.

Formazione

Andrew Latimer – voce, chitarra, flauto, tastiere
Colin Bass – basso, cori
Guy LeBlanc – tastiere, cori
Denis Clement – batteria

MUSICISTI OSPITI:
Terry Carleton – batteria (tracce 2 e 6), percussioni e cori (traccia 7)
JR Johnston – cori (traccia 7)

Produzione

Andrew Latimer

Tracklist

1. A Nod And A Wink (11:16)
2. Simple Pleasures (5:31)
3. A Boy´s Life (7:20)
4. Fox Hill (9:09)
5. The Miller´s Tale (3:34)
6. Squigley Fair (8:02)
7. For Today (10:40)

Durata dell’album: 55:34

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