A Decade On The Throne
Artista: Chthonic
Etichetta: SPV Records
Uscita: 2007
Le stelle nascenti asiatiche del black metal sinfonico Chthonic, vestito di tocchi folk, tra cui spicca soprattutto l’uso e l’integrazione sonora del violino a due corde “Er-hu”, festeggiano i primi 10 anni di carriera con l’uscita di un DVD live e di un doppio CD. Il packaging è impressionante e a prima vista sembra una specie di Libro tibetano dei morti. La copertina è rivestita di tela nera, con sopra i caratteri tradizionali stampati in rosso lucente. All’interno ci sono tasche ritagliate che ospitano i dischetti, mentre il cartoncino interno è zeppo di foto dell’evento live, registrato il 03.02.2006 alla Huashan Culture Park (Taipei). Quindi nella loro Taiwan. Chthonic in questo momento sono roventi nell’Asia orientale, visto che si sono portati a casa, battendo la concorrenza locale, il Golden Melody Award – una specie di Grammy che ogni anno viene assegnato in Asia orientale!
1. DVD
Immagine: il DVD è girato interamente con telecamere a mano. Questo ti porta ovviamente in prima fila, proprio sotto il palco, quindi la resa è realistica. Però, d’altra parte, la ripresa per lo più non raggiunge la nitidezza che vorresti e lo “zoom” è spesso vistosamente sgranato. Dà fastidio soprattutto nei “close-up” (primi piani di facce e strumenti). Durante il concerto il palco è avvolto da una nebbia fitta, di cui sarebbe stato contento persino il nano Smuk. La telecamera salta velocissima da un’inquadratura all’altra, così che spesso, proprio quando un’inquadratura ti ha appena incuriosito su quello che succede sul palco, la camera ha già cambiato scena. La sensazione generale che ti resta mentre guardi la registrazione è quindi di enorme confusione. Cosa faccia di preciso ogni musicista sul palco, nei dettagli che sono la cosa più bella di questo tipo di riprese, spesso non si capisce per niente.
Audio: per gli standard di una registrazione live è ottimo. Perfino sospettosamente troppo bbello, tanto che senza over-dub non si è sicuramente fatto. Gli strumenti sono suonati con una precisione incredibile, e anche il vocione black metal estremo di Freddy non sbaglia un colpo: per tutti i 90 minuti di esibizione resta dinamico ed esplosivo nel suo urlo velenoso. Tastiere ed Er-hu si sentono benissimo, e sono avvicinati nel suono agli strumenti rock classici (basso, batteria, chitarra) fino a una chiarezza cristallina. Il suono è arricchito e allargato dall’ingresso mirato di un coro femminile, oltre che di un mini ensemble di 5 elementi con strumenti tradizionali, anch’esso composto da belle ragazze. Uno dei difetti più grossi, nato in fase di montaggio, sono le pause volute tra un pezzo e l’altro, che impediscono alla registrazione di trasmettere all’ascoltatore il vero momento, l’atmosfera gelida e raccapricciante di orrore e lutto che nel black metal è indispensabile.
Scena: i Chthonic si sono presentati in modo rigorosamente professionale, seguendo le linee guida dei loro esperti guru e maestri della scuola scandinava del black metal. Tutti i membri portano i “corpse paintings” tipici del genere dipinti in faccia e vestiti shockanti, un mix di bizzarria sadomaso in pelle e di sublime riservatezza gotica in pizzo. A spiccare sono soprattutto il batterista Dani con la sua museruola chiodata, davanti alla quale pure gli agnelli ammutoliscono, e ovviamente la bassista Doris, bersaglio sexy infinitamente attraente, avvolta in veli di pizzo succinti e provocanti. I Chthonic hanno pensato anche a due grandi “screen” su cui scorrono scene che si collegano in modo sensato al concept dei pezzi in scaletta. Le luci del palco sono giuste per costruire un’atmosfera cupa e tragica: dominano i contrasti di rosso e viola, che sfondano con convinzione il palco saturo di nebbia, e non sono da meno gli stroboscopi usati a piene mani durante il concerto. L’atmosfera è completata dai muri sfondati della sala, sopra cui sono stese bandiere bianche decorate con caratteri tradizionali che circondano il palco. A tratti l’ambiente sembra proprio la rovina di una guerra. L’errore sta nel palco troppo alto e nelle transenne troppo lontane (la prima fila sotto il palco sta a circa 7-8 m), il che impedisce un contatto più autentico, più intenso e più carico di energia tra la band e la folla. Quest’ultima, durante il concerto, cala vistosamente e si calma. Nella prima parte del concerto il carattere febbrile e scatenato del pubblico è uno degli elementi chiave per costruire un’atmosfera intensa, ma poi crolla di brutto. Il pubblico asiatico non nasconde nemmeno una grossa ingenuità: rispetto ai colleghi europei, cresciuti nel sano spirito della tradizione black metal, ragazzi e ragazze sembrano dei veri e propri prematuri. È proprio buffo mettere a confronto l'”headbanging” di un pubblico a capelli corti e “gelatinato” con il look e i comportamenti dei black metaller dell’Europa occidentale.
Esibizione: la band può vantare un’immedesimazione fuori dal comune dei singoli nei propri ruoli. I Chthonic, band di grande cultura musicale, nel loro lavoro risultano compatti, illuminati dal punto di vista compositivo, un’unità molto affiatata nell’esecuzione, e nella loro spinta apertamente genuina, nella voglia di dimostrare, sono estremamente riusciti e freschi! L’elemento più importante nel collegare la musica dei Chthonic al pubblico è ovviamente il cantante Freddy, che per tutto il concerto è aggressivo, shockante e rabbioso in modo abbastanza convincente. Fa bene soprattutto la sua grande sicurezza, con cui comanda la band sul palco in modo autorevole e infiamma il pubblico senza compromessi. I pezzi solisti scelti sono quasi tutti, uno dopo l’altro, semplici riempitivi inutili, perché mostrano una grande inesperienza dei Chthonic nel gestire questo elemento. Con l’eccezione dell’assolo di violino a due corde Er-hu, nemmeno uno degli altri assoli ha un momento atmosferico che ti si stampi in testa. Il batterista Dani mostra molta più bravura durante l’esecuzione dei pezzi, così come il chitarrista Jesse, mentre l’assolo di tastiere del cantante Freddy non serve davvero a nient’altro che a qualche minuto di riposo per gli altri membri della band.
2. DOPPIO CD LIVE:
Occhio non vede, cuore non duole. Da questo punto di vista i due supporti audio sono molto avvantaggiati rispetto al DVD, che mostra senza filtri i punti deboli della band. Inoltre entrambi i supporti audio lasciano all’immaginazione dell’ascoltatore la libertà di sbizzarrirsi, cancellando la scarsa eleganza del DVD, che ti serve tutto su un piatto d’argento, sotto il naso. Un altro grande vantaggio dei due dischetti rispetto al DVD è che non ci sono pause artificiali tra i pezzi, tipo quelle di due secondi, ma il concerto scorre sempre tutto d’un pezzo, e questo conserva proprio quello di cui il DVD non è capace. Una maggiore autenticità atmosferica della registrazione. Exultant Suicide poi è un pezzo messo in fondo al secondo dischetto che nel DVD non c’è! Il difetto sta nell’introduzione strumentale troppo lunga, che dopo due minuti e mezzo, per via della ripetitività a un solo strato del motivo delle tastiere, diventa un tormento che ti martella l’orecchio. Per il resto il suono è lo stesso del DVD. È bilanciato in modo praticamente ottimale, senza sbavature, ed è stato sicuramente “lavato” ben bene in studio. Nel suono c’è ancora un sacco di spazio, tanto che i Chthonic potrebbero inserire senza problemi in formazione un altro chitarrista. Per il resto, la profondità sonora ricca, bilanciata e piena dal punto di vista dello spettro, per un black metal che spinge sulla sinfonicità risulta un po’ troppo bella, poco velenosa, poco tragica, poco tagliente e, rispetto ai colleghi dell’Europa occidentale, i Chthonic nel riportare in vita la rovina del giorno del giudizio sono ancora dei veri scolaretti. Nonostante questo, i Chthonic sono già alla base unici e riconoscibilissimi. Si sono semplicemente guadagnati con successo questa riconoscibilità con un uso spiritoso e riuscito degli elementi folk, e alcuni di questi vantaggi che la band sfrutta stanno nel semplice fatto che si tratta di una band che viene dal lontano Oriente, dove vige una concezione di base della musica completamente diversa da quella che ha l’Occidente. Se questo apprendimento da band come Cradle Of Filth, Dimmu Borgir, Illdiposed, Immortal lo unisci con coraggio al tuo sguardo elementare, il successo non manca. I Chthonic su questo sono sulla buona strada, che può diventare del tutto vincente.
3. CONCLUSIONE:
Nel 2006 la band ha pubblicato il suo quarto album in studio “Seediq Bale”, di gran lunga il più forte dal punto di vista qualitativo rispetto ai predecessori. La formazione che ha registrato l’album “Seediq Bale” si è presentata anche su questo disco dal vivo, quindi con il nuovo batterista Dani, che ha portato alla band la giusta dinamica ritmica, indispensabile per il black metal. I blast beat tengono suono e melodia in una stretta sinistra. Un grosso punto a favore di questa uscita è la scaletta incentrata sui pezzi dell’album “Seediq Bale”, dove gli arrangiamenti sinfonico-orchestrali, grazie all’intreccio riuscito tra i due cori femminili e la band, di tutto il materiale di “A Decade On The Throne” prendono vita nel modo più intenso.
“A Decade On The Throne” è una cosa molto interessante. Soprattutto per l’elemento di esotismo, combinato con coraggio all’imitazione degli standard della cultura black metal dell’Europa occidentale. In questo i Chthonic sono dei tipi particolari, e proprio per questo affascinanti e meritano attenzione. Chi li prende senza pregiudizi e senza il sospetto dogmatico di una versione orientaleggiante, dolcemente ammorbidita, dei Cradle Of Filth, potrà godersi il loro sound per ore e ore.
In chiusura vorrei consigliare ancora all’etichetta SPV Records, che ha deciso di distribuire questa uscita in Europa, di cominciare a corredare i booklet di uscite di questo tipo con testi in un alfabeto standard, perché altrimenti uno è condannato a guardare impotente una nutrita schiera di zampette di gallina colorate, che possono servire solo ai maestri cuochi dei ristoranti cinesi.
Formazione
Freddy, Left Face of Maradou – voce, Er-hu*
Su-Nung, the Bloody String – Er-hu*
Jesse, the Infernal – chitarra
CJ, Dispersed Fingers – tastiere
Doris, Thunder Tears – basso, cori
Dani, Azathothian Hands – batteria
*…. violino orientale a due corde
Produzione
Chthonic
Tracklist
CD 1.:
01. Intro
02. Indigenous Laceration
03. Progeny of Rmdax Tasing
04. The Breath of Ocean
05. Decomposition of the Mother Isle (Aboriginal Gods Enthroned)
06. Grab the Soul to Hell
07. Guitar Solo
08. Drum Solo
09. Vengeance Arise
10. Bloody Gaya Fulfilled
11. Fuck Or Die
CD 2.:
01. Piano and Keyboard Solo
02. The Gods Weep
03. Oriental Violin Solo
04. Guard the Isle Eternally
05. Where the Utux Ancestors Wait
06. Floated Unconsciously In the Acheron
07. Grievance, Acheron Poem
08. Onset of Tragedy
09. Relentless Recurrence
10. Quasi Putrefaction
11. Exultant Suicide
DVD:
01. Indigenous Laceration
02. Progeny of Rmdax Tasing
03. The Breath of Ocean
04. Decomposition of the Mother Isle (Aboriginal Gods Enthroned)
05. Grab the Soul to Hell
06. Guitar Solo
07. Drum Solo
08. Vengeance Arise
09. Bloody Gaya Fulfilled
10. Fuck Or Die
11. Piano and Keyboard Solo
12. The Gods Weep
13. Oriental Violin Solo
14. Guard the Isle Eternally
15. Where the Utux Ancestors Wait
16. Floated Unconsciously In the Acheron
17. Grievance, Acheron Poem
18. Onset of Tragedy
19. Relentless Recurrence
20. Quasi Putrefaction