Five Miles Out

0 2

Artista: Oldfield, Mike
Etichetta: Virgin Records
Uscita: 1982
Durata: 50:03
Voto: 4/5

Dopo la musica straordinaria che Mike Oldfield era riuscito a creare con QE 2, per Mike c’erano nuove sfide in arrivo. E la nuova sfida è arrivata già un anno dopo, sotto forma dell’album Five Miles Out. Per questo lavoro Mike Oldfield voleva creare una vera atmosfera da band. Il risultato è che due brani sono addirittura composizioni di gruppo (Family Man, Orabidoo), una rarità assoluta per Oldfield. Nella formazione c’erano musicisti affermati come Tim Cross, Rick Fenn, Morris Pert, Maggie Reilly e Mike Frye. Carl Palmer compare come ospite su Mount Teidi e le sue parti di percussioni sono davvero eccellenti.

L’apertura parte subito col botto: Taurus II, una sorta di seguito di Taurus I da QE2. È una tipica composizione alla Oldfield, fatta di più movimenti, e stilisticamente la musica è un bel mix di folk, rock e musica sinfonica (soprattutto per come è composta e arrangiata). Il pezzo ha di nuovo quella classica struttura ciclica alla Oldfield, in cui alla fine si torna all’idea originale. Non annoia mai e non è mai troppo lungo, anche se finisce solo dopo venticinque minuti, perché di momenti clou ce ne sono un sacco. A me piace un casino quando agli altri strumenti si uniscono anche le cornamuse.
Family Man è un pezzo più rilassato, cosa che c’era da aspettarsi dopo questi primi venticinque minuti tesissimi, in cui il mago inglese ci ha portato su un giro davvero folle. Family Man ha parti davvero melodiche e, come sempre, a dare il suo contributo c’è la voce sempre magica di Maggie Reilly, che mi ammalia ogni volta.
Orabidoo parte in modo molto promettente, ma a metà quel feeling giusto sparisce, soprattutto quando la band prova a buttarsi su acque più sperimentali (e questo è particolarmente fastidioso nelle parti col vocoder). Gli esperimenti Oldfield dovrebbe lasciarli a chi è bravo in questo. I suoi esperimenti non mi hanno mai convinto troppo, né su Orabidoo, né su Killing Fields, Music From The Balcony e Amarok. Per fortuna su Orabidoo Mike non resta sconnesso troppo a lungo e si riprende in fretta, e alla fine siamo addirittura testimoni di alcune parti eccezionali e di un finale con la chitarra acustica (che nell’album è troppo poco presente!) e la voce angelica di Maggie Reilly.
Segue un breve ma dolce strumentale, in cui entra in scena anche Carl Palmer. Il motivo, se non mi sbaglio, è preso dall’album Crises. Pezzo validissimo, in cui temperatura e tempo salgono fino alla fine.
Per chiudere, la title track, che è un po’ una delusione rispetto a quanto sentito prima. Mike è di nuovo fastidioso col vocoder, ma per fortuna il finale del pezzo è abbastanza buono da salvarlo.

Five Miles Out suona effettivamente un po’ più orientato alla band, ma Oldfield non ha rischiato nulla nella composizione. Anzi, ha aggiunto ancora un po’ di maestosità e profondità, e in un certo senso è tornato agli anni Settanta. Con Platinum e QE 2 aveva fatto dischi più accessibili, mentre stavolta, almeno con Taurus II, ha dimostrato di saper ancora tenere incollato l’ascoltatore per più di venti minuti. Anche Orabidoo è un pezzo più ambizioso, mentre gli altri tre sono più orecchiabili e adatti alle classifiche radiofoniche (radio friendly).

Penso che con Oldfield non ci sia comunque mai bisogno di commentare il suonato, perché quel lato è sempre a un livello invidiabile. Stavolta Oldfield ha scelto di farsi aiutare anche su strumenti dove prima non l’aveva mai voluto (la chitarra, per esempio), e il rischio ha pagato, perché l’album suona potentissimo e pieno, più che mai (e forse anche più che in seguito). Si vede che si era circondato di vecchie volpi che hanno saputo aiutarlo nella sua visione e l’hanno rifinita ancora un po’.

Come già sul predecessore, anche su Five Miles Out Oldfield mescola lo stile dei Settanta con un suono più moderno e fresco da anni Ottanta. Ha sempre cercato e usato suoni nuovi per migliorarsi e cambiare stile. Proprio per questo è considerato uno dei migliori musicisti di tutti i tempi e non ha ancora detto tutto. Mentre aspettiamo il suo nuovo capolavoro, possiamo goderci questa musica un po’ lacunosa ma a tratti straordinaria.

Formazione

Mike Oldfield – chitarre, basso, tastiere, voce
Tim Cross – tastiere
Rick Fenn – chitarre
Morris Pert – percussioni, tastiere
Maggie Reilly – voce
Graham Broad – batteria(5)
Mike Frye – percussioni
Paddy Maloney – cornamuse (1)
Carl Palmer – percussioni (4)

Produzione

Tom Newman, Mike Oldfield

Tracklist

1. Taurus II (24:49)
2. Family man (3:45)
3. Orabidoo (13:03)
4. Mount Teidi (4:10)
5. Five miles out (4:17)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie