The Cleansing

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Artista: Suicide Silence
Etichetta: Century Media
Uscita: 2008
Voto: 2.5/5

I Suicide Silence sono una band degli USA (California). Il loro album “The Cleansing”, successore dell’EP “Suicide Silence” (2002), è uscito in Nord America, dove con uscite del genere spesso battono sul tempo il mercato europeo, lo scorso settembre, ed è entrato nella prima settimana al 94° posto della “Top 200” di Billboard, il piazzamento più alto di qualsiasi album d’esordio tra le band uscite per Century Media. Il disco d’esordio ha venduto nella prima settimana, tenetevi forte, la bellezza di 7250 copie. Niente male per un genere underground come il death/grind/hardcore che suonano i Suicide Silence, no?

Basato in sostanza su elementi death metal, in cui si infila la voce di Mitch Lucker con una combo di growl e urla acutissime da spaccare i timpani, il disco è suonato a un livello tecnico altissimo. Le chitarre accordate basse, con riff che macellano e riempiono la maggior parte del quadro sonoro, poggiano spensierate su una sezione ritmica solida e ben costruita, dove a tratti la mole dei blast beat, nella sua spietatezza, si prende persino il ruolo da protagonista. La cosa più interessante di tutto questo è la voce di Lucker, che nel giro di un attimo riesce a cambiare timbro e approccio ed è l’elemento che porta più dinamica al disco. Mitch passa con maestria dal growl empio a urla più “melodiche”, “più gradevoli all’orecchio”, in un volo alto che scarica la rabbia attraverso uno screaming più acuto.

Il problema di questo album non è certo che non sia suonato in modo tecnicamente eccelso. Ha una produzione eccellente: cruda, possessiva, sporca e live, in cui gli elementi di brutalità che la band cerca di far arrivare all’ascoltatore in ogni estremo funzionano alla grande. Il problema del disco è la sua enorme ripetitività e prevedibilità. È costruito in modo totalmente monodimensionale. L’approccio vocale e il riffing si svelano completamente già nell’opener Unanswered, che è anche uno dei picchi dell’album. Da lì in poi “The Cleansing” perde credibilità, affogando in una ripetitività micidiale. L’altro problema è che la band non porta nessuna innovazione. I Suicide Silence sono piuttosto di quelli che seguono le orme dell’originalità di All Shall Parish, Ion Dissonance o Despised Icon e provano a mascherarlo rianimando atmosfere estremamente brutali, a colpi di mazzate e urla a pieni polmoni, il che è ovviamente sistemato in gran parte anche dai ricchi ferri del mestiere tecnici con cui oggi ti viziano negli studi di registrazione.

La band ha anche un ottimo fiuto per comporre versi beffardamente ribelli, che scintillano nel bagliore della dannazione finale, autodistruttiva, dell’intera umanità. Agonia, paura e impotenza sono trasposte con abilità nel furore estremo che ti squarcia le orecchie, nella sete di vendetta e distruzione. “The Cleansing” non porta niente di nuovo, ma come esordio è un album decisamente solido, con cui i Suicide Silence hanno finalmente mosso i primi passi sicuri. Quello che serve alla band in futuro è una riconoscibilità sonora e stilistica più personale, ma per gli amanti del genere è assolutamente una band che vale la pena provare.

Formazione

Mitch Lucker – voce
Chris Garza – chitarra
Mark Heylum – chitarra
Mike Bodkins – basso
Alex Lopez – batteria

Produzione

John Travis

Tracklist

1. Revelations (intro)
2. Unanswered
3. Hands Of A Killer
4. The Price Of Beauty
5. The Fallen
6. No Pity For A Coward
7. The Disease
8. Bludgeoned To Death
9. Girl Of Glass
10. In A Photograph
11. Eyes Sewn Shut
12. Green Monster

Durata dell’album: 44.02

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