Two for the Show
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Kansas
Etichetta: Epic Records
Uscita: 1978
Durata: 73:17
Voto: 5/5
“Two for the Show” è stato il primo album dal vivo dei Kansas, leggende americane del prog rock. Le singole registrazioni arrivano dal tour che ha seguito l’uscita di “Point of Know Return” (1977), disco artisticamente e commercialmente clamoroso, quello che li ha catapultati sul trono del cosiddetto arena rock. In quel periodo la virtuosa combriccola di Topeka aveva fatto un salto gigantesco rispetto ai tempi in cui suonava in bettole country dimenticate da Dio, tirando avanti a fatica un giorno dopo l’altro. All’improvviso si sono ritrovati su stadi e arene enormi, davanti a migliaia di fan scatenati da ogni angolo del mondo. I loro sogni si erano avverati, ma loro sono rimasti i soliti umili e innamorati della musica fino al midollo. Non potevano scegliere momento migliore per pubblicare il primo live, perché erano al culmine delle loro forze creative. E i loro hit, a partire da “Carry On Wayward Son”, “Point of Know Return” e “Dust in the Wind”, giravano su tutte le radio di classic rock.
“Two for the Show” è un fenomenale spaccato di tutta la loro produzione fino a quel momento, perché ci trovi il meglio di ogni album, dall’esordio omonimo fino a “Point of Know Return”. In più cattura in modo straordinario la loro magia unica dal vivo. Non fai fatica a immaginare com’erano quelle serate indimenticabili davanti a una folla di migliaia di persone. Il peso maggiore ce l’hanno i pezzi di “Lefotoverture” (1976) e “Point of Know Return” (1977), il che è logico, visto che sono i due capolavori che gli hanno regalato la fama mondiale. Parecchie versioni live sono addirittura meglio di quelle in studio, e non c’è da stupirsi, perché i Kansas dal vivo di solito spaccavano ancora più che in studio. L’atmosfera positiva e l’energia vivace tra la band e il palco si sposano alla perfezione con le grandi esecuzioni dei cavalli di battaglia dei Kansas. Impressiona anche l’ottima produzione, senza la minima traccia di ritocchi in studio, in netto contrasto con quello che facevano la maggior parte dei loro contemporanei.
Il vero fan dei Kansas, ovviamente, si procurerà la versione doppia uscita da poco, che supera di gran lunga la vecchia edizione singola in CD ormai datata. Contiene un disco in più con ben nove perle live mai sentite prima e mai pubblicate. Ci sono poi informazioni extra sull’album e una ricca galleria di foto dei concerti. Vale la pena ricordare che nella scaletta ora c’è anche “Closet Chronicles”, che i fan di lunga data sentivano la mancanza di nella versione CD da anni. Era già presente nell’LP doppio originale, ma per la prima edizione singola in CD era stata tagliata per questioni di spazio. Adesso questa scelta poco felice è finita e puoi goderti lo show completo, che cattura fedelmente lo spirito dei loro concerti di allora. Basta una rapida occhiata alla scaletta dei due dischi perché a qualsiasi fan si illuminino gli occhi e venga l’acquolina in bocca.
Nella scelta dei brani i Kansas passano alla grande da epopee sinfoniche e complesse di prog rock a inni art e hard rock più brevi, fino ai momenti strumentali, e trovano anche un sacco di spazio per i pezzi solisti dei musicisti principali. L’avventura live, da brividi, va dalle prime battute dell’epica patriottica “Song For America” fino alla festa blues/hard rock finale con “Bringing It Back”. Sul primo disco trovi gemme come l’ottima versione dell’inno arena rock “Point of Know Return”, l’epico e drammatico “Icarus-Borne On Wings Of Steel” dal sottovalutato “Masque” (1975), la mitica saga “Journey From Mariabronn” dall’omonimo esordio, un estratto dalla fiaba sinfonica “Lamplight Symphony” e l’orgasmico “Magnum Opus”, per la maggior parte degli appassionati il miglior pezzo di sempre della loro storia. Quest’ultimo, grazie al loro affiatamento pazzesco, supera perfino la versione in studio e a volte è difficile crederci.
Il secondo disco è pieno di bontà come la splendida cheyenne “Cheyenne Anthem”, l’immancabile e sempre letale “Miracles Out Of Nowhere”, il monumentale (e a lungo desiderato) classico prog-pop “Closet Chronicles” e il gioiello proto prog metal-funk rock “Sparks Of The Tempest”. Ovviamente non mancano nemmeno “Carry On Wayward Son” e “Dust in the Wind”, i due hit principali e i brani più riconoscibili della storia della band.
In mezzo c’è anche una serie di pezzi più brevi e compatti come “Lonely Street”, “Down The Road” e la conclusiva “Bringing It Back”, nell’originale opera del leggendario bluesman JJ Cale. Qui dimostrano di essere sempre stati molto più di una semplice band di prog rock sinfonico, perché non si sono mai vergognati di qualche incursione nell’hard rock e nel blues, e più avanti hanno sviluppato un rapporto tutto loro con il rock melodico e con il pop rock.
La loro celebre bravura strumentale emerge con forza anche nei vari momenti solisti che infilano dentro i brani. Per esempio Livgren, dentro “Dust in the Wind”, piazza un assolo splendido alla chitarra acustica. In “Lonely Wind” Walsh, oltre a una prova vocale da spezzare il cuore, si diverte anche con un assolo al piano, mentre il batterista Phil Ehart si prende il suo momento di gloria prima dell’attacco di “The Spider”.
“Two for the Show” è un live eccellente, autentico fino al midollo, che ha messo il sigillo sulla marcia trionfale dell’arena rock e di quella che all’epoca era la band di punta del genere. Per atmosfera, esecuzione e qualità del suono sta senza problemi tra i migliori live degli anni Settanta. Senza esagerare, si piazza accanto a classici dal vivo molto più popolari come “Bursting Out” (Jethro Tull) e “Made in Japan” (Deep Purple). E come raccolta dei loro pezzi migliori è perfetto anche per chi finora non ha mai avuto a che fare con la loro discografia. “Two for the Show” è il testamento di una band leggendaria all’apice delle sue forze. Con questo disco, all’uscita, hanno consolidato ancora di più il loro status appena conquistato tra i grandi del rock progressivo e classico.
Formazione
Steve Walsh – voce, tastiere
Kerry Livgren – chitarra, tastiere
Robby Steinhardt – violino, voce
Rich Williams – chitarra
Dave Hope – basso
Phil Ehart – batteria, percussioni
Produzione
Kansas
Tracklist
CD1:
1. Song for America
2. Point of Know Return
3. Paradox
4. Icarus — Borne on the Wings of Steel
5. Portrait (He Knew)
6. Carry on Wayward Son
7. Journey from Mariabronn
8. Dust in the Wind [Acoustic Guitar Solo]
9. Lonely Wind
10. Mysteries and Mayhem
11. Excerpt from Lamplight Symphony
12. Wall
13. Magnum Opus
CD2:
1. Hopelessly Human
2. Child Of Innocence
3. Belexes
4. Cheyenne Anthem
5. Lonely Street
6. Miracles Out Of Nowhere
7. The Spider
8. Closet Chronicles
9. Down The Road
10. Sparks Of The Tempest
11. Bringing It Back