Prošlost i budućnost
Artista: Mrtvi kanal
Etichetta: Dallas Records
Uscita: 2008
Durata: 39:59
Voto: 5/5
Il nome Mrtvi kanal non indica soltanto un pezzetto della città di Fiume, ma anche una band spuntata a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta, dietro la prima ondata di gruppi (Termiti, Parafi) di quel movimento musicale che ai più (beh, almeno spero) suona familiare come Riječki novi val. Perché ne parliamo?
Ancora una volta devo togliermi il cappello davanti alla grande generosità dei ragazzi della Dallas Records, che hanno messo a segno un altro colpo da maestri per tenere viva l’eredità del movimento chiamato Riječki novi val. Così, dopo i CD di Termiti, Fit, Grč, Ogledala, abbiamo finalmente anche l’intero opus dei Mrtvi kanal su CD per la prima volta.
Va detto che i Mrtvi kanal pubblicarono nel 1985, insieme ai Grč, per la Škuc solo la cassetta “Grč/Mrtvi kanal”, oggi una rarità pazzesca; di altre uscite ufficiali, poi, nessuna traccia, nemmeno un sussurro. Tutti e sette i brani di quella cassetta finiscono ora nella compilation “Prošlost i budučnost”, solo che il titolo del pezzo Ludnica è diventato U ludnicu e l’ordine dei primi sette brani sul CD è stato un po’ rimescolato . Insomma, una specie di ristampa rimessa a lucido con cura della cassetta in questione, come dimostra anche il resto del materiale incluso, segnalato sul retro della custodia del CD con la striminzita dicitura “bonus”. Questi brani bonus sono ancora più vecchi del materiale della cassetta Grč/Mrtvi kanal”. L’uscita di “Prošlost i budučnost” è quindi una sorta di antologia dei Mrtvi kanal e al tempo stesso (ah, mi ripeto) un grazie alla band per la sua arte.
L’eredità del punk della prima ondata i Mrtvi kanal l’hanno elevata con il loro genio, aggiungendole nuove qualità con una riconoscibilità tutta loro. La caratteristica principale che li distingueva dall’irruenza originaria della prima ondata è la rifinitura decisamente superiore dei pezzi, frutto del fatto che i Mrtvi kanal erano musicisti molto più bravi, sia come singoli sia, di conseguenza, come unità, respirando all’unisono per la stessa causa. Sul suono più curato dei singoli brani pesava sempre di più anche il movimento “new wave”, che riempiva sempre più spesso le classifiche straniere (mondiali), con il marchio inconfondibile dell’integrazione dei primitivi giri monofonici di “synthesizer”.
I Mrtvi kanal sono un’altra di quelle band carismatiche e riconoscibili, che potevano vantare il proprio carisma, una visione personale della direzione musicale scelta e, ovviamente, la forza di convinzione di ciò che facevano. Già il pezzo Oglasi, che a prima vista è punk aggressivo da cima a fondo, viene magistralmente potenziato con un trucchetto semplicissimo, quel suono primitivo di synthesizer, che lo veste del kitsch alla moda della nascente era del “new wave sinth pop”; una particolarità del gruppo era poi l’uso della fisarmonica elettrica, sotto la regia di Srečko Gačeša, l’unico capellone punk noto del movimento “Riječki novi val”, che ha dato all’immagine musicale della band un sigillo assolutamente unico. Il contributo dello stesso Srečko dimostra che i capelli lunghi erano un residuato più che legittimo, probabile segno dell’amore e della simpatia del ragazzo per un’ampia gamma di band rock degli anni Settanta, che possiamo allineare in un intervallo immaginario a piacere, per esempio tra Procol Harum e Uriah Heep.
Testi semplici, diretti, taglienti, a sfondo sociale, con un gancio diretto all’attacco del regime al potere. La loro interpretazione è così vera che le emozioni prendono vita senza fatica! Il loro scandire, grazie all’effetto eco, dà la sensazione generale che nei pezzi urli un’intera banda, e il messaggio lanciato si pianta ancora più a fondo nella coscienza di chi ascolta. L’energia autentica del riff e il tremore di un’esplosività punk senza freni non sono affatto messi da parte, mentre il solido telaio ritmico è la base su cui si innesta tutta questa comunicazione dinamica fatta di intreccio tra voci, riff e tastiere/fisarmonica.
L’ottimo affiatamento tra tutti gli ingranaggi della squadra era di certo il riflesso del respirare all’unisono dei membri della band per un obiettivo comune, e in questo spiccava ovviamente l’incontro irripetibile dei carismi del cantante Diego Kernel e del chitarrista Goran Vrkić. Essere provocatori, avere il coraggio di lanciare una provocazione intelligente, che a volte se ne sta del tutto innocente nascosta in messaggi sottili. Nell’aria c’è un senso costante di tragedia finale, di atrofia generale di una società che viveva sotto il regime di allora, uno stato di cose che i Mrtvi kanal sfruttano di continuo a proprio favore con abilità, lanciando l’allarme generale! Una condanna, insomma, di tutte le ingiustizie che le spalle della gente comune erano costrette a sopportare.
L’opus dei Mrtvi kanal è un altro istante catturato dello specchio della società umana, riflesso, al tempo in cui nacquero questi pezzi, dal bagliore irripetibile di far parte della vita nel Golfo del Quarnero (soggetto all’accensione di candele durante i tagli della corrente, alla mancanza di banane e di vero cioccolato e alla caccia ai buoni benzina) e per questo scintilla in modo straordinariamente unico. Ed è proprio qui il fascino della musica alternativa. Nell’essere usata come arma di rivolta contro le autorità nelle forme più disparate, impossibili da prevedere. L’energia va liberata allo scoperto in modo spontaneo, senza fare i conti con la logica umana, a prescindere dal regime in cui nasce. Il suo messaggio è naturale: “Spezza la sottomissione al cliché”!
Formazione
Diego Kernel – voce
Goran Vrkić – chitarra
Srečko Gaćeša – fisarmonica, tastiere
Lari Njegovan – basso
Igor Modrić – basso
Željko Rebić – basso
Odisej Pauković – basso
Voljen Zubčić – batteria
Aldo Trešnjić – batteria
Aco Savić – batteria
Davor Horvat – batteria
Produzione
Davor Tolja & Miodrag Đuza Stoiljković
Tracklist
01. Oglasi
02. Menza
03. Slika na mramoru
04. Dijagnoza
05. U ludnicu
06. Smiješna djeca
07. Samo tijelo
08. Čovjek stroj
09. Crna kronika
10. Protekcije
11. Ljetovanje u Poljskoj
12. U korak
13. Poslednji valcer