Live In Europe

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Artista: Gallagher, Rory
Etichetta: Capo
Uscita: 1972
Durata: 59.24
Voto: 4.5/5

Live In Europe è una raccolta di registrazioni dal vivo del leggendario bluesman rock irlandese Rory Gallagher, nate in varie tappe del tour europeo di febbraio e marzo 1972. È un documento sonoro unico della prima incarnazione della band di Gallagher, all’epoca ancora un trio, che oltre al vecchio amico del chitarrista Gerry McAvoy schiera dietro le pelli Wilgar Campbell. Il disco dimostra anche che, in questa fase iniziale, Gallagher sbirciava spesso con curiosità oltre i confini del blues elementare e del blues rock.

Quello che più affascina di Live In Europe è soprattutto quanto fosse già nitido e rifinito, e pieno di carattere, il suono di Rory Gallagher in una fase ancora così precoce del suo percorso solista. L’album è un set ben bilanciato di brani, idee originali e, ovviamente, riletture di standard blues e di tre oscuri motivi tradizionali, in cui la vera marcia in più resta sempre la potenza e la fantasia dell’interpretazione del chitarrista. Gallagher, visibilmente carico, apre con una Messin’ With The Kid piena di vita, del leggendario bluesman Junior Wells. L’approccio di Rory è audace fin dalla prima battuta, e l’esecuzione a rotta di collo del classico, con tutti i suoi alti e bassi d’umore, serve un impasto compattissimo degli ingredienti di base di blues e rock, su cui costruisce con coraggio anche l’ottima Laundromat. Con una In Your Town scatenata, impreziosita dall’arrogante slide che si snoda tra le note, Rory spinge ancora un passo più in là l’esplorazione di questa simbiosi di generi, e raggiunge il culmine dell’estasi con la sfacciata creazione musicale di Bullfrog Blues, che da motivo tradizionale ancora acerbo, sotto l’ala dell’inesauribile fantasia del chitarrista, è cresciuta fino a diventare uno spietato schiacciasassi blues rock.

Gallagher è sempre stato un maestro nel gestire i cambi d’umore. Anche Live In Europe oscilla di continuo tra momenti taglienti, di impronta rock, e attimi di estrema delicatezza. Con I Could’ve Had Religion, Rory si va a sfregare subito contro gli spigoli più duri della tradizione blues, dove la reazione è puramente istintiva e tutte le forme ritmiche perdono in fretta di significato. È un classico esempio del purismo artistico di Rory Gallagher, un musicista che davanti a una folla completamente rapita, nel silenzio quasi spaventoso del pubblico, si tuffava spesso senza vergogna nella solitudine di una comunione musicale intima. Con lo stesso distacco dal mondo, il chitarrista offre una ricerca insaziabile della bellezza musicale nel flirt con le influenze folk, con cui Rory, grazie al supporto fantasioso del mandolino, arricchisce il quadro sonoro di Going To My Home Town. In Pistol Slapper Blues, per dire, sembra che Gallagher il pubblico non lo sia nemmeno a considerare, e che delle sue voglie e aspettative non gli importi proprio niente. Con la sua anima da cantautore, Gallagher condivide in realtà sentimenti personali profondi, rivolti verso l’interno, mentre le versioni dei motivi tradizionali citati suonano vissute fino in fondo, come se fossero idee del chitarrista stesso, custodite con gelosia.

Negli anni ’70 Rory Gallagher ha sfornato una serie di ottimi album in studio, ma sentirlo dal vivo, nel momento in cui era al massimo della sua forza creativa, dev’essere stata senza dubbio un’esperienza di un’altra categoria. Per fortuna delle generazioni più giovani, l’eredità live di Gallagher è stata immortalata su numerosi supporti, e la dimostrazione più convincente dell’irripetibilità dell’artista, oltre alla celebre Irish Tour (la recensione di RockLine la trovi qui), la troviamo proprio su Live In Europe. L’album dimostra che lo show di Rory sul palco era già vitale ed elettrizzante anche prima dell'”impianto” del suono delle tastiere, arrivato anni dopo come adattamento sonoro dettato dall’evoluzione. Una dimostrazione autentica e cruda dell’impressionante potenza scenica di uno dei chitarristi blues rock più ingiustamente trascurati!

Formazione

Rory Gallagher: voce, chitarra, mandolino
Gerry McAvoy: basso
Wilgar Campbell: batteria

Produzione

Rory Gallagher

Tracklist

1. Messin’ With the Kid
2. Laundromat
3. I Could’ve Had Religion
4. Pistol Slapper Blues)
5. Going to My Hometown
6. In Your Town
7. What in the World
8. Hoodoo Man
9. Bullfrog Blues

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