Live Rails
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Hackett, Steve
Etichetta: Inside Out Records
Uscita: 2011
Voto: 4.5/5
“Live Rails” è un doppio album dal vivo firmato dal leggendario maestro della chitarra Steve Hackett, che è diventato famoso prima come membro dell’indimenticabile istituzione del rock progressivo Genesis e poi si è fatto un nome anche con una carriera solista lunga più di 35 anni, in cui ha messo in fila una serie di album notevoli con cui è uscito in fretta e con successo dall’ombra della sua ex band. Il leggendario chitarrista ha dedicato il tour del 2010, che ha fatto tappa anche a Trieste, soprattutto alla promozione dell’ottimo album in studio “Out of the Tunnel’s Mouth” (2009), da cui arriva la maggior parte dei brani di questa registrazione dal vivo.
Per il tour estivo in Europa Hackett si è circondato di una band di supporto composta da musicisti di prim’ordine, in gran parte ospiti occasionali, tra cui spicca in particolare l’ex bassista dei Kajagoogoo Nick Beggs. Da non trascurare nemmeno il contributo del tastierista Roger King, della chitarrista e corista Amanda Lehmann, del batterista e corista Gary O’Toole e del fiatista Rob Townsend, che dal vivo si sono distinti con interpretazioni eccellenti di alcuni classici della carriera solista di Steve, ma anche di quelli del suo periodo con i Genesis.
“Live Rails”, che raccoglie momenti dal vivo registrati a Londra, Parigi e New York, contiene una selezione davvero entusiasmante di esecuzioni che pescano da quasi tutte le fasi della ricca carriera di Hackett. Dopo l’introduzione registrata “Last Train to Istanbul” arriva l’apertura epica con il classico “Every Day” da “Spectral Mornings” (1979), che con la sua carica positiva fa sempre felice chi lo segue da una vita, soprattutto nel finale drammatico con le armonie a più voci. A renderla così amata contribuisce di sicuro anche l’affinità con certe creazioni dei Genesis. Con la melodrammatica “Fire On the Moon”, l’eterea “Emerald and Ash”, nel cui mezzo l’atmosfera cambia radicalmente, e la jazz-fusion “Ghost in The Glass”, il signor Hackett e compagnia presentano tre dei momenti migliori di “Out of the Tunnel’s Mouth”.
I fan di lunga data si godranno ovviamente soprattutto i classici degli esordi solisti di Steve e quelli del suo periodo con i Genesis, come la fenomenale versione di “Ace of Wands”, che arriva dal suo primo album solista “Voyage of the Acolyte” (1975). Si può dire che sia probabilmente anche il brano più amato e riconoscibile di Hackett in assoluto, uno che non dimentica di suonare in nessun concerto. Lo strumentale orientaleggiante ed enigmatico “The Steppes”, dall’album “Defector” (1980), accende sempre con la sua atmosfera tesa e misteriosa, tanto che nel corso dei decenni è diventato quasi un obbligo a ogni concerto di Hackett. Lo stesso vale per la cupa “Slogans”, che con il suo clima indomabile elettrizza per bene l’aria. Steve ha toccato i capitoli più recenti della carriera solista con “Serpentine Song” e “Tubehead”, dove ha avuto l’occasione di sfoggiare in solitaria quelle acrobazie virtuosistiche che un tempo furono fonte d’ispirazione per tantissimi eroi della chitarra degli anni Ottanta.
Il secondo disco contiene un’ottima esecuzione dell’evergreen strumentale “Spectral Mornings”, poi con la romantica “Blood On the Rooftops” arriva il momento della prima esecuzione di un classico dei Genesis, scritto da Steve nel breve periodo in cui la leggendaria band funzionava come quartetto. Stavolta a colpire è soprattutto la parte iniziale acustica. L’unica nota negativa su questa registrazione dal vivo riguarda il lavoro vocale non proprio azzeccato di O’Toole, che non è riuscito ad avvicinarsi nemmeno un po’ al livello carismatico della voce di Collins e/o di Gabriel, cosa che darà fastidio a parecchi fan di lunga data. Il difetto si sente in modo particolare nell’indimenticabile classico dei Genesis “Firth of Fifth”, che però viene salvato dal monumentale assolo di Hackett, così che alla fine il tutto risulta comunque molto solido. Le esecuzioni suggestive dei classici di “The Lamb Lies Down on Broadway” (1974), “Fly On a Windshiled” e “Broadway Melody of 1974”, sono di sicuro le sorprese più grosse di questa registrazione dal vivo. Il culmine dell’intero concerto, com’era prevedibile, è l’esecuzione particolarmente sentita del capolavoro strumentale dei Genesis “Los Endos”, dove di nuovo tutti gli amanti del jazz rock fusion troveranno pane per i loro denti. In mezzo hanno infilato anche una delle sezioni dell’evergreen epico “Dancing with the Moonlit Knight”, regalando un’altra trovata gradita e divertentissima. “Live Rails” si chiude con il classico di “Spectral Mornings” “Clocks- the Angel of Mons”, insieme a un lungo assolo di batteria.
“Live Rails” è una vera delizia dal vivo per tutti i fan di lunga data di questo leggendario chitarrista che, nonostante abbia già messo sul groppone i sessant’anni, scoppia ancora di energia giovanile e suona sia i pezzi nuovi che i classici come rinato. Allo stesso tempo è un’ulteriore prova che il tipo invecchia come il buon vino. “Out of the Tunnel’s Mouth” per Hackett ha significato per molti versi un nuovo inizio, perché in quel periodo ha chiuso il suo lungo matrimonio e si è circondato di una band di supporto emozionante, che gli ha dato un’ispirazione artistica quantomai importante, per cui senza dubbio si tratta di una delle sue registrazioni dal vivo più ispirate in assoluto.
Formazione
Steve Hackett – chitarra, voce
Roger King – tastiere
Amanda Lehmann – chitarra, voce
Gary O’Toole – batteria, percussioni, voce
Nick Beggs – basso, Chapman stick, pedaliera Taurus, voce
Rob Townsend – sassofono, flauto, percussioni, voce
Tracklist
CD1
1. Intro
2. Every Day
3. Fire On The Moon
4. Emerald & Ash
5. Ghost In The Glass
6. Ace Of Wands
7. Pollution C
8. The Steppes
9. Slogans
10. Serpentine
11. Tubehead
CD2
1. Spectral Mornings
2. Firth Of Fifth
3. Blood On The Rooftops
4. Fly On A Windshield
5. Broadway Melody Of 1974
6. Sleepers
7. Still Waters
8. Los Endos
9. Clocks