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Hackett, Steve

The Night Siren

Con »The Night Siren« il signor Hackett ha dimostrato ancora una volta di essere, rispetto agli altri (ex) membri dei Genesis, di gran lunga il musicista più creativo e brillante in circolazione, uno che è rimasto fiero delle proprie radici…

The Tokyo Tapes

»The Tokyo Tapes« è uno dei migliori album dal vivo di Hackett: una scaletta da sogno e una formazione stellare che, se fosse rimasta insieme più a lungo, avrebbe potuto dare vita a una fenomenale superband progrock.

Wolflight

»Wolflight« è un classico album di Hackett, costruito sui desideri della maggior parte dei fan e un degno seguito dei momenti migliori della sua carriera solista, anche se non porta nulla di entusiasmante dal punto di vista…

Genesis Revisited II

»Genesis Revisited II« è una vera leccornia per chi segue da sempre l'eredità musicale del signor Hackett, ma soprattutto un bel tuffo nei ricordi dei suoi anni con i mitici Genesis, che con il maestro della chitarra in formazione, tra il…

Guitar Noir

Con la perla stilisticamente variegata »Guitar Noir« il maestro Hackett è entrato negli anni Novanta nel modo più convincente possibile e ha rimodellato ancora una volta con successo il proprio suono, aggiungendo un'essenza ambient…

Beyond the Shrouded Horizon

»Beyond the Shrouded Horizon« è l'ennesima prova che aspettarsi qualcosa di meno della brillantezza che (di nuovo) impreziosisce il suo ultimo lavoro in studio sarebbe quasi offensivo per un musicista del calibro di Steve.

Live Rails

«Live Rails» è una vera delizia dal vivo per tutti i fan di lunga data di questo leggendario chitarrista che, nonostante abbia già messo sul groppone i sessant'anni, scoppia ancora di energia giovanile.

Out Of The Tunnel’s Mouth

Steve Hackett è uscito dalla bocca del tunnel con un nuovo capolavoro che regalerà un sacco di soddisfazioni a tutti i fan di lunga data: dentro c'è tutto ciò che lo ha reso famoso in passato, ma anche qualche idea piuttosto fresca.

Momentum

«Momentum» è il seguito naturale di «Bay Of Kings» e una vera leccornia romantica per chiunque ami il linguaggio chitarristico classicheggiante di Hackett.

Till We Have Faces

«Till We Have Faces» è un album completamente privo di ispirazione e uno dei peggiori lavori di Hackett, che per fortuna il maestro ha dimenticato il più in fretta possibile.

Bay of Kings

«Bay of Kings» è un album splendido, intriso di classicismo, che offre un ritratto sincerissimo di una leggenda del rock progressivo nei panni del chitarrista acustico.

Highly Strung

»Highly Strung« segna un ulteriore allontanamento di Hackett dall'eredità prog rock e dall'esoterismo celtico che avevano caratterizzato i primi anni della sua carriera solista.

Cured

Prima di far uscire questo disco, il signor Hackett deve aver preso una bella craniata, oppure l'album è stato frutto di uno stress post-traumatico dopo troppe limonate brasiliane guardate su richiesta della sua adorabile compagna. »Cured«…

Tribute

Steve Hackett, uno dei più grandi innovatori e compositori della chitarra nella storia del rock (molto prima che Eddie Van Halen negli anni 80 rendesse popolare il tapping, per Steve era già una delle tecniche chitarristiche consolidate in…

Live Archive 70, 80, 90s

»Live Archive« è la raccolta di registrazioni dal vivo del leggendario chitarrista Steve Hackett che i fan aspettavano da una vita. L'uscita comprende quattro CD che raccontano tre diverse epoche live di Hackett (anni '70, '80 e '90) con t

Defector

Steve Hackett, uno dei chitarristi più apprezzati dell'età d'oro del progressive rock, anche dopo il magnifico capolavoro »Spectral Mornings« (1979) ha continuato a dare vita alle sue visioni musicali, anche se non ha mai più

Wild Orchids

Il maestro Hackett è come il vino d'annata: gli anni non gli pesano per niente, anzi. Fa ancora musica emozionante come ai tempi degli esordi. A differenza del precedente album "Metamor

Spectral Mornings

Con questo album il maestro Hackett si era ormai costruito un'immagine e una reputazione da solista indipendente, capace di sorprendere ogni volta per profondità, innovazione e intensità delle sue opere. Allo stesso modo, grazie al successo…

Please Don’t Touch

Tre anni dopo l'uscita del magistrale esordio »Voyage of the Acolyte« (1975) e un anno dopo aver lasciato i Genesis, che non sostenevano più le sue idee musicali innovative, Steve Hackett decise di pubblicare »Please Don't Touch&l

Voyage of the Acolyte

Il geniale, e fino a quel momento piuttosto enigmatico, chitarrista Steve Hackett è stato il primo membro dei Genesis a scegliere la carriera solista, dimostrando subito alla comunità musicale di essere molto più di un semplice virtuoso…

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