Wolflight
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Hackett, Steve
Etichetta: Inside Out Records
Uscita: 2015
Durata: 55:36
Voto: 4.5/5
Il grande maestro della chitarra Steve Hackett, a quattro anni da »Beyond The Shrouded Horizon« (2011), è tornato con »Wolflight«, un album che contiene di nuovo brani solisti completamente inediti. Ma quattro anni senza nuove composizioni soliste non vogliono certo dire che il signor Hackett sia rimasto con le mani in mano: è stato anzi attivissimo, sia con il progetto Squackett sia nel riportare in vita, in studio e dal vivo, la leggendaria eredità dei Genesis. Già prima dell’uscita di »Wolflight« erano piovute critiche più che giustificate sulla copertina, buffa e piuttosto sfortunata, che avrebbe fatto sicuramente più figura con soli lupi sopra, ma ovviamente quello che conta di più è il contenuto musicale, e qui Steve, fedele al suo stile, non ha deluso.
In effetti sarebbe stata una vera sorpresa se all’improvviso fosse saltato fuori con un lavoro sotto la media, vista la formazione che l’ha aiutato a realizzare il disco. È una squadra collaudata, che lo accompagna da anni nei tour, e comprende musicisti del calibro di Nick Beggs al basso/Chapman stick/voce di supporto (Kajagoogoo, Steven Wilson), Roger King alle tastiere, Gary O’Toole alla batteria/voce di supporto, Rob Townsend ai fiati/voce di supporto e Amanda Lehmann alla voce di supporto.
Nel comporre i singoli brani di »Wolflight« Steve è stato aiutato dalla moglie Jo Hackett e dal tastierista King. Tutti i membri della band di Steve hanno un talento vocale da buono a discreto, il che gli concede il lusso massimo di costruire ricche armonie vocali, di cui su »Wolflight« non c’è certo penuria. Orientato soprattutto verso il prog rock sinfonico, »Wolflight« è nel complesso un lavoro di Hackett piuttosto standard, e quindi di qualità, con qualche piacevole elemento di world music, un po’ di finezze romantico-pastorali su base acustica, una marea di ricchi arrangiamenti sinfonici e qualche momento che sconfina nel pop rock. Per fortuna questi ultimi non sono troppi, quindi nessun rischio di un altro scivolone al livello di »Cured« (1981) o »Highly Strung« (1983).
Come ormai da tradizione, l’innovatore della chitarra ha messo su »Wolflight« una quantità equilibrata di momenti di chitarra elettrica e acustica che sono anche il motivo principale per cui tutti gli amanti del virtuosismo chitarristico si godranno di nuovo »Woflight«. Stavolta Steve si è ritrovato nel ruolo di voce solista più spesso del solito nei suoi progetti solisti, ma nessun motivo di panico per chi sa che non è mai stato un gran talento vocale: per la maggior parte dei brani di »Wolflight« le armonie vocali di supporto lo coprono bene, e ogni tanto si aiuta con il vocoder.
La maggior parte dei testi di »Wolflight« ruota attorno all’aspirazione umana alla libertà, e Steve, con spirito d’avventura, ci porta di brano in brano in luoghi diversi del mondo e in epoche storiche diverse, dall’Antica Grecia (»Corycian Fire«) all’Estremo Oriente (»Wolflight«), fino agli Stati Uniti ai tempi della lotta per i diritti dei neri e di Martin Luther King (»Black Thunder«). In »Love Song To a Vampire«, dove al basso ospita il vecchio compagno di Squackett e ospite speciale Chris Squire (Yes), Steve affronta il tema della violenza domestica, mentre nel giocoso »The Wheel’s Turning«, a tratti quasi poprock, rievoca i ricordi della sua infanzia. Il drammatico brano d’apertura »Out of the Body« è condito da ricchi arrangiamenti orchestrali, mentre le variazioni di Steve alla chitarra elettrica fanno compagnia al regno sinfonico, senza risparmiarsi nemmeno con le scale dal sapore arabo. La title track introduce elementi dell’Estremo Oriente, variegati passaggi di chitarra elettrica e ricche armonie vocali che suonano come se arrivassero da tempi antichissimi.
»Wolflight« è un classico album di Hackett, costruito sui desideri della maggior parte dei fan e un degno seguito dei momenti migliori della sua carriera solista, anche se non porta nulla di entusiasmante dal punto di vista dell’innovazione, visto che è stata riutilizzata la solita formula, già ampiamente collaudata e di successo. Il perfetto equilibrio tra momenti elettrici e acustici, neoclassici, l’uso eccellente di elementi orchestrali, armonie vocali e influenze di world music assortite, insieme a testi d’avventura, fanno sì che »Wolflight« porti con facilità l’ascoltatore in un’avventura musicale meravigliosa e intensa. E a quanto pare era proprio questo lo scopo principale dell’ultima fatica in studio di Steve.
Formazione
Steve Hackett chitarra elettrica, chitarra acustica, flauto arabo, chitarra a dodici corde, voce solista
Roger King – tastiere e programmazione
Rob Townsend sassofono, duduk
Nick Beggs – basso e Chapman stick
Amanda Lehmann – voce armonica
Gary O’Toole – batteria
MUSICISTI OSPITI:
Malik Mansurov – tar
Sara Kovaсs – didgeridoo
Chris Squire (Yes) – basso (3)
Hugo Dagenhardt – batteria (9)
Produzione
Steve Hackett
Tracklist
1. Out of the Body (2:29)
2. Wolflight (8:00)
3. Love Song to a Vampire (9:18)
4. The Wheel’s Turning (7:24)
5. Corycian Fire (5:47)
6. Earthshine (3:20)
7. Loving Sea (3:22)
8. Black Thunder (7:32)
9. Dust and Dreams (5:33)
10. Heart Song (2:51)