Testimony 2

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Morse, Neal
Etichetta: Inside Out Records
Uscita: 2011
Durata: 112:14
Voto: 4.5/5

Neal Morse è un tipo curioso: di solito si prende maledettamente sul serio, sia nelle prediche innaffiate di fervore religioso sia quando fa musica, il che, almeno nel suo caso, non è affatto un male. Questo compositore, polistrumentista e cantante prog rock dal talento sconfinato e versatile, che dopo aver mollato gli Spock’s Beard si è buttato anima e corpo nel prog rock cristiano e nello slancio religioso, è a tutti gli effetti una figura musicale pittoresca, che tra gli appassionati di progressive spesso suscita sentimenti piuttosto contrastanti.

Da una parte sforna dischi più o meno eccellenti, che possono fare da modello a parecchi artisti prog rock di oggi (se non si contano quelli pensati solo per l’evangelizzazione, che col prog c’entrano ben poco); dall’altra ha lasciato la band che gli aveva dato fama mondiale solo per trovare più facilmente il suo Signore, anche se adesso da solista fa una musica molto simile a quella di quando ne era membro. Diviso così tra il ruolo di musicista professionista e la potenziale carriera da predicatore timorato di Dio nel bel mezzo della sua San Francisco, Neal incide complessi album prog rock, intrecciati a testi di taglio religioso in cui canta la gloria di Dio e racconta le sue esperienze personali dopo la conversione al cristianesimo.

“Testimony 2” è un altro dei suoi concept album prog rock, per la precisione il seguito dell’omonimo doppio album del 2003, registrato poco dopo l’addio agli Spock’s Beard e con cui annunciò per la prima volta il suo “ritorno tra le braccia del Signore”. Il doppio contiene tre sezioni diverse in cui Neal continua a mettere a nudo la sua vita e i dettagli della conversione al cristianesimo. Se un concept del genere ti attira ancora, dopo che Neal ce l’ha riproposto senza tregua negli ultimi otto anni, giudicalo tu, in base alla tua fede (o non fede).

La musica, ovviamente, è ciò che conta di più in tutti i progetti di Neal, che si tratti delle sue trovate soliste o delle creazioni coi Transatlantic, e anche stavolta è più o meno una vera pacchia per le orecchie di tutti i buongustai del prog. Dopo il netto calo di qualità del precedente “Lifeline” (2008), stavolta è riuscito a rimettere in campo la formula compositiva che aveva regalato al primo “Testimony” la fama di uno degli album più apprezzati di un solista prog rock dell’ultimo decennio. Neal ha riunito le forze con i vecchi compari, il batterista Mike Portnoy (ex-Dream Theater) e il bassista Randy George (Ajalon). Nel progetto ha poi coinvolto una serie di ospiti interessanti, con in testa il chitarrista dei Deep Purple Steve Morse (nessuna parentela) e i suoi ex compagni degli Spock’s Beard, come il fratello e chitarrista Alan, il batterista/cantante Nick D’Virgilio e il bassista Dave Meros, coi quali, nonostante tutto, è rimasto in buoni rapporti.

L’iniziale “Mercy Street” non è una cover dell’omonimo classico di Peter Gabriel, ma un pezzo del tutto indipendente, segnato da una quieta parte iniziale al pianoforte e da imponenti arrangiamenti orchestrali nella migliore tradizione del prog rock sinfonico. Il timbro caratteristico di Neal, leggermente alla Lennon, con cui diffonde positività intorno a sé, è sostenuto dalle sue linee melodiche di chitarra e tastiere. Il risultato finale è una melodia estremamente succosa con un ritornello che ti si stampa in testa. Lo strumentale fusion “Overture No. 4” contiene un assolo di chitarra pazzesco firmato da Paul Bielatowicz, giovane chitarrista britannico che si era fatto notare per la prima volta come membro della Carl Palmer Band. Dal 2007 fa parte anche della band di accompagnamento di Neal quando parte per un nuovo tour. Il movimentato “Time Changer” segna la riunione vocale della formazione originale degli Spock’s Beard del 1995 (cioè senza il tastierista Ryo Okumoto). Il testo racconta il passato di Neal con gli Spock’s Beard e riporta in scena le armonie vocali a più voci per cui la band è diventata famosa, peraltro sempre sotto una forte influenza dei leggendari Gentle Giant. La ricca varietà ritmica sull’asse Portnoy-George e le succose armonie a più voci garantiscono una grandiosità sinfonica che farà impazzire tutti i buongustai del prog rock. Si potrebbe parlare tranquillamente di un nuovo classico degli Spock’s Beard.

“Jayda” è un brano in forma di ballata, dedicato alla figlioletta di Neal, che per lui, insieme a Dio, al resto della famiglia e alla torta di mele di mamma, è sicuramente la cosa più sacra al mondo. In linea con questo, il testo è sereno e profondamente personale, e la melodia acustico-sinfonica è delicata e nell’atmosfera ricorda una ninna nanna. “Nighttime Collectors” è un esperimento divertente, perché si tratta di un pezzo hard rock con infuocate parti all’organo Hammond, frasi di chitarra blues e un tipico ritornello da stadio in pieno stile hard rock. A Neal sono sempre piaciute queste avventure fuori dal solito mondo del prog rock sinfonico, con cui ha esplorato dimensioni extra del proprio potenziale di compositore, strumentista e cantante. In uno stile simile, un po’ più hard rock, c’è anche “Time Has Come Today”, con il suo divertente ritornello funk, appassionate parti di tastiera e armonie vocali alla Beatles.

“Jesus’s Blood” è un’altra ballata introspettiva, di quelle che a Neal piacciono un sacco, perché gli permettono di cantare ogni volta la gloria di Dio e di richiamare il proprio fervore religioso. Stavolta si fa valere anche con un ottimo assolo di slide guitar, accompagnato da armonie vocali corali femminili, che ricordano un po’ i tempi migliori dei Pink Floyd. L’epica “The Truth Will Set You Free” è senza dubbio il pezzo più duro dell’album, con frasi di chitarra dal suono metal, infuocate parti di Hammond e una martellante doppia cassa, il tutto portato al livello successivo da un ritornello ultra melodico. Si potrebbe dire che sia un esperimento piuttosto riuscito di incrocio tra prog rock sinfonico e power metal progressivo. “Chance Of A Lifetime” è un collage fusion come solo Neal sa creare, con tanti emozionanti cambi di tempo e voli solistici.

“Jesus Bring Me Home” è un’altra ballata profondamente emotiva con  un testo di fervore religioso e penitenza, in cui Neal si preoccupa di aver badato troppo poco alla sua famiglia in certi momenti e per questo chiede perdono a Gesù. La melodia imponente è costruita sulla chitarra acustica, con la spalla di generosi arrangiamenti orchestrali e del violino. Il tutto si riversa in “Road Dog Blues”, segnata da arrangiamenti di fiati brillanti e da un testo non meno brillante sul ritorno a casa, da moglie e figli, del “cane da strada” dopo un lungo tour. La parte finale contiene un delicato assolo di pianoforte. “It’s For You” è un drammatico antipasto sinfonico prog rock con un altro infuocato assolo di chitarra, di nuovo nel regno di Paul Bielatowicz. Il talento di Neal, strumentista e cantante a tutto tondo, qui brilla ancora una volta con tutta la sua forza. “Crossing Over/Mercy Street Reprise” nella parte iniziale è segnata da una melodia trionfale e da un’atmosfera generale di ottimismo, con imponenti arrangiamenti orchestrali nei quali Neal ritrova la conferma della propria vita. Nella parte conclusiva si ripresenta il motivo centrale dell’iniziale “Mercy Street”.

Il secondo disco contiene tre brani slegati tra loro, che non si susseguono l’uno nell’altro e non fanno parte del concept. La festaiola “Absolute Beginner” è un ibrido piuttosto divertente tra prog rock, pop e rock melodico. “Supernatural”, dai colori alla Yes, è un altro interessante mosaico di prog sinfonico con spensierate armonie a più voci e pompose trame di tastiera, che potrebbe stare su qualsiasi album degli Spock’s Beard. Neal Morse non sarebbe Neal Morse se non infilasse nel disco almeno un super epic di più di 20 minuti, assicurandosi così un finale più grandioso che mai. Stavolta è il quasi 26 minuti di “Seeds Of Gold”, che si distingue tra l’altro per l’assolo di chitarra di Steve Morse. In questo magnum opus conclusivo Neal riversa tutto il suo genio fusion, riuscendoci con voli solistici bombastici, armonie vocali movimentate e continui cambi ritmici, costruendo allo stesso tempo generosi motivi melodici guidati da pomposi arrangiamenti sinfonici. A Neal riesce così il colpo di far volare via in un soffio una composizione ambiziosa, nonostante la sua lunga durata, ed è una dote solo dei migliori super epic del prog rock sinfonico.

 “Testimony 2” è un seguito eccellente dell’omonimo esordio di Neal del 2003, che nel complesso finisce per risultare addirittura migliore del disco chiave della sua carriera solista. Evidentemente la risposta relativamente tiepida al precedente “Lifeline” l’ha toccato nel profondo, e così stavolta ha deciso di dare davvero tutto e di creare un altro prodotto di altissimo livello, che regge il confronto persino con i suoi migliori risultati con Spock’s Beard e Transatlantic. Che tu sia d’accordo o no con le sue convinzioni religiose e la sua filosofia, resta il fatto che Neal è una delle figure chiave del progressive rock di oggi, senza la quale questo genere sarebbe indubbiamente molto più povero. Come curiosità, va detto che l’edizione speciale dell’album include un libro di Neal intitolato ‘Rivelazione – viaggio ispirazionale e spirituale di un musicista progressive rock’.

Formazione

Neal Morse – voce, pianoforte, sintetizzatore
Randy George – basso
Mike Portnoy – batteria

MUSICISTI OSPITI:
Steve Morse – chitarra
Paul Bielatowicz – chitarra
Alan Morse – cori
Nick D’Virgilio – cori
Dave Meros – cori
Matthew Ward – cori
Debbie Bressee – cori
April Zachary – cori
Mark Pogue – cori
Mita Pogue – cori
Jim Hoke – sassofono
Mark Leniger – sassofono solista
Kenny Barnd – violino
Chris Carmichael – violino, viola e violoncello
Eric Brenton – violino elettrico

Produzione

Neal Morse

Tracklist

CD 1
Part Six: (22:50)
1. Mercy Street
2. Overture No. 4
3. Time Changer
4. Jayda
Part Seven: (22:54)
5. Nighttime Collectors
6. Time has come Today
7. Jesus’ Blood
8. The Truth Will Set You Free
Part Eight: (32:36)
9. Chance of a Lifetime
10. Jesus Bring Me Home
11. Road Dog Blues
12. It’s For You
13. Crossing Over / Mercy Street Reprise

CD2
1. Absolute Beginner (4:39)
2. Supernatural (6:11)
3. Seeds of Gold (25:59)

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