Branded and Exiled
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Running Wild
Etichetta: Noise Records
Uscita: 1985
Voto: 3/5
“Branded And Exiled” è stato un passo avanti piccolo, a malapena percettibile, ma comunque importante per il collettivo heavy metal classico di Amburgo, che era ormai a un solo passo dalla scoperta del “pirate metal”, destinato a segnare in modo netto tutta la sua produzione futura. In questa fase iniziale della carriera, sotto la guida del carismatico eterno ribelle Rock’n Rolf (cantante e chitarrista, più avanti anche capitano pirata), i Running Wild si esaltavano ancora nei testi per un’iconografia black metal piuttosto da quattro soldi, che però non era altro che un tentativo da dilettanti di esprimere il proprio dissenso verso l’operato delle istituzioni religiose e politiche dominanti. Qui proseguono con le loro inconfondibili caratteristiche sonore, tipiche della scuola teutonica dell’heavy metal: armonie di chitarra doppie, assoli fulminanti, riff aggressivi e ritmi da marcia scanditi dal doppio pedale del batterista. A far salire di livello le armonie di chitarra ha contribuito parecchio la sostituzione del chitarrista originale Preacher, che si era ritirato dalla musica per diventare pastore protestante, con il tecnicamente molto più rifinito Majk Moti.
A differenza del lavoro precedente, dove i pezzi migliori arrivavano solo proprio in fondo, i Running Wild mostrano subito i denti, attaccano a tutta potenza e piazzano il momento migliore dell’intero album. La title track d’apertura, è vero, non ha nulla a che vedere con le successive imprese piratesche, ma si può già mettere tranquillamente tra i classici a pieno sangue dei Running Wild. La ricetta del successo sta nel ritornello melodico, un vero e proprio inno epico, un richiamo alla rivolta affilato dal doppio pedale. “Gods of Iron” nel complesso è un risultato del tutto nella media, ma le belle armonie a tre chitarre meritano l’attenzione di ogni buongustaio della musica.
Il “problema” principale dei Running Wild era di solito questo: soprattutto “sulle lunghe distanze” potevano cedere in fretta a ritmi ripetitivi e a una successione limitata di accordi di chitarra, tanto che l’ascoltatore superficiale a volte si ritrovava con la sensazione che per tutto il disco suonassero sempre e solo lo stesso pezzo, cosa che invece i fedelissimi leggevano come la prova che non erano mai usciti dalla “retta via”. La ricetta di base di Kasparek, se tolti tutti gli arrangiamenti e i contorni, era sempre la stessa, vero, ma lui si è sempre sforzato di aggiungere qualcosa di nuovo, con più o meno successo.
“Realm of Shades” è un’altra traccia estremamente nella media, più o meno da dimenticare, e proprio per questo “Mordor” spicca ancora di più: ispirata al regno del demoniaco Sauron, il grande cattivo del classico letterario di Tolkien Il Signore degli Anelli. L’atmosfera cupa è accompagnata da riff di chitarra seghettati, colpi sordi del doppio pedale e dalla voce rauca di Rolf, mentre l’attenzione è tutta per un finale epico con armonie a tre chitarre, ottimo ma purtroppo troppo breve. “Fight the Oppression” è un altro inno ribelle che, se non altro, va bene per strappare il metallaro medio, il classico “testa di rapa”, ai suoi eventuali sogni alcolici. “Marching to Die” è il regolamento di conti personale di Kasparek con i signori della guerra e con il pensiero unico clericale, che diventerà il suo passatempo preferito anche in tutti i lavori in studio successivi.
“Branded And Exiled” conteneva già alcuni momenti che lasciavano intuire la nascita lenta di una band con un’anima tutta sua. D’altra parte, la produzione lasciava ancora parecchio a desiderare, visto che la maggior parte dei pezzi suona come se la band fosse stata registrata dentro un pentolone gigante. Lo si sente soprattutto nell’inno heavy metal classico di chiusura, “Chains and Leather”, che nel testo tocca due dei feticci di moda più amati dal metal. Nonostante questi cliché da “eterna fratellanza metallara”, più vicini di solito a gruppi come Manowar e Saxon, qui ci troviamo davanti a un brano solido, che però nella versione successiva, registrata di nuovo con una produzione migliorata, risulta ancora più convincente.
Formazione
Rock’n’Rolf – chitarra, voce
Majk Moti – chitarra
Stephan Boriss – basso
Hasche – batteria
Produzione
Running Wild
Tracklist
1. Branded and Exiled
2. Gods of Iron
3. Realm of Shades
4. Mordor
5. Fight the Oppression
6. Evil Spirit
7. Marching to Die
8. Chains and Leather