Thing-Fish

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Zappa, Frank
Etichetta: Rykodisc Records
Uscita: 1984
Durata: 90:58
Voto: 4/5

Leggendario compositore, chitarrista, cantante, produttore, satirico sociale e regista, Frank Zappa ha passato praticamente tutta la sua carriera musicale, lunga più di quarant’anni, a far arrabbiare l’élite neoliberista di casa sua con il suo umorismo intelligente e pungente, spesso volutamente di una sguaiataggine salatissima, con cui menava senza pietà sugli schemi ipocriti di una società americana appesantita dalle patologie più varie. Quell’élite, purtroppo, oggi è un bel modello anche per tutti i soliti governanti di turno, sempre così premurosi, della nostra amata valle di San Floriano, che con una voluttà così perversa ci stanno portando alla rovina generale.

La presa in giro satirica che Frank riserva alla doppiezza e alla perversione repubblicane, le due caratteristiche principali dell’America reaganiana, che in modo egocentrico e decadente esaltava il dilagare di un materialismo crudo e rabbioso e piantava il seme del male neoliberista che oggi, più che mai, domina il mondo globalizzato, in nessun altro suo lavoro in studio uscito negli anni Ottanta è così evidente come nella doppia rock opera »Thing-Fish«, classico concettuale che ancora oggi la maggior parte della critica fatica spesso a capire, e in cui non mancano autoironia, cinismo corrosivo, teatro dell’assurdo e umorismo da cesso. Il reaganismo offriva a Frank una vera miniera d’oro per sfottere l’immensa volgarità, la miseria intellettuale, l’egoismo materialista, la competitività invidiosa, il razzismo mal celato, la xenofobia, l’omofobia, il fondamentalismo religioso (soprattutto cristiano) e la primitiva autosufficienza della maggior parte degli abitanti degli USA, il popolo ‘eletto per mano di Dio’.

»Thing-Fish«, uscito in origine come box set triplo, contiene un concept classicamente ‘zappiano’, altamente avanguardistico, che è in pratica una storia dentro la storia, ispirata da AIDS, teorie del complotto, teatro di Broadway, cultura afroamericana, femminismo e omosessualità, cioè da tutti i temi più caldi e controversi su cui la società americana non ha ancora fatto i conti. L’album nasce proprio nel momento in cui l’AIDS esplode per la prima volta sulla scena come fenomeno/problema globale, e non mancavano certo le teorie del complotto, che ancora oggi non si sono placate, come quella secondo cui il virus HIV sarebbe stato in realtà inventato dal governo americano per controllare più facilmente, o per sbarazzarsi di, minoranze sociali indesiderate come afroamericani, omosessuali e pacifisti troppo intellettuali. La storia racconta di un principe razzista e malvagio (chiamato semplicemente Principe Malvagio), che è anche critico teatrale e che in un laboratorio segreto inventa un virus pericoloso con cui vorrebbe sbarazzarsi dell’odiata popolazione afroamericana, il che è una bella ironia, visto che lui stesso è afroamericano e fa gli interessi del governo americano. La malattia provocata dal virus viene testata in gran segreto su un gruppo di appartenenti a categorie sociali indesiderate, tenuti prigionieri con la forza. Per ragioni ignote, il virus provoca una degenerazione mutante di tipo allergico.

Le cavie si trasformano in bizzarre caricature di se stesse (una di loro è raffigurata sulla copertina dell’album), le cosiddette mammy nuns (le nostre ‘mamme-suore’), con teste enormi a forma di patata e un becco d’anatra al posto della bocca. Il Principe Malvagio decide di usare quel pugno di sventurati mutati e con il cervello lavato come attori nel suo teatro privato, pensato esclusivamente per la viziata élite bianca anglosassone (WASP). A questo scopo li veste con abiti da casalinga e gli mette in mano croci di legno e bandierine americane. Allo spettacolo delle mamme-suore, che sono in realtà marionette nelle mani del Principe Malvagio, vengono ad assistere Harry e Rhonda, tipici rappresentanti, piuttosto tonti e viziati, della bianca élite anglosassone al potere. Soprattutto la seconda metà dell’album si diverte, in chiave satirica, con questa coppia e con il suo passato sessuale taciuto: Harry come ragazzino omosessuale represso e la giovane Rhonda come ex pornostar/bambola gonfiabile in carne e ossa.

Grazie alle manipolazioni astute del Principe Malvagio, dopo lo spettacolo il loro matrimonio cambia radicalmente in peggio, anzi va a rotoli: Rhonda col tempo si trasforma in una femminista fascista, mentre Harry, chiuso in se stesso e iperconformista, davanti alla sua radicale trasformazione in virago perde ogni desiderio per le donne e diventa gay. Tutto questo (uomini effeminati e depilati in tanga e virago con cravatta e valigetta) fa ovviamente parte dell’ennesimo piano malvagio del governo per il controllo sociale totale e la distruzione di ogni traccia di sani rapporti tra le persone. Il Principe Malvagio è usato come metafora delle istituzioni governative. Il concept di critica sociale, estremamente acuto e intelligente, e gli stessi testi furono all’epoca così controversi che il distributore originale dell’album (MCA), sentendosi smascherato dai testi, rifiutò di distribuirlo, e l’uscita fu rimandata per un bel po’.

»Thing-Fish« era stato concepito in origine anche per una produzione teatrale, che però ha visto la luce solo nel 2003, cioè dieci anni dopo la morte di Frank. I ruoli principali sull’album sono stati interpretati dal chitarrista/cantante di lunga data Ike Willis come Thing-Fish/narratore, dal leggendario batterista Terry Bozzio come Harry, da sua moglie/ex coniglietta di Playboy/cantante Dale Bozzio come Rhonda, dal sassofonista/cantante di lunga data Napoleon Murphy Brock come Principe Malvagio, dal cantante AOR Bob Harris come Harry da ragazzino, dal chitarrista di culto Johnny ‘Guitar’ Watson come Brown Moses e dal chitarrista/cantante Ray White come Owl/Gowkin/Jane Cowhoon. Quanto ai singoli musicisti, oltre a Frank alla chitarra e al synclavier ha collaborato l’élite dei suoi collaboratori preferiti degli anni Ottanta, con Steve Vai alla chitarra, Chad Wackerman alla batteria, Tommy Mars alle tastiere, Ray White alla chitarra, Ed Mann alle percussioni e Arthur Barrow al basso.

Se il concept assurdo e brillante di »Thing-Fish« rappresenta uno dei maggiori trionfi satirici nella lunga carriera di Frank, il suo contenuto musicale non è un granché come salto in avanti per un compositore di questo calibro, soprattutto in fatto di innovazione: la maggior parte dei brani era già uscita su album precedenti, solo che qui sono in parte riarrangiati, con testi modificati e parlato aggiunto, che con dialoghi e monologhi teatrali costruisce il concept. La maggior parte dei pezzi riadattati era comparsa all’origine su album come »Zoot Allures« (1976), »Tinseltown Rebellion« (1981), »You Are What You Is« (1981) e »Ship Arriving Too Late To Save A Drowning Witch« (1982).

Alle singole sezioni sono state aggiunte nuove parti vocali e il synclavier, il giocattolo strumentale preferito di Frank in quel periodo, che ha creato un’atmosfera extra di arrangiamenti orchestrali appassionati. Proprio questa rianimazione di vecchie idee/classici in veste nuova è il motivo principale per cui, sul piano musicale, »Thing-Fish« non raggiunge la grandezza innovativa dei precedenti doppi capolavori come »Uncle Meat« (1969) o »Joe’s Garage« (1979). Eppure ogni fan di Frank Zappa e della sua opera ci trova ancora oggi abbastanza ben di Dio concettuale e sonoro da riconoscergli, dopo anni di oblio, un valore speciale come una delle opere satiriche più importanti di Frank in assoluto. Visto che nel 1984, oltre a »Thing-Fish«, Frank ha pubblicato altri tre album in studio di materiale più o meno completamente nuovo, non gli si può proprio rimproverare questo riciclo di vecchie idee in veste fresca, tra synclavier, una raffica di dialoghi burleschi e voci aggiunte.

L’introduzione all’album, »Prologue«, ha un riff di chitarra distorto e pesantissimo e una linea di basso dal tono beffardo. Qui Ike Willis, nei panni di Thing-Fish, comincia il suo racconto sul laboratorio nascosto in cui il Principe Malvagio fa i suoi test sulle ‘cavie’ catturate con la forza. Lo slang ‘brotha’ di Willis richiama volutamente il dialetto di Harlem, per suonare come un tipico rappresentante della cultura afroamericana underground. Attraverso una malattia simile alla sifilide, l’inquietante esperimento finisce per degenerare e provoca mutazioni genetiche nelle cavie, come racconta »The Mammy Nuns«, nata in origine ‘dal vivo’ come strumentale pesantemente rock. La sua versione originale, intitolata »The Mammy Anthem«, si può ascoltare sul doppio album dal vivo »You Can’t Do That On Stage Anymore, Vol. 1« (1988). Il Principe Malvagio raduna un pugno di creature e, vestite da casalinghe, le addestra a esibirsi nel suo teatro privato. A questo punto comincia lo spettacolo delle mamme-suore, con la coppia viziata di Harry e Rhonda che in »Harry & Rhonda« viene a vedere le povere creature. I due protestanti bianchi anglosassoni sono sconvolti dall’assurdo spettacolo, perché durante l’esibizione le grottesche creature li spruzzano di urina, che Harry crede essere solo una sostanza creata artificialmente, mentre la testa vuota di Rhonda va fuori di testa. All’improvviso i due coniugi si ritrovano incatenati ai sedili del teatro, ma continuano a pensare che sia tutto parte dello spettacolo.

»Galoot Up-Date« è una versione alternativa rielaborata del classico »The Blue Light«, comparso in origine sull’album »Tinseltown Rebellion« (1981). Il bizzarro spettacolo e la graduale rielaborazione dei processi mentali di Harry e Rhonda, che tra un battibecco e l’altro restano incatenati ai sedili, vanno avanti. »The ‘Torchum’ Never Stops«, in cui la scena si sposta di colpo nel laboratorio segreto del Principe Malvagio, è una versione alternativa del popolare standard di »Zoot Allures« (1976) »The Torture Never Stops«, con la differenza importante che il ruolo di voce principale tocca a Ike Willis. La scena grottesca del laboratorio, in posizione centrale, è completata da uno strano acquario con dentro un maiale artificiale, collegato a cavi speciali che servono a far scorrere sostanze pericolose da laboratorio. Accanto all’acquario ci sono una bandiera americana e un’adorabile immagine di Ronald Reagan con il cappello da cowboy. L’esibizione vocale pomposa e grottesca di Willis è completata sullo sfondo da strilli femminili metà da martirio, metà da orgasmo, mentre il Principe Malvagio conduce i suoi bizzarri esperimenti sugli zombie.

»That Evil Prince« è il momento in cui il Principe Malvagio, in compagnia di zombie grottescamente deformi, si ritrova sul palco del teatro e con la sua presenza e il suo fascino incanta Rhonda e terrorizza Harry. Sullo sfondo si sente una versione primordiale dello standard per synclavier »Amnerika« di »Civilization Phaze III« (1994). Il classico »You Are What You Is«, a parte un bizzarro monologo nel mezzo diretto da Thing-Fish/Ike Willis, non differisce quasi per nulla dalla versione originale uscita sul capolavoro in studio omonimo del 1981. Lo stesso vale per »Mudd Club«, il momento in cui Harry e Rhonda vengono liberati all’improvviso dai sedili forzati e si ritrovano in un locale da ballo. Stavolta si tratta di una satira della scena dei club yuppie di allora. Il loro ballo bizzarro va avanti finché sulla scena non compaiono i fondamentalisti cristiani, che interrompono la festa con la violenza. Nella versione rielaborata, con satira parlata e testo modificato, del classico di »You Are What You Is« che segue, »The Meek Shall Inherit Nothing«, Zappa si rimette a prendere di mira le sette/i culti cristiano-fondamentalisti americani. Qui la scena si sposta all’Aladdin Hotel in mezzo a Las Vegas, più precisamente nella stanza del reverendissimo capo di un culto religioso simile a Scientology, Quentin Robert De Nameland, che i seguaci di Zappa avevano conosciuto per la prima volta sul doppio capolavoro »Joe’s Garage«.  Sua Reverenza si dà da fare con una bambola sessuale gonfiabile in versione cameriera, che in realtà è una versione più giovane di Rhonda. Qui viene smascherata tutta l’ipocrisia dei leader religiosi americani.

»Clowns On Velvet« è stata suonata dal vivo per la prima volta come strumentale. La registrazione della versione strumentale, a cui aveva partecipato il leggendario chitarrista jazz fusion Al DiMeola, avrebbe dovuto uscire su »Tinseltown Rebellion«, ma DiMeola ne rifiutò la pubblicazione. In »Harry-As-A-Boy« Harry e Rhonda, grazie a uno speciale apparecchio audiovisivo, vedono una scena del passato di Harry, da cui si scopre che in quel periodo, prima di conoscere la promiscua bimbetta Rhonda, aveva coltivato inclinazioni omosessuali. Rhonda, che a quel tempo era una bambola sessuale su due gambe, è sconvolta da quello che vede, mentre la versione giovane di Harry cerca di spiegarle che, per il trauma del primo incontro con le femministe con cravatta e valigetta, aveva perso qualsiasi appetito per le donne ed era diventato gay. Qui scoppia la prima grossa rottura tra i coniugi e comincia la loro bizzarra trasformazione mentale.

Segue il controverso classico »He’s So Gay«, con ogni probabilità il brano più famoso dell’album, che all’uscita ha fatto infuriare per bene gran parte dell’America conservatrice e repubblicana. La sua melodia maliziosa e le vocalizzazioni burlesche, con in testa il ritornello beffardo, per non parlare del testo, hanno fatto salire la pressione a tutti quei padri di famiglia apparentemente amorevoli, con cravatta e valigetta, che nel weekend, dopo la santa messa, all’insaputa della moglie se ne vanno di nascosto nei locali gay. Ogni somiglianza con la scena slovena di casa nostra è puramente casuale. Qui sulla scena compare il chitarrista e cantante blues di culto Johnny ‘Guitar’ Watson nel ruolo di un predicatore afroamericano di nome Brown Moses. Questo personaggio, a vederlo, ricorda in modo sospetto il noto zio della celebre marca americana di riso Uncle Ben’s.

»The Massive Improve’lence«, con lunghe improvvisazioni di basso e batteria sullo sfondo, è uno dei momenti più bizzarri dell’intero album (e non sono pochi): si incontrano la versione giovane e quella più vecchia della coppia snob, si rivelano le loro inclinazioni sessuali distorte e il matrimonio tra Harry e Rhonda, con l’assistenza di Thing-Fish e sotto il patrocinio del Principe Malvagio, va definitivamente in pezzi. In »Artificial Rhonda«, che chiude la prima parte di questa rock opera avanguardistica, la versione più giovane di Rhonda mette in scena un ballo erotico davanti al reverendo Quentin. Stavolta si tratta di una versione spiritosamente rielaborata dello standard di »Zoot Allures« »Ms. Pinky«.

Il secondo disco si apre con »The Crab-Grass Baby«, che combina vocalizzazioni grottesche programmate elettronicamente, con cui si simula il canto delle mamme-suore, e vocalizzazioni ‘normali’. Sullo sfondo scorrono un riff distorto e una linea di basso ripetitiva. Sul finale del brano irrompe il parlato della versione gay/più giovane di Harry, ancora una volta interpretata alla grande dal vecchio gattone della batteria Bozzio. Lui brilla anche in »The White Boy Troubles«, che è la resa dei conti definitiva con i traumi di Harry e la sua trasformazione finale in un omosessuale smidollato. Thing-Fish nel frattempo gli svela il vero volto depravato del reverendo Quentin e lo indottrina ulteriormente trasformandolo in un adoratore delle mamme-suore. Nella versione alternativa del classico di »Ship Arriving Too Late To Save a Drowning Witch« »No Not Now«, l’ormai rammollito Harry partecipa a una festa/orgia scatenata a cui sono presenti anche il reverendo Quentin e la versione porno del passato della sua futura fidanzata, che diventa cameriera per l’allegra compagnia di giovani ragazzi cristiani.

Un’altra satira super provocatoria, intitolata »Briefcase Boogie«, rappresenta il momento drammatico in cui sulla scena compare la versione adulta di Rhonda, vestita con una versione iper-sexy dell’abito di Babbo Natale, mentre Harry, in tenuta sadomaso, soddisfa i suoi nuovi amici, con Thing-Fish e suor Abdula (un altro bizzarro rappresentante delle mamme-suore) in testa. Rhonda ha un crollo nervoso quando il rammollito Harry non fa caso al suo nuovo look iper-porno e preferisce divertirsi con le mamme-suore guidate da suor Abdula. Per la rabbia, mentre deride il suo ex marito, decide di cambiare radicalmente e diventare una femminista fascista con valigetta, cravatta, occhiali e capelli raccolti in uno chignon.

Nell’ibrido blues-gospel »Brown Moses«, uno dei pochi brani dell’album senza parlato, alla voce principale brilla Johnny ‘Guitar’ Watson, accompagnato nei cori da Zappa, Ike Willis, Ray White e Napoleon Murphy Brock. La burlesca cabarettistico-jazzistica »Wistful With a Fist-Full«, in cui la voce principale passa al Principe Malvagio, ovvero Napoleon Murphy Brock, è sostenuta da un elegante arrangiamento di pianoforte. Questo all’inizio contrasta nettamente con il suo canto smorfioso, che nel crescendo di grottesco si adatta via via alla natura sempre più caotica e schizofrenica degli arrangiamenti jazz al pianoforte. »Drop Dead« è il gran finale, quando lo spettacolo teatrale finisce e gli ex coniugi sono completamente cambiati. Mentre la Rhonda fascista-femminista si indigna per la versione rammollita del suo ex marito (perché è omosessuale) e per il Principe Malvagio (perché è uno scienziato/critico teatrale di colore), Harry, dopo l’orgia con le mamme-suore, è al settimo cielo. L’atto conclusivo di questa rock opera satirica, »Won Ton Ton«, presenta la scena centrale, dove ora gli ex coniugi sono i protagonisti delle attrazioni sul palco: Harry, sottomesso, in tenuta sadomaso e in ginocchio come un verme strisciante, mentre Rhonda, in divisa fascista, con lo chignon e gli occhiali, lo frusta col frustino. Il testo del brano è la versione registrata al contrario di »No Not Now«, come si capisce già dal titolo.

Rispetto ad alcuni capolavori del suo passato,  »Thing-Fish« non era certo un salto in avanti per l’innovazione musicale, visto che le versioni originali di molti brani dell’album si erano già sentite prima. D’altra parte, però, l’ostinazione di Frank nel tenere lo specchio puntato contro la società americana contemporanea qui ha forse vissuto addirittura il suo più grande trionfo concettuale. Quanto a colpi di martello concettuali, assurdità e grottesco, con »Thing-Fish« si possono paragonare solo gli altri due capolavori, »Joe’s Garage« e You Are What You Is«. È un album in cui Zappa ha vissuto il suo trionfo nei panni dell’implacabile satirico sociale, mentre in quelli del genio musicale ha entusiasmato con versioni riarrangiate con spirito dei classici del passato e con arrangiamenti folli al synclavier. Purtroppo tutti i problemi sociali che Frank metteva in satira in un periodo in cui il capitalismo neoliberista da porci, che oggi domina gran parte del mondo, era ancora appena nato, oggi bruciano più che mai, e così sulla scena mondiale si sente davvero la mancanza di un satirico musicale intelligente del livello di Frank, capace con un umorismo intelligente e provocatorio di dissolvere almeno un po’ il grigiore apatico e la cupezza della quotidianità sociale.

Formazione

Frank Zappa – chitarra, synclavier
Steve Vai – chitarra
Ray White – chitarra
Tommy Mars – tastiere
Chuck Wild – pianoforte da Broadway
Arthur Barrow – basso
Scott Thunes – basso
Jay Anderson – contrabbasso
Ed Mann – percussioni
Chad Wackerman – batteria
Steve De Furia – programmazione del synclavier
David Ocker sy- programmazione del synclavier

Thing Fish: Ike Willis
Harry: Terry Bozzio
Rhonda: Dale Bozzio
Evil Prince: Napoleon Murphy Brock
Harry-as-boy: Bob Harris
Brown Moses: Johnny “Guitar” Watson
Owl-Gonkwin-Jane Cowhoon: Ray White

Produzione

Frank Zappa

Tracklist

CD1:
1. Prologue (2:56)
2. The Mammy Nuns (3:31)
3. Harry and Rhonda (3:36)
4. Galoot Up-Date (5:27)
5. The ‘Torchum’ Never Stops (10:32)
6. That Evil Prince (1:17)
7. You Are What You Is (4:31)
8. Mudd Club (3:17)
9. The Meek Shall Inherit Nothing (3:14)
10. Clowns on Velvet (1:51)
11. Harry-As-A-Boy (2:34)
12. He’s So Gay (2:44)
13. The Massive Improve’lence (5:07)
14. Artificial Rhonda (3:32)

CD2:
1. The Crab-Grass Baby (3:48)
2. The White Boy Troubles (3:34)
3. No Not Now (5:49)
4. Briefcase Boogie (4:10)
5. Brown Moses (3:01)
6. Wistful Wit a Fist-Full (4:00)
7. Drop Dead (7:56)
8. Won Ton On (4:19)

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