Endless Cycles
Autore: Rok Klemše
Artista: Gonoba
Etichetta: On Parole Productions
Uscita: numbers
Durata: 42:00
Voto: 5/5
È passato poco più di un anno da quando versavamo lacrime di cammello per il ritiro anticipato dei death/thrash metaller Gonoba. A fine 2011 la scena metal di casa nostra era rimasta di sasso per la notizia improvvisa e inaspettata: una delle nostre band metal migliori e più in vista aveva deciso di fare le valigie, anzi, di impacchettare le gobbe. Per fortuna quell’anno abbondante di inattività era evidentemente solo la quiete prima della tempesta, e della stampede di cammelli! Basta analogie cammellesche: i »camel« metaller Gonoba tornano tra i vivi in grande stile con il nuovo disco Endless Cycles!
Dopo l’uscita dell’ottimo debutto Chains of Ignorance (2009), i Gonoba avevano senza dubbio un compito difficilissimo: essere all’altezza della fama del primo album. Anche se dal primo demo del 2006 la band ha sempre mostrato una crescita costante, avevo i miei dubbi che ci sarebbe riuscita anche stavolta. Il primo singolo Extermination Protocol ha spazzato via buona parte delle preoccupazioni, ma il tarlo del “riuscirà Endless Cycles a superare il predecessore?” restava lì. Fino al primo ascolto del disco, che ti calpesta come gli zoccoli di una mandria di cammelli impazziti, ti squarcia da ogni lato come una tempesta di sabbia e ti spella fino all’osso come uno sciame di locuste!
I Gonoba restano saldamente ancorati al death/thrash metal, ma stavolta l’hanno spinto così in là che non costa fatica appiccicargli anche l’aggettivo tecnico. Inoltre la band ha scelto un approccio un po’ più moderno: la musica contiene parecchi elementi della nuova scuola del metal (estremo), e anche a livello di produzione Endless Cycles suona fresco e cristallino, ma soprattutto con un sound ricco e possente che ti scuote fino alle ossa. Così come i breakdown, usati col contagocce, che compaiono soprattutto nella title track e che per fortuna si incastrano alla perfezione nel concept del nuovo disco, regalando ai Gonoba quella freschezza moderna di cui sopra. Ma i ragazzi non esagerano affatto con gli elementi »core« e restano fedeli al suono aggressivo del death e del thrash metal. Da questo punto di vista Endless Cycles è un grosso passo avanti rispetto al debutto: il lavoro di chitarra è molto più rifinito e si regge soprattutto su riff forti e ragionati, che non puntano troppo su una melodia »ingenua«.
Proprio quella melodia era a tratti forse il difetto più grosso del debutto, quindi è bello sentire che sono proprio le linee di chitarra a trainare il salto in avanti della band. Il merito va probabilmente in gran parte all’arrivo del »mastermind« degli ormai da tempo inattivi Crossbreed, Grega Kamenšek, che già ai tempi della sua band madre faceva impazzire tutti con un virtuosismo alla Annihilator. Nei Gonoba, con il suo aiuto, il risultato complessivo di batteria devastante, basso scoppiettante e riffing/soli da restare a bocca aperta è semplicemente incredibile! Ma se c’è una cosa che ai Gonoba non si è mai potuta rimproverare, è la mancanza di preparazione tecnica. Sul nuovo disco i ragazzi uniscono il dominio dei propri strumenti a un senso magistrale della composizione, di cui è un bell’esempio la quasi ottominuti Rational Conclusions: non solo ha i continui saliscendi di una gobba di cammello, ma anche un intermezzo acustico atmosferico d’eccezione e un’esplosione bombastica con assoli da togliere il fiato. La citazione finale di Aldous Huxley (Brave New World) non può che essere »food for thought!«
Ma forse la vera particolarità dei Gonoba restano le fantastiche linee di basso che stavolta non sono così in primo piano come sul debutto e sono meglio bilanciate con le chitarre, ma che, con mia grande gioia, dimostrano ancora una volta che nel metal sloveno non hanno rivali. Branimir Tkalec, in coppia con la batteria varia e cannoneggiante di Rok Capuder, è senza dubbio una delle migliori sezioni ritmiche da noi, e la prova più che evidente è già l’intesa sfrenata tra basso e batteria in Blame Game. A portare a un altro livello la complessità e la tecnica dei pezzi ci pensa l’affiatato duo di chitarre Kamenšek/Mitja Prelovšek, mentre l’approccio melodico e le armonie contagiose a tratti ricordano i momenti migliori dei canadesi Quo Vadis (per esempio Between the Lies, anche per la parte parlata). Al centro dell’attenzione c’è anche la voce cruda di Matic »Hopsy« Babič, che sul debutto, nonostante l’impegno, poteva suonare un po’ monotona. Anche di questo »difetto« su Endless Cycles non c’è più traccia: la voce di Hopsy è maledettamente varia e dinamica, brutale e aggressiva, e a tratti (Camel Metal), con quel cantato da thrasher, ricorda vagamente i giorni più brutali di Chuck Billy.
Per il nuovo disco i Gonoba non potevano scegliere un titolo più azzeccato. Non solo è attuale, ma descrive alla perfezione le sensazioni che restano quando finisce l’ultimo pezzo, Camel Metal. A quel punto può seguire solo un’altra cosa: un altro ascolto, un altro ciclo, dell’album dall’inizio. E poi ancora, e ancora, e ancora. La conclusione razionale è una sola: Endless Cycles è la crème de la crème del metal di casa nostra e un promemoria vivente del perché ci mancava così tanto il camel metal. Non dimenticate che i Gonoba presenteranno l’album in anteprima con un “release party” giovedì 7.2.2013 alla Gromka di Lubiana!
Formazione
Branimir Tkalec – basso
Mitja Prelovšek – chitarra
Rok Capuder – batteria
Grega Kamenšek – chitarra
Matic Babič – voce
Produzione
Gonoba & Domen “Dyz” Justin
Tracklist
1. Inevitable
2. Awareness
3. Between the Lies
4. As Bridges Fall
5. Endless Cycles
6. Extermination Protocol
7. Existence Denied
8. Blame Game
9. Rational Conclusions
10. Camel Metal