New
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: McCartney, Paul
Etichetta: Universal Music Group
Uscita: 2013
Durata: 46:11
Voto: 4/5
Il leggendario Beatle sir Paul McCartney, celebre cantante, polistrumentista e compositore nonché, secondo il Guinness dei primati, anche l’artista (pop-rock) di maggior successo di tutti i tempi, almeno in termini di dischi venduti, non ha davvero bisogno di presentazioni, a meno che tu non abbia passato gli ultimi cinquant’anni sepolto sotto i ghiacci. »New« è il suo sedicesimo album in studio, realizzato con l’aiuto di ben quattro produttori diversi, il che la dice lunga sul perfezionismo sonoro ormai proverbiale di Paul. Curioso che Mark Ronson, uno dei produttori di »New«, che ha messo le mani sulla title track, su »Alligator« e su »Secret Life of a Party Girl« (quest’ultima alla fine non è uscita), sia entrato in contatto con il celebre Beatle come DJ al matrimonio di Paul con Nancy Shevell.
»New« è il primo disco di Paul dai tempi di »Memory Almost Full« (2007) con composizioni completamente nuove, ed è quindi particolarmente interessante scoprire quali idee divertenti abbia tirato fuori stavolta una leggenda della musica di questo calibro. Già prima dell’uscita McCartney aveva annunciato che sarebbe stato un lavoro sonoramente il più vario possibile, e le sue parole, come c’era da aspettarsi, hanno trovato conferma: da questo punto di vista a »New« non si può rimproverare nulla, è tanto che sir Paul non metteva insieme un disco così eterogeneo. I testi stavolta sono per lo più ispirati ai ricordi della giovinezza di Paul, ancora prima dei Beatles, e, come al solito, a sogni romantico-amorosi
Questo mix di vecchi e nuovi trucchi sonori e stilistici si sente bene già nell’opener »Save Us«, che grazie alla sua melodia scatenata e iconoclasta è una creatura perfettamente rappresentativa dei giorni migliori di McCartney, mentre le tastiere elettroniche sono la prova dei tempi moderni. La nostalgica e un po’ cupa »Alligator« è incoronata da sorde frasi di chitarra, e sir Paul dimostra ancora una volta che, nonostante i 71 anni, sa ancora far parlare di sé con il suo camaleontismo vocale. »On My Way to Work« è un brano autobiografico che racconta i primi anni di Paul, prima dei Beatles e dell’esplosione della fama, quando a Liverpool si manteneva ancora lavorando come aiutante di un camionista. L’intrattenitrice »Queenie Eye«, agghindata con arrangiamenti orchestrali, ha un ritornello interessante che a quanto pare è preso in prestito da un gioco per bambini con cui Paul si divertiva da piccolo in mezzo a Liverpool. La ballata folk dai toni pastorali »Early Days« è piena di atmosfera nostalgica, e non c’è da stupirsi, visto che è un altro pezzo autobiografico, in cui Paul ricorda il vecchio compagno John Lennon, purtroppo scomparso da tempo, ai tempi dei The Quarrymen, cioè ancora prima della nascita dei The Beatles.
La title track, uscita anche come singolo digitale, ha un testo d’amore e una melodia contagiosa che ricorda da matti quella dell’evergreen dei Beatles »Got To Get You Into My Life«. Un ottimo contrasto stilistico arriva da »Appreciate«, intrisa di sfumature ambient moderne: con i suoi campioni elettronici e le sue improvvisazioni mostra chiaramente che Paul, pur essendo sempre rimasto fedele a se stesso come compositore, ha sempre saputo adattarsi benissimo alle sfide sonore più innovative. »Everybody Out There« è stata chiaramente costruita attorno a un ritornello un po’ fastidioso pensato per far partecipare il pubblico, che, con un filo di ironia, è il suo unico punto debole, perché per il resto è un pezzo parecchio divertente. »Hosanna« suona come una specie di omaggio di Paul all’era psichedelica della seconda metà degli anni Sessanta.
La birichina »I Can Bet« ha quell’approccio goliardico tipico che un tempo impreziosiva anche certi brani del celebre quartetto di Liverpool, oltre a un assolo di organo Hammond davvero spiritosissimo. »Looking At Her« è un’altra ballata d’amore, in cui si mescolano il ‘vecchio’ e il ‘nuovo’, cioè arrangiamenti di chitarra acustica e campioni elettronici sparati al sintetizzatore. »Road«, dai colori art rock, con la sua atmosfera melodrammatica è senz’altro il pezzo più complesso del disco, che tra l’altro contiene anche una ghost track piuttosto malinconica, se non proprio cupa, intitolata »Scared«.
Con »New« McCartney non ha fatto un disco che sposta i confini o che si meriti il paragone con i suoi più grandi capolavori del passato, ma ha comunque messo insieme un mix sonoro super variegato di trucchi compositivi classici e più recenti, e per un musicista della sua età, che non ha più niente da dimostrare, visto che in carriera ha praticamente ottenuto tutto quello che si poteva ottenere, è un risultato davvero degno di rispetto. Per tutte quelle anime inconsolabili che si scervellano su come suonerebbero oggi i leggendari Fab Four se fossero ancora tutti vivi e di nuovo insieme, Paul con »New« offre la migliore risposta approssimativa possibile a questo scottante interrogativo.
Formazione
Paul McCartney – voce, chitarra, steel guitar, basso, bouzouki, pianoforte, glockenspiel, Wurlitzer, tastiere, mellotron, percussioniRusty Anderson – chitarra nei brani 2, 3, 5–8, 10, 11, cori, bouzouki nel 6
Paul Epworth – batteria nei brani 1, 4, 12, 15
Ethan Johns – batteria, percussioni, produzione nel 5, produzione nel 9, 13
Abe Laboriel, Jr. – batteria nei brani 2, 6–8, cori nei brani 5–7
Steve McManus – basso nei brani 3, 8
Toby Pitman – tastiere nell’11, programmazione nei brani 3, 7, 8, 10, 11
Richard Pryce – basso nei brani 3, 8
Brian Ray – chitarra nei brani 2, 3, 5–8, dulcimer nel 5, cori nei brani 6, 7
Paul Wickens – tastiere nel 2, chitarra, pianoforte, fisarmonica nel 3, organo Hammond nel 10
Produzione
Mark Ronson, Ethan Johns, Paul Epworth, Giles Martin
Tracklist
1. Save Us
2. Alligator
3. On My Way To Work
4. Queenie Eye
5. Early Days
6. New
7. Appreciate
8. Everybody Out There
9. Hosanna
10. I Can Bet
11. Looking At Her
12. Road (incl. Scared)