Anche Aleš Klinar ha toccato quota cinquanta (2013)

0 10

Autore: Aleš Podbrežnik
Fotografie: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Popi's Pub / Slovenia
Data del concerto: 07.11.2013
Numero di spettatori: 70
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso libero)

Senza il nome Aleš Klinar, o del celebre diminutivo »Klinči«, la storia del rock sloveno sarebbe stata la metà meno emozionante, e lo stesso vale per il mainstream sloveno degli anni Ottanta e Novanta. Il tipo ne ha passate  di tutti i colori in carriera, ma tutti lo conoscono soprattutto per quella geniale provocazione che è sbocciata negli ultimi respiri della defunta Jugoslavia – Agropop! Inoltre Klinči è inscindibile dal nome Martin Krpan e, in tempi nuovi, si è inventato un’altra provocazione nostalgica di enorme successo, che ha perfino un sapore attuale da erede dei vecchi Agropop – Rock Partyzani. Insomma, l’uomo ha lasciato un segno indelebile sulla scena rock slovena, su questo non ci sono dubbi. E quando bussa Abraham, i cinquanta suonati, è giusto che »tremino le montagne«. Ma quando arriva Abraham, lo stesso uomo scopre anche che con gli anni diventa semmai sempre più infantile. Ed ecco l’idea per il pezzo Stari Klovn, in cui descrive se stesso, ne arrivano altre e piano piano prende forma l’album »63 Special«. Tempo di festeggiare, dunque.

Il nuovo album è tagliato su un sound rigorosamente rock. Klinar ha invitato in studio una serie di assi della musica, dai cantanti agli strumentisti, tutti legati a lui in un modo o nell’altro nel corso della carriera. E proprio loro c’erano anche quella sera al Popi’s Pub. Ma non solo. C’era tutta una guardia di altri assi della musica – amici, conoscenti, anime affini che sono legati a Klinar da sempre – e non era difficile accorgersi nemmeno delle enciclopedie musicali ambulanti e delle gentili voci vellutate di Val 202, dal venerabile »Viktorijanec« Dragan Bulič fino a Jernej Vene, il nome che nel giornalismo musicale sloveno è sinonimo di »massima vigilanza«. L’evento si è svolto, naturalmente, sotto il vigile patrocinio della filiale slovena dell’etichetta croata Dallas.

Sul palchetto si pigiavano in otto. Nella prima parte Klinar ha presentato coi suoi musicisti l’album in studio »63 Special«; sul palco, in pianta stabile, oltre ad Aleš Klinar a voce e tastiere, c’erano Miha Gorše (tastiere), Franci Zabukovec (chitarra), Cveto Polak (basso), Boštjan Vajs (batteria) e, in prima linea, le coriste Andreja Sonc e Anja Baš. Restava posto per uno solo. Quello del cantante solista. Qui si sono alternati quello che probabilmente è il miglior cantante hard rock sloveno del momento, Sergej Škofljanec (Sence, Rock ‘n’ Roll, Ne morem brez nje), Vojo Djuran (Zate dal bi vse), Samuel Lucas (Kralj sveta, Sanja), verso la fine il noto hip hopper Trkaj  (Ogenj), mentre a insaporire il tutto ci hanno pensato, salendo sul palco, l’inseparabile compagna di lunga data di Klinar, Anja Rupel, e Matjaž Jelen (Jelen Band, ex-Šank Rock). Così è arrivata anche l’esecuzione dello standard degli Šank Rock, Rockerji.

E le sensazioni? Un sacco di divertimento servito secondo la tipica ricetta di Klinar, salato dalla sua piacevole voce carezzevole, il cui rimbalzo di frequenze si potrebbe usare per demolire pareti rocciose nelle cave, un’ottima prova di musicisti di primo livello, tanta energia allegra e positiva, stupidaggini gustose e follia generale, che nel repertorio del rock ‘n’ roll non devono mai mancare, ma soprattutto un senso di straordinaria sintonia e unità fra tutti i presenti al Popi’s Pub quella sera. Si può dire che per i suoi primi cinquanta Aleš Klinar un evento così se lo sia meritato più che pienamente. E se l’è anche cucito addosso come si deve.

L’album »63. Special« suona hard rock, condito con la fine meccanica di un mimetismo AOR di prima scelta, che si traduce in un’orecchiabilità dall’effetto ipnotico quando si arriva al succo della melodia portante, ricoperta dalla tipica coltre di suono di sintetizzatore anni Ottanta e dall’immancabile colorazione della voce solista con armonie vocali. Klinar è un maestro nel tenere in equilibrio il divertimento rock ‘n’ roll e il mestiere (l’»imballaggio più imprenditoriale« dell’idea), e questa linea di mezzo la mantiene anche con il nuovo album. Si può dire che in tutti questi anni questo approccio sia diventato per Klinči un compagno di viaggio fisso, o addirittura il suo marchio di fabbrica!

La seconda parte ha offerto divertimento soprattutto a chi vive eternamente avvolto nell’incantesimo della maledizione delle notti troppo corte. In pratica sul palco è salita la band Rock Partyzani con Janez Nared alla batteria e Robert Sršen al basso – escludendo ovviamente Sergej Škofljanec, che con la sua voce ha spazzato via di nuovo i presenti quando si sono susseguiti alcuni standard rock più impegnativi. Suma sumarum – una serata indimenticabile per celebrare i primi 50 di Aleš Klinar, in occasione del varo dell’album 63. Special, dedicata in primo luogo, ovviamente, a tutti i nati nel 1963!

Galleria fotografica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie