Spacehawks

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Hawkwind
Etichetta: Eastworld Recordings
Uscita: 2013
Voto: 3.5/5

Non ci si crede, eppure è vero: »Spacehawks« è l’ennesima compilation ‘incalcolabile’ degli Hawkwind, di quelle che ormai hanno smesso di contare anche i fan più fanatici di queste leggende uniche dello space rock britannico. Stavolta però siamo davanti a un’uscita un filo più innovativa, perché non si tratta della solita raccolta dei pezzi migliori o più conosciuti del passato: »Spacehawks« contiene versioni alternative di brani degli ultimi due lavori in studio, cioè »Blood of the Earth« (2010) e »Onward« (2012), alcuni vecchi cavalli di battaglia rifatti da capo dall’attuale formazione degli Hawkwind e perfino qualche pezzo completamente nuovo. Tutto questo vuol dire che »Spacehawks« è un investimento abbastanza interessante anche per chi non è proprio un fanatico degli Hawkwind, ma ogni tanto si concede volentieri lo space rock primordiale dei tempi in cui il progressive rock era ancora giovane.

Dai tempi in cui gli Hawkwind pubblicarono i loro album migliori, cioè negli anni Settanta e nella prima metà degli Ottanta, è rimasto soltanto il leggendario boss e fondatore della band, il chitarrista e cantante Dave Brock, mentre tra i nomi storici da anni gli fa compagnia il tastierista di culto Tim Blake (Gong, Crystal Machine). Tra i membri di lunga data è rimasto anche il batterista Richard Chadwick, nella band dal 1988, e bisogna dire che anche l’attuale formazione degli Hawkwind, con Mr Dibs nel ruolo di voce principale, sta al livello di alcune delle loro incarnazioni migliori, e in oltre quattro decenni non ne sono mancate di certo.

Gli Hawkwind, uno dei nomi chiave del movimento progressive rock dei primi anni Settanta e ponte tra la scena psichedelica hippie e quella punk grazie alla loro fusione di hard rock, acid rock, elettronica e proto punk, anche con una produzione moderna suonano ancora ‘staccati dal mondo’ come una volta. Le differenze di stile tra i pezzi nuovi, quelli degli ultimi due album in studio e il materiale classico sono evidenti, ma la filosofia sonora resta simile, se non la stessa dei tempi in cui nella band suonava l’ex bassista e cantante, il leggendario Ian ‘Lemmy’ Kilmister (Motorhead). Non sorprende quindi che »Seasons«, dove trovi elementi di elettronica ambient, acid rock, hard rock e punk con lunghi sbalzi strumentali, ricordi parecchio i loro ‘tempi migliori’. Si avvicina l’anniversario del cult »Warrior On the Edge of Time« (1975), il loro ultimo lavoro con Lemmy, ed è giusto che da lì abbiano pescato il maggior numero di brani rifatti.

Le nuove versioni dei classici di quel capolavoro in studio, come »Assault & Battery«, »Golden Void« e Demented Man«, nell’abito moderno funzionano per lo più benissimo, anche se qualche fedelissimo di lunga data rimpiangerà il fascino caotico e la sporcizia protopunk della produzione originale. Non tutte le versioni in veste moderna riescono allo stesso modo. Il classico »Master of the Universe« da »X in Search of Space« (1970), rifatto e ora ribattezzato, forse per ragioni più commerciali, »Masters of the Universe« (mancano solo He-Man e Skeletor), non ha più quell’energia ribelle e indomita della versione originale, anche se il riff di chitarra hard rock che fa la gloria di questo evergreen indimenticabile suona ancora alla grande.

I pezzi completamente nuovi, soprattutto la melodica »Where Are They Now«, sono invece ottimi, e c’è da sperare che prima o poi trovino posto in un futuro album in studio degli Hawkwind. La nuova versione di »Sonic Attack«, evergreen dell’omonimo album uscito nel 1981, con testi del leggendario scrittore britannico di fantascienza Michael Morcock, è anche stavolta il ritratto sputato di un caos postapocalittico a base di elettronica, di quelli che possono ricordare solo gli eterni ‘banditi dello spazio’. Brani nuovi come »We Two Are One« e il quasi esperimento trance »Sacrosant« sembrano usciti da qualche punto a metà anni Settanta, mentre la versione rifatta di »We Took The Wrong Step«, uscita in origine sull’album solista di Brock »Looking For Love in the Lost Land of Dreams« (2012), nella regia degli Hawkwind è venuta fuori incredibilmente bene, se non meglio dell’originale. Pezzi come »It’s All Lies«, uscito in origine su »Stellar Variations« (2012) per mano del side project di Brock Hawkwind Light Orchestra, mostrano con chiarezza quanto bene gli Hawkwind abbiano fuso il loro suono e il loro approccio tradizionali con idee moderne di produzione ambient, grazie alle quali ancora oggi suonano innovativi e attuali come quarant’anni fa: per una band che in carriera ha superato una serie di crisi creative e cambi di formazione, un traguardo davvero grandioso.

»Spacehawks« offre uno sguardo sonoro bello e chiaro su passato, presente e futuro dell’astronave Hawkwind, mentre i pezzi nuovi sono davvero un ottimo biglietto da visita per le prossime avventure in studio. Alle leggende dello space rock, da sempre ossessionate dalla fantascienza, viaggi nel tempo compresi, e il cui capitano Brock vanta ormai rispettabili 72 anni, il futuro non aveva mai sorriso così apertamente.

Formazione

Dave Brock – voce e chitarra
Richard Chadwick – batteria e seconde voci
Tim Blake – tastiere, basso
Niall Hone – basso
Mr Dibs – voce e basso
Dead Fred – tastiere
Laura and Stef – seconde voci

Produzione

Hawkwind

Tracklist

1. Seasons – (remix from Onward)
2. Assault & Battery- New studio recording ( Original from Warrior On The Edge Of Time)
3. Golden Void – New studio recording (from Warrior On The Edge Of Time)
4. Where Are They Now
5. Sonic Attack – New Studio Recording
6. Demented Man – New studio recording (from WarriorOn The Edge Of Time )
7. We two are one – New Track
8. We Took the Wrong Step – (From Dave Brock solo album Looking for Love in the lost land of dreams)
9. Masters of the Universe – New studio recording with Huw.
10. Sacrosanct – New
11. Sentinel – (remix from Blood Of The Earth)
12. Its all Lies – (from Stellar Variations – Hawkwind Light Orchestra)
13. Touch – New Studio Recording
14. The Chumps are Jumping – New Studio Recording
15. Lonely Moon – New Studio Recording
16. Sunship – BOTE (remix from Blood Of The Earth)

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