Use Your Illusion I

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Artista: Guns N' Roses
Etichetta: Geffen Records
Uscita: 1991
Durata: 76:04
Voto: 3/5

»Use Your Illusion I« è il terzo album in studio dei rocker della città degli angeli che rispondono al nome di  Guns N’ Roses. Il disco ha visto la luce nel 1991 ed è il primo di due album usciti in contemporanea. I fan della band avevano potuto ascoltare la maggior parte dei pezzi già da un bel po’ prima dell’uscita dei dischi, visto che il tour di presentazione era partito qualche mese prima. Nello stesso anno, al festival Rock in Rio in Brasile, la band «di pistole e rose» ha iniziato a scrivere un nuovo capitolo della sua storia: lì ha debuttato il nuovo batterista Matt Sorum, che durante la lavorazione del disco aveva preso il posto di Steven Adler. Il tour, che ha scosso il mondo tra il 1991 e il 1993, ha portato i concerti su un livello completamente nuovo: show da circa tre ore di media, resi possibili da una squadra tecnica di 80 persone. Oltre ai numeri giganteschi, la tournée è stata segnata anche da parecchi scandali e ritardi, quasi tutti causati da Axl Rose. Si è chiusa con un concerto in Argentina, che è stato anche l’ultimo della formazione originale.

L’album ha conquistato un ottimo secondo posto nella classifica americana Billboard e nella prima settimana ha venduto 685 000 copie. Questo disco e il suo gemello UYI 2 hanno un posto speciale nella storia della band: qui hanno lasciato da parte il loro «glam rock» tipico dell’album d’esordio, Appetite For Destruction, e hanno plasmato il loro rock «alla Guns», speciale per il mix di stili diversi portati in dote dai membri stessi, che come gusti sono parecchio distanti l’uno dall’altro. Ne esce una fusione interessante di generi: oltre al rock, i pezzi contengono elementi di blues, musica classica, punk e perfino country. La copertina è una versione modernizzata de La scuola di Atene di Raffaello, opera di Mark Kostabi.

Il disco contiene sedici brani, che oscillano parecchio per qualità e non raggiungono tutti lo stesso livello. «Dust N’ Bones» è la seconda traccia ed è cantata interamente dal chitarrista ritmico Izzy Stradlin, che ne è anche autore insieme a Slash e Duff McKagan.  Con il suo riff e il suo ruggito, il pezzo è scritto su misura per i «biker» e ci dice che la vita non va presa troppo sul serio, perché non è tutto depresso, nero e senza senso. La versione in studio è anche il battesimo del nuovo tastierista Dizzy Reed, che è ancora nella band oggi. Dopo «Dust N’ Bones» arriva il brano del film su James Bond, «Live and let die», terza traccia del disco. Pur trattandosi di una cover dell’originale uscito dalla penna di Paul McCartney e della sua defunta moglie Linda, la band è riuscita a presentare in una luce tutta nuova una lenta ballata post-beatlesiana. La versione dei Guns è infatti più dinamica, e gli inarrivabili passaggi di piano di Axl e gli inserti di chitarra di Slash mettono «la ciliegina sulla torta». Senza dubbio una cover di cui nemmeno Paul si vergognerebbe. Il clima rilassato creato dai due pezzi precedenti prosegue con la triste e sentita «Don’t Cry», qui nella versione originale. Su UYI II il testo è diverso, perché Axl Rose riteneva che la versione più vecchia fosse ormai un po’ distante dalla sua vita di allora. Il pezzo nasce da due cuori spezzati: dopo la rottura con le rispettive ragazze, Axl e Izzy si sono sfogati a cuore aperto. È anche il primo brano scritto ai tempi dei Guns N` Roses. Per il videoclip la band ha preso spunto dal racconto di Del James, intitolato Without you. Quel video è anche la prima parte di una trilogia di clip pianificata, che oltre a questo brano avrebbe dovuto includere le versioni video di «November Rain» e «Estranged». Il progetto, però, alla fine è in parte naufragato, perché il cantante Rose ha rotto con Stephanie Seymour, che nei primi due video interpretava Elizabeth, la protagonista del racconto. A causa della rottura, il video di «Estranged» è un po’ un frutto della fantasia di Axl. Un posto importante nel disco ce l’ha anche «Bad Obsession», che troviamo al settimo posto. Il pezzo è frutto della collaborazione tra Izzy Stradlin e West Arkeen e racconta i problemi delle cattive abitudini (si parla di droga) che affliggono la band fin dalla sua nascita. Le sporche abitudini legate all’eroina hanno portato via, poco prima dell’inizio delle prove in studio, anche il batterista Steven Adler, sostituito con successo da Matt Sorum. Il chitarrista Stradlin è anche l’unico autore di «Double Talkin’ Jive», nata sotto l’influsso di un episodio decisamente particolare. Durante una pausa dalle registrazioni, Izzy ha trovato in un cassonetto lì vicino una testa e una spalla umane. L’accaduto ha influenzato anche il testo, che parte con il verso »Found a head and an arm in a garbage can«. Il brano melodico si chiude con un assolo di chitarra romantico, opera di Slash, con elementi di flamenco spagnolo. Con la traccia successiva, «November Rain», la band salpa di nuovo verso acque completamente diverse, fatte di pianoforte e orchestra. Gli accordi di piano sono piuttosto semplici, ma le linee di batteria sono identiche a quelle di un pezzo di Elton John e Nigel Olsson. Il videoclip, un vero kolossal, è costato alla band un milione e mezzo di bigliettoni verdi americani, ed è tra i dieci video più costosi di tutti i tempi. Con tutti i soldi spesi, però, non è il più caro: l’epica veste visiva di «Estranged» è costata alla band ben oltre quattro milioni di dollari. Penultima in scaletta è «Don’t Damn Me», con cui Axl e il resto della band regolano per la prima volta i conti a parole con i loro detrattori (la resa dei conti raggiunge l’apice con il brano Get In The Ring), quelli che trasformavano le loro dichiarazioni eccentriche in qualcosa di un po’ più morbido, per renderle presentabili al pubblico. L’album si chiude con una descrizione lunga più di dieci minuti dello stato di chi è in coma. Il pezzo, dal titolo semplice «Coma» e senza ritornello, racconta i quattordici giorni che Axl ha passato addormentato in coma e quello che gli succedeva intorno. È un brano molto autobiografico, che rispecchia i problemi del cantante e il tentativo di suicidio che aveva provato a compiere con i sedativi. Con la sua stranezza questo pezzo alza ulteriormente il valore artistico del disco, perché qualcosa di simile non l’aveva fatto ancora nessuno.

Use Your Illusion e il suo seguito sono una pietra miliare nella storia del rock: contengono capolavori che ispireranno ancora molte generazioni di rocker e che ancora oggi passano spesso su un sacco di radio. Il suo valore di culto, oltre che nell’essere senza tempo, sta nel fatto che la band, pur mescolando tantissimi generi, è rimasta fedele all’hard rock duro e puro che l’aveva lanciata sulla scena. La popolarità eterna e il mix magistrale di elementi di vari generi con il sound «alla Guns» originale restano però all’ombra dell’argomento chiave per capire perché questo disco conti così tanto. Insieme al suo seguito, infatti, è l’ultimo album in studio della formazione originale (»The Spaghetti Incident« è una raccolta di cover) e anche l’ultimo che la band ha pubblicato nei successivi diciassette anni. Nel risultato finale c’è solo un difetto: qualche «filler di scarsa qualità» infilato tra i capolavori di cui sopra, che allunga il disco senza motivo. Sarebbe stato sicuramente interessante se la band, invece di due dischi, ne avesse fatto uscire uno solo, tenendosi le «code» negli archivi.  

Formazione

W. Axl Rose – voce, piano, sintetizzatore e arrangiamento del coro su “November Rain”, cori su “Dust N’ Bones” e “The Garden”, chitarra acustica su “Dead Horse”, tastiere su “Live and Let Die” e “Garden of Eden”, effetti sonori su “Perfect Crime” e “Garden of Eden”
Slash – chitarra su “Back off Bitch”, slide guitar su “Bad Obsession”, chitarra acustica e slide guitar su “The Garden”, dobro su “You Ain’t The First”, chitarra classica su “Double Talkin Jive”, chitarra acustica su “November Rain”, cori su “Right Next Door to Hell”, “Dust N’ Bones”, “Back off Bitch” e “Garden of Eden”, “talkbox” su “Dust N’ Bones”, basso a sei corde su “Right Next Door to Hell”
Izzy Stradlin – chitarra, cori, chitarra acustica su “You Ain’t The First”, chitarra solista su “Back off Bitch”, voce su “Dust N’ Bones”, “You Ain’t The First” e “Double Talkin’ Jive”, percussioni su “Bad Obsession”
Duff McKagan – basso, cori, chitarra acustica su “You Ain’t The First” e “Double Talkin’ Jive”
Dizzy Reed – tastiere, piano, clavinet su “Bad Apples”, cori su “November Rain”, “Garden of Eden” e “Bad Apples”, organo su “Dust N’ Bones” e “Don’t Damn Me”
Matt Sorum – batteria, percussioni su “Dust N’ Bones”, “Double Talkin’ Jive”, “The Garden” e “Coma”, cori su “November Rain” e “Bad Apples”, arrangiamenti del coro su “November Rain”

MUSICISTI OSPITI:
Shannon Hoon – cori su “Live And Let Die”, “November Rain”, “The Garden”, “Don’t Cry” e “You Ain’t The First”
Johann Langlie – programmazione su “Live And Let Die”, “November Rain” e “Garden Of Eden”, effetti sonori su “Coma”
Michael Monroe – armonica e sassofono su “Bad Obsession”
Reba Shaw – cori su “November Rain”
Stuart Bailey – cori su “November Rain”
Jon Thautwein – corno su “Live And Let Die”
Matthew McKagan – corno su “Live And Let Die”
Rachel West – corno su “Live And Let Die”
Robert Clark – corno su “Live And Let Die”
Tim Doyle – tamburello su “You Ain’t The First”
Alice Cooper – voce su “The Garden”; cori su “Dust N’ Bones”,
“Double Talkin’ Jive” e “Garden Of Eden”
West Arkeen – chitarra acustica su “The Garden”
Bruce Foster – effetti sonori su “Coma”

 

Produzione

Mike Clink & Guns N’ Roses

Tracklist

1. Right Next Door to Hell
2. Dust N’ Bones
3. Live and Let Die (Paul McCartney & Wings cover)
4. Don’t Cry” (original version)
5. Perfect Crime
6. You Ain’t the First
7. Bad Obsession
8. Back Off Bitch
9. Double Talkin’ Jive
10. November Rain
11. The Garden (featuring Alice Cooper and Shannon Hoon)
12. Garden of Eden
13. Don’t Damn Me
14. Bad Apples
15. Dead Horse
16. Coma

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