Genesis Revisited: Live At Hammersmith

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Hackett, Steve
Etichetta: Inside Out Records
Uscita: 2013
Voto: 5/5

Il mitico chitarrista Steve Hackett è un uomo in missione permanente per promuovere il progressive rock sinfonico di altissimo livello, quello che si suonava all’apice della sua popolarità (gli anni Settanta), quando lui stesso contribuiva a crearlo. Per ora Steve ha messo un po’ in un angolo i pezzi suoi, a favore di una promozione a tutto campo dei classici della sua ex band, i leggendari titani del progrock Genesis, e lo ha dimostrato in modo magnifico con l’ottimo album »Genesis Revisited II« (2012) e con i tour regolari a supporto del disco. Tutti i suoi concerti di questo periodo hanno avuto un riscontro eccezionale. L’ultimo live di Steve è stato registrato nella prestigiosa sala londinese Hammersmith Apollo e, come si conviene all’occasione, si intitola »Genesis Revisited: Live At Hammersmith«. L’album è disponibile anche come box set con triplo CD e doppio DVD.

Steve è stato nei Genesis dal 1971 al 1977: in quel periodo ha registrato cinque album con Peter Gabriel alla voce principale e due con Phil Collins al microfono. L’era con Hackett alla chitarra è giustamente considerata classica, perché i Genesis firmarono allora i loro lavori in studio più coraggiosi e innovativi dal punto di vista artistico e posero le colonne portanti del progressive rock sinfonico, cosa che Steve non ha dimenticato nemmeno dopo aver preso la strada da solista. Gran parte della sua produzione solista è dedicata al prog rock sinfonico, anche se, soprattutto negli anni Ottanta, ha sperimentato con più o meno fortuna anche altri generi.

L’amore per la musica dei Genesis non lo ha mai abbandonato, e lo ha dimostrato nel modo migliore già nel 1996 con l’album »Watcher Of The Skies: Genesis Revisited«. »Genesis Revisited II« è stato il seguito logico di questo suo rievocare la magnifica eredità dei Genesis, e nella sua carriera ha comunque già fatto molto più di tutti gli altri membri, ex e attuali, di queste leggende del progrock, che negli ultimi tempi tornano a far parlare di sé tra gli amanti della buona musica con le speculazioni su una possibile reunion della formazione classica.

»Genesis Revisited: Live At Hammersmith« è un live splendido, che cattura una serata magica fatta dell’esecuzione emozionante, incredibilmente sentita e tecnicamente impeccabile di alcuni dei classici più amati dei Genesis dell’era d’oro. Steve ha portato sul palco la sua band, che oltre al carismatico cantante Nad Sylvan, ottima ‘fase’ intermedia tra Gabriel e Collins, comprende il tastierista Roger King (noto soprattutto per la collaborazione con Gary Moore), il batterista Gary O’Toole (noto soprattutto per la collaborazione con Kylie Minogue), il sassofonista/flautista/percussionista Rob Townsend (noto soprattutto per la collaborazione con Bill Bruford) e il bassista Lee Pomeroy (It Bites, ex-Take That, Rick Wakeman), che ha sostituito l’impegnatissimo Nick Beggs (Kajagoogoo), e ha messo in scena un viaggio incantato attraverso alcuni dei capitoli migliori del suo variegato passato nei Genesis.

In questa impresa, in alcuni brani, lo hanno aiutato anche ospiti prestigiosi, sia alla voce che agli strumenti, come il cantante Nik Kershaw, il chitarrista Steve Rothery (Marillion), il bassista/cantante John Wetton (Asia, ex-King Crimson, UK, Uriah Heep, Family, Wishbone Ash), il chitarrista/cantante Jakko Jakszyk (King Crimson, ex-Level 42) e la chitarrista/cantante Amanda Lehmann, sorella di sua moglie Jo Lehmann. Tutti loro avevano già collaborato con Steve a »Genesis Revisited II«, quindi il loro ritorno dal vivo è stato solo un bonus in più, che in questa serata ha reso ancora migliori le esecuzioni dei singoli standard dei Genesis.

»Genesis Revisited – Live At Hammersmith« è dal primo all’ultimo secondo una golosissima delizia live, che farà felici tutti i ‘proggofili’, e in particolare chi venera l’era classica dei Genesis. L’epopea fantascientifica »Watcher Of The Skies« era in qualche modo la scelta attesa per aprire il concerto, visto che è uno dei sempreverdi più rappresentativi dei Genesis, che Steve e soci suonano con una dose abbondante di brillantezza e raffinatezza ambientale, rendendo omaggio anche alla versione originale. »The Chamber Of 32 Doors«, »Fly On a Windshield« e »Broadway Melody Of 1974«, queste ultime due con il batterista O’Toole alla voce principale, mentre su »The Lamia« le redini vocali passano a Nik Kershaw, con in più la chitarra di Steve Rothery, sono tutte riletture estremamente convincenti di alcuni ‘frammenti’ del doppio capolavoro concettuale »The Lamb Lies Down On Broadway (1974).

Tra gli epici allegorico-fantasy della serata spiccano le fenomenali versioni di »Dancing With The Moonlight Knight«, dove Steve tra le altre cose sfoggia anche la tecnica chitarristica del ‘tapping’, e di »The Musical Box«, dove la ‘star’ è Sylvan con la sua performance vocale teatrale, calandosi totalmente nel ruolo del vecchio nevrotico e moribondo dalle passioni insoddisfatte. »Shadow Of The Hierophant« non è un classico dei Genesis, anzi arriva dagli esordi della carriera solista di Steve, ma è nato in collaborazione con il bassista/chitarrista dei Genesis Mike Rutherford e anche per struttura è molto vicino ad alcuni classici dei titani del progrock. Sally Oldfield, sorella maggiore di Mike Oldfield, che cantava nella versione originale, è stata sostituita alla voce principale in modo più che dignitoso dalla chitarrista Amanda Lehmann. Anche se la versione originale resta un mondo a parte, alla band di Steve, con un uso più massiccio del flauto, è riuscito di nuovo di ricreare un’atmosfera estremamente intensa.

Con una versione molto buona di »Blood On The Rooftops«, sempreverde di »Wind & Wuthering« (1977), dove alla voce principale si ritrova ancora il batterista O’Toole, Steve e soci si spostano nell’era dei Genesis in cui al posto di Gabriel c’era già Collins al microfono. L’atmosfera intensa, pastorale ed eterea prosegue con successo anche in »Unquiet Slumbers For The Sleepers« e »In That Quiet Earth«, legati tra loro, mentre nell’epica »Afterglow« la voce principale passa al leggendario John Wetton, che fa il suo con un bel voto pieno. Ovviamente la compagnia di Steve non dimentica di eseguire lo scanzonato sempreverde »I Know What I Like«, il più grande successo dei Genesis dell’era Gabriel, che anche stavolta esce oltre ogni aspettativa e cattura fin nei minimi dettagli l’essenza del periodo classico.

Il capolavoro »A Trick Of The Tail« (1976) era rappresentato quella sera da due classici, l’esplosivo »Dance On A Volcano« e l’etereo »Entangled«, dove durante il ritornello brillano in coppia il chitarrista/cantante più recente dei King Crimson Jakko Jakszyk e la Lehmann. »Eleventh Earl Of Mar« è uno di quegli indimenticabili epici dei Genesis che troppo spesso, ingiustamente, si dimenticano quando si elencano i loro lavori migliori, per cui è ancora più bello ritrovarlo in scaletta dal vivo. Il culmine dell’intera serata, e quindi di questo album live, è stato la splendida esecuzione del magnum opus dei Genesis, il super-epico »Supper’s Ready«, stavolta allungato di poco più di quattro minuti, per arrivare a quasi mezz’ora. Nel bis la band di Steve conquista con un’ottima versione dell’epico sinfo-prog vittoriano »Firth Of Fifth«, dove brilla soprattutto il tastierista Roger King, per poi chiudere l’esibizione con la rivelazione sinfo-prog/jazz-rock fusion »Los Endos«.

La perfezione dal vivo è da sempre inseparabile dal nome di Steve Hackett. Se »Genesis Revisited: Live At Hammersmith« fosse stato registrato dalla formazione classica dei Genesis, sarebbe senza dubbio il loro miglior live ufficiale di sempre (per ora resta tale l’album »Seconds Out«, 1977). L’intero concerto della compagnia di Steve è stato quella sera votato a un unico obiettivo – ricreare la perfezione ambientale tipica dei Genesis classici – e ci è riuscita in pieno, anche grazie agli arrangiamenti aggiuntivi di Townsend ai fiati, tanto che questo è un documento dal vivo che non può mancare in nessuna collezione onesta di chi adora l’indimenticabile eredità dei Genesis e la non meno impressionante carriera solista di Steve.

Formazione

Steve Hackett – chitarra, voce
Roger King (Gary Moore, Snoop Doggie Dog, Jamelia) – tastiere
Gary O’Toole (Kylie Minogue, Chrissie Hynde) – batteria, percussioni, voce
Rob Townsend (Eddie Henderson, Bill Bruford, Django Bates) – sax, flauto, percussioni
Lee Pomeroy (Take That, Rick Wakeman) – basso
Nad Sylvan (Abba’s Michael B Tretow) – voce principale

MUSICISTI OSPITI:
Nik Kershaw – voce
Steve Rothery (Marillion) – chitarra
John Wetton (Asia, ex-King Crimson) – basso, chitarra, voce
Jakko Jaksyzk (King Crimson, ex-Level 42) – chitarra, voce
Amanda Lehmann – chitarra, voce

Produzione

Steve Hackett e Roger King

Tracklist

CD1
1. Watcher of the Skies
2. The Chamber of 32 Doors
3. Dancing with the Moonlit Knight
4. Fly on a Windshield
5. Broadway Melody of 1974
6. The Lamia
7. The Musical Box
8. Shadow of the Hierophant
9. Blood on the Rooftops

CD2
1. Unquiet Slumbers for the Sleepers
2. In That Quiet Earth
3. Afterglow
4. I Know What I Like
5. Dance on a Volcano
6. Entangled
7. Eleventh Earl of Mar
8. Supper’s Ready

CD3
1. Firth of Fifth
2. Los Endos

DVD1 – Full live show
DVD2 – Behind the scenes featurette

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