Risk of Everything
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Peterik & Scherer
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2015
Durata: 52:29
Voto: 4.5/5
Jim Peterik non ha bisogno di presentazioni. Ex membro chiave dei giganti dell’AOR Survivor, polistrumentista, cantante e produttore, è considerato allo stesso tempo uno dei più raffinati e rifiniti arrangiatori e compositori dell’intera era AOR. Da quando non fa più parte dei Survivor, la band non riesce in nessun modo a mettere insieme un nuovo album in studio. E questo dimostra solo quanto sia forte come compositore Peterik. Era una parte essenziale dell’anima e del lavoro dei Survivor. E quell’essenza ora si è trasferita altrove.
Peterik si è imbattuto nel cantante Marc Scherer quando era presente alla registrazione delle voci di Scherer per gli Arc of Ages negli studi Burr Ridge, in pieno centro a Chicago. Peterik non ha nascosto l’entusiasmo per la prova vocale di Marc, così lo ha invitato a registrare l’album »Immortal« dei Pride of Lions, dove i cori di Scherer si sono incastrati alla perfezione con la voce solista di Toby Hitchcock. Galvanizzato, Peterik ha deciso che prima o poi lui e Marc avrebbero dovuto registrare e pubblicare un album insieme.
Così è nato il progetto Peterik / Scherer ed è nato l’album »Risk of Everything«. Peterik resta incredibile. Il riciclo e il re-impacchettamento di motivi girati e rigirati mille volte, di cui l’AOR è piena dagli anni Ottanta in poi, resta il suo territorio. In questo mestiere il musicista è diventato un vero guru e un gran maestro, uno a cui è difficile stare alla pari, sia nei suoi lavori solisti in studio, sia con i Pride of Lions, sia nei lavori per altri artisti. A proposito di altri artisti, non si può ignorare il sodalizio con l’ex cantante dei Survivor, purtroppo scomparso, Jimi Jamison. Peterik scriveva regolarmente musica per gli album solisti di Jamison. Che ti piaccia o no, Scherer è in pratica una specie di sostituto di questo rituale consolidato di Peterik, e sull’album »Risk of Everything« questo regala momenti di grande nostalgia. Jamison non c’è più, ma »Risk of Everything« è più che un degno omaggio alla figura e all’opera di Jamison. Parliamoci chiaro: »Risk of Everything« è un album AOR/west coast rock di prima categoria.
Undici brani che convincono in pieno. Ancora una volta stupiscono le virtù di Peterik: una rifinitura incredibile, un mestiere solido e un’inventiva d’arrangiamento sopraffina che mantiene fresca la creatività. A brevi intervalli, infatti, sforna come su una catena di montaggio composizioni AOR di altissimo livello, e non se ne vede la fine. È un album tagliato su misura per tutti voi che amate Survivor, i lavori solisti di Jim Peterik, i lavori solisti di Jimi Jamison e in generale tutto ciò che sa di principi west coast AOR! I brani stanno uno accanto all’altro sull’album con pari dignità e, nei confini del genere AOR, offrono una dose soddisfacente di varietà e dinamismo. Tra questi segnalo (come favorito personale) Cold Blooded, che offre una perfetta brillantezza artistica west coast e una composizione impeccabile, intrisa di nostalgia. Nel ritornello drammatico il brano raggiunge un grande crescendo atmosferico. Negli anni Ottanta sarebbe diventato un ultra-hit, se l’avessero registrato e pubblicato i Survivor. I favoriti dovrete scoprirli da soli su questo album, ma tra i brani conquista di colpo anche The Dying of the Light, con la sua brillante magniloquenza e un’orecchiabilità ultramelodica. La ballad How Long Is the Moment è scritta praticamente per uno degli album degli artisti citati prima, e anche i Journey se la prenderebbero in un attimo. La maggior parte dei brani ha un’atmosfera risvegliante, adornata di solennità, che da sempre è il marchio di fabbrica delle composizioni di Peterik create per Survivor, Pride of Lions, eccetera…
Scherer unisce i contenuti vocali di Hitchcock e Jamison, e la sua voce è paragonabile anche a quella del compianto Brad Delp (Boston), poi a Rob Moratti (solista, Final Frontier, ex-Saga) e anche a Michael Sweet (Stryper). È cucito addosso allo stile compositivo di Peterik. Scherer tira fuori cinque ottave vocali. Con la voce uccide in ogni istante. Lascia a bocca aperta con una combinazione superiore di potenza, della sua capacità di portarla in qualsiasi registro, e di purezza melodica. E si dimostra anche un »giocoliere« vocale incredibilmente convincente e abile nelle parti più morbide dei brani, quando serve un approccio particolarmente delicato e sensuale.
I brani hanno tutto. Un passaggio fenomenale, una vera gradazione dell’atmosfera dalla strofa al ritornello con un crescendo pomposo nei ritornelli, parti »mid-eight« costruite con finezza, dove nei assoli le chitarre si aprono e portano una modulazione compatibile di melodia e atmosfere. Peterik ha dotato tutto di ulteriori ornamenti chitarristici nei passaggi, di sintetizzatori ospiti sullo sfondo, le tastiere vengono spesso spinte a un ruolo alla pari con le chitarre, e intanto ha caricato la magniloquenza con l’arma più potente dell’AOR: con le armonie vocali che avvolgono puntualmente le linee vocali di base di Scherer!
»Risk of Everything« è un prodotto a cui non puoi aggiungere nulla, e tanto meno togliere. L’unica osservazione è che attinge a materia musicale collaudata e già sentita. Ma visto che Peterik è proprio il musicista che ha messo una grossa tessera nel mosaico della formazione e definizione del suono e dello stile AOR degli anni Ottanta, qualsiasi accenno al riciclo è davvero superfluo. Si tratta di un lavoro di brillantezza artistica nello stile di un gran maestro!
Peterik / Scherer – Cold Blooded (video ufficiale):
Formazione
Marc Scherer – voce, cori
Jim Peterik – tastiere, chitarre, cori
Mike Aquino – chitarra
Klem Hayes – basso
Bob Lizik – basso
Bill Syniar – basso
Ed Breckenfeld – batteria
Nick Rich – batteria
Produzione
Jim Peterik
Tracklist
1. Risk Everything
2. Chance Of A Lifetime
3. Cold Blooded
4. Desperate In Love
5. Thee Crescendo
6. The Dying Of The Light
7. How Long Is A Moment
8. Brand New Heart
9. Broken Home
10. Milestones
11. Independence Day