Gora

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Gora
Etichetta: Lip Art Events
Uscita: 2016
Durata: 39:19
Voto: 4/5

Kevin Koradin (Tide, Revolver), Sergej Pobegajlo (Junaki nočne kronike, Ognjerezi, C4, Billysi, Bombe,  Krom) e David Debevec (Leeloojamais, Mary Rose) sono tre musicisti navigati. I primi due, in particolare, si portano dietro un bel po’ di chilometri tra studio e palco. Nel corso degli anni di avventure musicali questo trio ha messo le mani su un mazzo invidiabile di generi, come lasciano intuire anche i nomi delle band citate qui sopra.

Ma la cosa che conta davvero? La chimica. Come si siano trovati i ragazzi al loro primo jam insieme non importa nemmeno. Quello che conta è che l’intesa tra loro gli ha aperto la porta a un’avventura in una specie di tentazione musicale, che hanno battezzato Gora. Gora è una storia completamente nuova, con un carattere musicale tutto suo. Una nuova avventura. Dagli orizzonti cupi. Con una produzione incandescente e moderna, dall’accordatura bassa, bella grassa e di grande impatto. Più c’è rombo e frastuono, meglio la band sa sfruttare questi effetti e incastrarli in un muro sonoro valanghivo e massiccio, fatto di riff di chitarra che si rovesciano come onde. 

La chiave del successo è, in fondo, unire le sonorità di moda a un approccio elementare nel dare forma alle idee musicali.  Il suono delle chitarre, vivo, affilato in chiave metal e come posseduto, trova da una parte un basso profondo e pulsante a tenerlo saldo, dall’altra una marcia di batteria spoglia, piena di trovate con la doppia cassa e di fill di rullante spiritosamente piazzati, che aumentano la resa degli arrangiamenti e li riempiono con furbizia. Il risultato è un album carico di energia e voltaggio, che risucchia l’ascoltatore in un attimo. La ciliegina sulla torta è la voce di Koradin, calata in questo quadro sonoro: sputa una dose di veleno invidiabile e ben dosata, con un canto vissuto e furioso lungo tutto l’album. Anche se la band segue senza cedimenti la brutalità della frase guida scelta, tutti i brani sono comunque ben variati da modulazioni della melodia, soprattutto nei passaggi di mid-eight, e questo dà ulteriore movimento agli stati d’animo dell’album e tiene lo sviluppo su un livello dinamico alto. Non mancano nemmeno salti atmosferici verso territori acustici e organici.

Anche se la produzione è alla moda, il trio parte dagli elementi di base del metal e anche del rock’n’roll: i riff di chitarra sono spesso intrisi di thrash, e Koradin, rispetto a quanto fa con i Tide, è molto più esposto anche come chitarrista. Suona infatti tutti gli assoli, tutti gli ornamenti di chitarra sopra i riff e i passaggi di raccordo tra i motivi principali. Su questo fronte si può dire una cosa sola: Kevin Koradin non è solo un ottimo chitarrista, ma negli anni è diventato un arrangiatore e compositore raffinato. Di sicuro anche Sergej Pobegajlo ha messo a frutto con abilità il suo talento compositivo. Si vede che il trio si capisce benissimo a livello di idee e si completa in modo sensato. Tutti i brani si distinguono infatti per una struttura ben costruita, con testa e coda e picchi nei ritornelli. Koradin sfrutta ancora una volta con abilità il suo senso collaudato per la musicalità, che qua e là scarica con gusto l’altrimenti straordinaria saturazione produttiva del disco. I brani sono cantati per lo più in sloveno e proprio questo dà al disco un momento in più di »diversità« e riconoscibilità. È bello scoprire alcune caratteristiche vocali di Koradin mai sentite prima. Lo sloveno funziona alla grande nei pezzi.

»Gora« è un eccellente debutto in studio, che, vista la reputazione dei singoli membri del trio, era anche atteso sottotraccia. Ogni mossa è misurata, ponderata, rifinita, e questo album non porta zavorra musicale nemmeno per una singola, solitaria secondina. Anche quando si arriva a Draco, brano di oltre sette minuti, l’unico cantato in inglese, che la band muove con arrangiamenti abili, con passaggi compatibili e pieni di idee, non si ha mai la sensazione che il gruppo sia scivolato in una possibile aridità compositiva o nell’accostamento di motivi principali poco compatibili. Si può dire che la missione sia riuscita più che bene. Un album eccellente, attraversato da una vera miscela di esplosioni metal ad alto voltaggio, riff di chitarra che mordono, forme musicali solidissime e un suono dal vivo incandescente e appassionato. Suma sumarum.  Un prodotto musicale davvero speciale.

Gora – Megalodon (video ufficiale):

 

Formazione

Kevin Koradin – voce, chitarra
Sergej Pobegajlo – basso
David Debevec – batteria 

Produzione

Sergej Pobegajlo

Tracklist

1. Odpri oči
2. Glej naprej
3. Megalodon
4. Novi fašizem
5. Glasovi
6. Antarktika
7. Kdo je bog
8. Draco
9. Vojna X
10. Daleč od sonca 

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