Cemetery Junction
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Demon
Etichetta: Spaced Out Music
Uscita: 2016
Durata: 55:37
Voto: 4/5
I Demon sono sempre stati tra i più grandi bastian contrari della scena NWOBHM: si sono stufati piuttosto in fretta dell’heavy metal classico di scuola britannica e già prima della metà degli anni Ottanta hanno iniziato a flirtare col rock progressivo, per poi navigare nei dischi successivi, con più o meno fortuna, a metà strada tra metal, hard rock e prog. Questo vuol dire che hanno avuto un’influenza spesso trascurata, ma tutt’altro che trascurabile, sulla nascita del metal progressivo, e che sono stati una delle poche band metal britanniche della nuova ondata ad avere un tastierista in formazione, anche se non fin dall’inizio. Il momento chiave della loro carriera è stato probabilmente la morte prematura del chitarrista originale Mal Spooner nel 1984, che ha portato un bel cambio di rotta stilistico e l’ingresso delle tastiere nel loro collage sonoro, tanto che su »British Standard Approved« e »Heart of Our Time« (entrambi del 1985) ricordavano più i Pink Floyd che gli Iron Maiden.
»Cemetery Junction« è il titolo del loro ultimo album, il tredicesimo in studio, che farà felici tutti i fan di lunga data: è un classico disco heavy metal con quei testi cupi e socialmente provocatori per cui sono sempre stati famosi, arrangiamenti di tastiera di qualità firmati Karl Waye, un sacco di ricche armonie di chitarra tra David Cotterill e Paul Hume e prestazioni vocali da urlo ad opera di Dave Hill, rimasto l’unico membro originale di questi maestri della scena NWOBHM troppe volte ignorati. Sui »Cemetery Junction« i Demon non scherzano affatto: già dall’opener »Are You Just Like Me (Spirit of Man)« attaccano a piena potenza, appoggiandosi a larghe mani su possenti armonie di chitarra, massicci strati d’organo e sulla voce carismatica di Hill, che negli anni non ha perso né il mordente né l’autorevolezza. Nonostante i Demon siano uno dei rarissimi esponenti della scena NWOBHM a giurare sulle tastiere, questo non toglie nulla alla loro botta e alla grinta ribelle, anzi: arricchisce ancora di più il suono complessivo e garantisce quel tocco di unicità.
Il drammatico »Life in Berlin« si presenta con un ritornello possente, sfumature ritmiche in cavalcata ed epiche armonie di chitarra, mentre il non meno impressionante »Turn On the Magic« ha un perfetto sapore retrò anni Ottanta, di cui in parte è ‘colpevole’ anche la produzione del disco. Le armonie di chitarra, per non parlare degli assoli, sono sempre a un livello eccellente e degne della loro celebre eredità. »The Best Is Yet to Come« è un mix azzeccato di metal classico e arena rock pomposo, con drammatiche armonie di chitarra, sottili texture di synth e una prova vocale infuocata che tiene l’atmosfera maestosa sempre a pieno regime.
La malinconica »Queen of Hollywood«, con alcune linee di basso interessanti firmate Ray Walmsley, arrangiamenti di tastiera sottili e drammatiche voci in coro, mentre Hill nel testo rovescia un secchio intero di fango sulle derive dell’industria cinematografica americana, è uno dei momenti più interessanti di »Cemetery Junction«. »Thin Disguise«, uno dei pochi momenti più lenti, ha un’atmosfera solenne e ricorda un po’ le epiche power ballad tipiche dei Magnum, con cui i Demon hanno ogni tanto anche qualche parentela sonora. Dopo una leggera calma con la title track arriva uno dei momenti più d’impatto e al tempo stesso più belli del disco, dove si mescolano atmosfera cupa e inquietante ed epicità, grazie soprattutto alla prestazione eccezionale di Hill al microfono, mentre sullo sfondo crescono drammatiche armonie di chitarra.
»Drive« naviga con successo tra hard rock e heavy metal melodico, con il batterista Neil Ogden che sfodera qualche stacco niente male, mentre »Miracle« è un drammatico incrocio tra power ballad e hard rock battagliero, guidato da armonie di chitarra a tre voci. »Out of Control«, un po’ rognosa e più oscura, in cui i Demon giocano con le proprie radici sonore più tenebrose, è un esperimento leggermente caotico. Il pezzo di chiusura dal taglio ambient, »Someone Is Watching You«, dove Hill distorce la voce in modo camaleontico, potrebbe tranquillamente essere la colonna sonora di un film horror, mentre a conquistare davvero è soprattutto il finale epico, con drammatiche armonie di chitarra, ricchi arrangiamenti di tastiera e misteriose voci in coro. In chiusura non mancano il boato di un fulmine, l’ululato dei lupi e il sussurro di ‘fantasmi’.
»Cemetery Junction« è uno dei dischi migliori usciti nel 2016 dai ‘sopravvissuti’ della scena NWOBHM, quindi i Demon possono andarne fieri senza riserve. In gran parte il disco fa ‘risvegliare’ di nuovo i Demon classici degli anni Ottanta. Chi non è rimasto troppo entusiasta degli ultimi lavori in studio di Iron Maiden e Magnum, con »Cemetary Junction« si beccherà una dose piena di heavy metal/hard rock epico, con un mix vario e ben dosato di ‘vecchia scuola’ e qualche tocco sonoro più moderno. Tutti i dischi dei Demon usciti dopo il ritorno sulla scena nel 2001 sono stati più o meno di qualità, e ognuno è stato un piccolo passo avanti rispetto al precedente, quindi è giusto che questa tendenza positiva venga premiata come si deve. Fa piacere sentire (e vedere) che alcuni esponenti di culto della scena NWOBHM restano forti in fase di scrittura e arrangiamento anche nel 21° secolo, e che sul palco non gli manca lo slancio giovanile.
https://www.youtube.com/watch?v=XSzr8ENCaR0
Formazione
Dave Hill – voce
David Coterill – chitarra
Paul Hume – chitarra
Ray Walmsley – basso
Karl Waye – tastiere
Neil Ogden – batteria e percussioni
Produzione
Demon
Tracklist
1. Are You Just Like Me (Spirit of Man)
2. Life in Berlin
3. Turn On the Magic
4. The Best Is Yet to Come
5. Queen of Hollywood
6. Thin Disguise
7. Cemetery Junction
8. Drive
9. Miracle
10. Out of Control
11. Someone’s Watching You