Fairport Convention: Liege & Lief
Data di uscita: Dicembre 1969
Etichetta: Island Records
Produzione: Joe Boyd
Durata: 40:33
Genere: folk rock britannico/folk rock
Voto: 10/10
Con «Liege & Lief» i pionieri del folk rock Fairport Convention hanno sfornato il loro primo capolavoro sempreverde e, con ogni probabilità, il disco più importante e più venerato nella storia del folk rock britannico. Con l’aiuto dello straordinario chitarrista e compositore Richard Thompson, della cantante dalla voce eterea Sandy Denny, del visionario bassista Ashley Hutchings, del chitarrista appassionato Simon Nicol, del violinista ‘rinascimentale’ Dave Swarbrick e dell’eccellente batterista Dave Mattacks, è nato l’album che ha fatto da spartiacque per il folk rock inglese.
Gli arrangiamenti riarrangiati di brani del tesoro della musica folk britannica dei secoli passati hanno affiancato composizioni originali sempre più complesse, mentre la chitarra elettrica, soprattutto grazie a Thompson, ha cominciato a ritagliarsi nella loro musica un ruolo molto più grande rispetto ai tre album precedenti. Mattacks ha sostituito con successo il predecessore Martin Lamble, morto in un incidente stradale, mentre Swarbrick, che con i Fairport Convention aveva già collaborato come ospite nel disco precedente «Unhalfbricking» (1969), con i suoi arrangiamenti d’archi ha quasi rivoluzionato il suono di questi pionieri del folk rock, sempre più ambiziosi. Alcuni dei testi più belli e più personali di Thompson si trovano proprio in questo album epocale, che ha ‘scritto il capitolo chiave’ del folk rock britannico. Tutte le influenze del folk rock americano, in questa fase dell’evoluzione sonora dei Fairport Convention, erano completamente sparite e la band aveva definitivamente plasmato il proprio suono inconfondibile.
Su «Liege & Lief» i classici del folk rock si susseguono uno dopo l’altro, mentre il suono del disco è segnato, oltre che dai brani originali, soprattutto dalle versioni in chiave elettrica di canzoni folk tradizionali inglesi, dalle acrobazie d’archi di Swarbrick e dal canto drammatico ma allo stesso tempo vellutato di Sandy. L’opener «Come All Ye», prototipo del classico alla Fairport Convention, è un pezzo completamente originale con un battito che sveglia i morti, un robusto riff di chitarra e un ritornello a più voci.
«Reynardine» è una ballata folk tradizionale inglese riarrangiata, uno dei primi esempi di fusione approfondita e convincente tra il folk tradizionale inglese e la musica rock. Reynardine è una creatura mitologica della mitologia anglosassone: una specie di volpe magica che all’occorrenza si trasforma in un seducente damerino. In questo modo ama ipnotizzare le giovani donne, che in trance lo seguono fino al suo castello. Quale sorte, malvagia o benevola, le attenda lì è ancora oggi oggetto di congetture popolari. Dal testo si capisce che si tratta di una ballata dell’epoca vittoriana, visto che contiene un’evidente morale che mette in guardia le ragazze dai vari ‘volpacchiotti’ sconosciuti.
«Matty Groves», che si è imposta in fretta come un sempreverde dei Fairport Convention e oggi dà il nome alla loro etichetta indipendente, era la versione riarrangiata di una ballata folk tradizionale originaria del nord dell’Inghilterra, che racconta di un amore proibito tra un giovane povero e una bella nobildonna. La storia si chiude in modo tragico: il ricco marito della nobildonna scopre l’amante di lei e prima fa fuori Matty, poi anche la moglie infedele. In alcune versioni alla fine uccide pure sé stesso, dopo aver capito il valore del vero amore e riconosciuto il proprio errore. Il pezzo contiene uno dei riff di chitarra più iconici di Thompson, con un sopraffino intreccio di assoli di violino malinconici. Il canto drammatico di Sandy e l’improvviso cambio di passo nella parte centrale, quando dal modo decisamente minore si passa a quello maggiore, scatenato e allegro, è il momento in cui la band trasforma di colpo questo lamento musicale in una festa quasi danzereccia.
La ballata romantica «Farewell Farewell», con il canto fenomenale della cantante morta tragicamente, era dedicata alla defunta fidanzata di Richard, Jeannie Franklyn, che insieme al precedente batterista Lamble perse la vita nel grave incidente stradale di cui sopra, per il quale la band rischiò quasi di sciogliersi. «The Deserter» è un brano folk tradizionale inglese riarrangiato, che punta tutto su fitti arrangiamenti di violino.
Il vivace medley strumentale «The Lark In the Morning/Rakish Paddy/Foxhunter’s Jigg/Toss the Feathers», con i suoi selvaggi passaggi di chitarra e violino, è uno dei primi esempi di folk rock progressivo, con cui il gruppo di culto avrebbe flirtato anche negli anni successivi della carriera. Il livello di virtuosismo qui è invidiabile e dimostra che passo da gigante abbia fatto questa band in appena due anni dalla fondazione, nel 1967. Il tutto ricorda un mix tra l’accompagnamento per un ballo nuziale irlandese davanti a un casino di caccia e quello per la battuta di caccia mattutina dei ‘montanari’ scozzesi alla selvaggina locale.
«Tam Lin», un altro dei picchi di «Liege & Lief», è un brano folk tradizionale riarrangiato, che arriva dalla zona di confine tra Inghilterra e Scozia e racconta la storia del legame tra una giovane ragazza e un ibrido umano-fatato di nome Tam Lin, un tempo mortale. Quest’ultimo vorrebbe liberarsi, con l’aiuto della bella fanciulla, dell’incantesimo che gli ha lanciato contro la regina delle fate. Un dramma ambientale con arrangiamenti di sapore celtico e un canto marcatamente drammatico, che cresce dall’inizio alla fine attraverso intelligenti svolte ritmiche.
A chiudere l’album in modo malinconico è il sempreverde «Crazy Man Michael», un’altra creazione originale, il cui testo parla di un uomo che ha ucciso il suo unico vero amore e da allora è condannato a vagare per il mondo in eterno, senza costrutto. Secondo alcune fonti si tratta di un testo autobiografico di Richard, scritto poco dopo la tragica perdita della sua amata. In alcune ristampe di «Liege & Lief» è uscita come bonus track una speciale versione vocale di «Sir Patrick Spens», standard dei Fairport Convention. Questa è uscita ufficialmente per la prima volta sul disco successivo «Full House» (1970), mentre questa versione primitiva del brano folk tradizionale britannico riarrangiato era stata registrata ancora con Sandy alla voce principale.
«Liege & Lief» è la pietra angolare della scena folk rock britannica e un disco che dovrebbe stare nella collezione di qualsiasi amante della buona musica, anche se il folk rock non è proprio tra i tuoi generi preferiti. Con questo album i Fairport Convention hanno messo a segno il loro risultato più importante e rappresentativo, e finalmente anche il tanto sospirato salto commerciale.
Purtroppo però non è bastato a convincere Denny e Hutchings a restare nella band. Hutchings se n’è andato e ha continuato a gettare le fondamenta del folk rock inglese, prima come membro fondatore degli Steeleye Span e poi con The Albion Band. Denny, insieme al futuro marito Trevor Lucas, ha fondato i Fotheringay, band di breve durata che prende il nome dall’omonimo classico dei Fairport Convention. In seguito Lucas è entrato nei Fairport Convention, dove nel 1974 ha attirato anche Denny, che nella sua breve vita ha registrato pure quattro album da solista e ha partecipato al classico dei Led Zeppelin «Battle For Evermore». La reunion, solo in apparenza da favola, non ha trovato la risposta commerciale sperata ed è durata appena il tempo di un album dal vivo, «Live Convention» (1974), e di un album in studio, «Rising for the Moon» (1975). Denny ha chiuso tragicamente la sua parabola nel 1978, a soli 31 anni, per le complicazioni dopo una caduta dalle scale.
Autore della recensione: Peter Podbrežnik
Tracklist:
1. Come All Ye (4:55)
2. Reynardine (4:33)
3. Matty Groves (8:08)
4. Farewell, Farewell (2:38)
5. The Deserter (4:10)
6. Medley : The Lark In The Morning/ Rakish Paddy/ Foxhunter’s Jig/ Toss The Feathers (4:00)
7. Tam Lin (7:20)
8. Crazy Man Michael (4:35)
Due bonus track nell’edizione CD dell’album del 2002:
9. Sir Patrick Spens (Sandy Denny alla voce principale) (4:00)
10. Quiet Joys Of Brotherhood (Take 1) (7:48)
Fairport Convention:
Sandy Denny – voce, arrangiamenti (10)
Richard Thompson – chitarra elettrica e acustica, cori
Simon Nicol – chitarra elettrica e acustica, cori
Dave Swarbrick – violino, viola
Ashley Hutchings – basso, cori
Dave Mattacks – batteria, percussioni
