Fairport Convention: Unhalfbricking

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Data di uscita: 03.07.1969
Etichetta: Island Records
Produzione: Joe Boyd, Simon Nicol e Fairport Convention
Durata: 39:24
Genere: British folk rock
Voto: 9/10

I campioni del folk rock inglese Fairport Convention nel 1969 erano in una forma da sogno e in uno slancio tale da sfornare nello stesso anno ben tre album in studio, cosa che non si sarebbe mai più ripetuta. Dopo l’arrivo della straordinaria cantante Sandy Denny, che aveva fatto sì che il loro secondo disco, «What We Did on Our Holidays», venisse riconosciuto come uno dei primi classici del folk rock britannico, sembrava che niente potesse fermarli. Ma le prime nuvole nere iniziarono ad addensarsi quando la band fu colpita da una terribile tragedia: in un incidente stradale, a bordo del furgone, morirono il batterista Martin Lamble, appena diciannovenne, e Jeannie Franklyn, all’epoca fidanzata del chitarrista Richard Thompson. Il bassista Ashley Hutchings (poi negli Steelye Span), che era in macchina anche lui, se la cavò con qualche ferita e la camicia insanguinata, mentre gli altri membri erano talmente traumatizzati che il futuro dei Fairport Convention, nel 1969, restava appeso a un filo sottilissimo.

Pochi mesi dopo «What We Did on Our Holidays» e la tragedia che li aveva quasi fatti sciogliere, andarono comunque avanti e registrarono un altro album di transizione di altissimo livello, «Unhalfbricking», in cui spinsero ancora più in là la loro trasformazione: da gruppo che suonava per lo più cover di nomi folk americani, con Bob Dylan in testa, a collettivo ambizioso che giurava su un mix di musica folk tradizionale britannica e rock.

Su «Unhalfbricking» ci sono tre cover di pezzi allora inediti di Dylan: «Si Tu Dois Partir», che è anche il momento meno interessante di tutto il disco ma come singolo ebbe un’ottima risposta commerciale, «Percy’s Song» e «Million Dollar Bash», mentre «A Sailor’s Life» è una versione riarrangiata di un canto folk marinaresco tradizionale. Quest’ultima, con una lunga jam strumentale, Thompson, Simon Nicol, Hutchings e Lamble la trasformano in uno dei primi esempi di prog folk rock.

Anche stavolta non sono mancati i cambi di formazione. Su «Unhalfbricking» Iain Matthews partecipa solo come ospite, con delle voci aggiuntive, mentre come musicisti ospiti compaiono il flautista Dave Swarbrick e il batterista Dave Mattacks, che di lì a poco avrebbero ricevuto l’invito a diventare membri ufficiali. A firmare l’apertura malinconica ci pensa «Genesis Hall» di Thompson, uno dei pezzi migliori della sua lunga e ricca carriera, intriso di magici arrangiamenti celtici, mentre la voce eterea della Denny porta con sé il vero dramma nostalgico. La Denny su «Unhalfbricking» dà il meglio con la ballata di sua composizione «Who Knows Where the Time Goes», che, soprattutto grazie alla sua interpretazione nostalgica, è diventata in fretta uno dei classici dei Fairport Convention.

Nonostante sia nato in un periodo pesante e traumatico per i titani del folk rock inglese, «Unhalfbricking» si è rivelato uno dei loro traguardi migliori e ha dato alla band nuova energia per proseguire la carriera. Per quanto possa suonare orribile, è stato proprio il trauma appena vissuto a incidere sull’enorme forza espressiva della maggior parte dei testi di «Unhalfbricking» e sull’atmosfera marcatamente malinconica della parte del leone di questo album. I Fairport Convention spinsero ancora di più il loro straordinario slancio creativo e prima della fine del 1969 realizzarono il loro primo capolavoro folk rock, «Liege & Lief», che portò loro un breve successo internazionale, dolceamaro.

Autore: Peter Podbrežnik

Tracce:
1. Genesis Hall (3:35)
2. Si Tu Dois Partir (2:18)
3. Autopsy (4:20)
4. A Sailor’s Life (11:08)
5. Cajun Woman (2:42)
6. Who Knows Where The Time Goes (5:08)
7. Percy’s Song (6:46)
8. Million Dollar Bash (2:54)

Fairport Convention:
Sandy Denny – voce, clavicembalo
Richard Thompson – chitarra elettrica e acustica, dulcimer elettrico, fisarmonica, organo, cori
Ashley Hutchings – basso, cori
Simon Nicol – chitarra elettrica e acustica, dulcimer elettrico, cori
Martin Lamble – batteria

Musicisti ospiti:
Iain Matthews – cori in “Percy’s Song”
Dave Swarbrick – whistle in “Si Tu Dois Partir”, “A Sailor’s Life” e “Cajun Woman”, mandolino in “Million Dollar Bash”
Trevor Lucas – triangolo in “Si Tu Dois Partir”
Marc Ellington – voce in “Million Dollar Bash”
Dave Mattacks – batteria in “Ballad of Easy Rider”

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