The Dear Hunter: Act I: The Lake South, The River North
Etichetta: Triple Crown Records
Data di uscita: 26. 9. 2006
Produzione: Casey Crescenzo
Durata dell’album: 38.26 min
Genere: Progressive Rock / Experimental Rock / Indie Rock
Voto: 9.5/10
»Act I: The Lake South, The River North« è stato l’esordio dei moderni progsters americani The Dear Hunter, che un anno prima avevano pubblicato un demo intitolato »Dear Ms. Leading« (2005). »The Lake South, The River North« era il primo capitolo di una saga concettuale in sei parti che i The Dear Hunter hanno portato avanti nei cinque album successivi. La band, espressione della nuova generazione del rock progressivo e nata non poi così tanto tempo fa, nel 2005, è partita come side project del cantante, chitarrista e tastierista Casey Crescenzo, che prima faceva parte dei The Receiving End of Sirens, formazione sperimentale sciolta e poi tornata in vita, fino a quando gli altri membri non l’hanno sbattuto fuori dal gruppo.
All’epoca del debutto i The Dear Hunter erano un duo: Crescenzo ha cantato tutte le parti vocali, tranne i cori su alcuni brani, ha suonato chitarra e tastiere e si è occupato della produzione, mentre alla batteria c’era suo fratello Nick.
Il primo capitolo del concept, che avrebbe poi avuto altri cinque seguiti su una selezione di album dei The Dear Hunter (non tutti), è ambientato tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento e racconta i primi anni di vita di un personaggio chiamato Dear Hunter che, a detta di Crescenzo, è più un antagonista che un eroe e ha un bel po’ di debolezze molto umane. Già nell’infanzia, passata avvolto nel ‘cellophane’ di una madre oltremodo possessiva, Dear Hunter va incontro, attraverso un percorso educativo fallito, alla rovina personale e alla fine della sua vita. Insomma, è tutto fuorché un personaggio positivo e, più che a un bravo scout cattolico, fa pensare al Pinocchio di Collodi, ma senza lieto fine. Crescenzo, che nel protagonista ha riversato anche qualche trauma infantile suo, con questo concept relativamente complesso voleva prendere le distanze dal già citato demo »Dear Ms. Leading«, che attraverso la storia di una prostituta raccontava la sua frustrazione personale nei confronti delle donne e di cui, per i contenuti immaturi e tipicamente adolescenziali, era tutto fuorché fiero.
Dal punto di vista musicale, già nell’esordio i The Dear Hunter avevano uno stile più o meno definito, un frullato di tanti generi: prog rock sinfonico, art rock, indie rock e pop barocco, con i due fratelli Crescenzo già a quel punto maestri dei rispettivi strumenti. L’approccio vocale di Casey Crescenzo, per lo più molto piacevole, è comunque ‘da palati selezionati’: certi puristi del prog storceranno il naso davanti al suo timbro a tratti un po’ ‘piagnucoloso’, tipico dei cantanti alternative/indie rock, ma la sua voce si incastra benissimo nella musica della band, e quel retrogusto ‘piagnucoloso’ si sente solo quando canta sulle note alte, e anche lì solo ogni tanto. La musica dei The Dear Hunter è fatta anche di tante armonie vocali corali, che di solito riescono a far salire il clima gotico e misterioso della maggior parte dei pezzi di »Act I«.
»Battesimo Del Fuoco« è una breve introduzione a cappella in cui Crescenzo dimostra di padroneggiare le armonie vocali corali, con un’influenza dei Queen ben percepibile. Lo strumentale sinfonico »The Lake South«, intriso di atmosfere misteriose e gotiche, è ricamato da arrangiamenti di tromba firmati dall’ospite Tom Neeson. Segue il passaggio alla travolgente e sperimentale »City Escape«, che si apre con una parte prog metal a base di fraseggi di chitarra tirati e stacchi di batteria nervosi, ma vira in fretta su territori più sperimentali e sinfonici, mentre le armonie vocali corali alzano ancora la tensione di un’atmosfera misteriosa e un po’ cupa.
La malinconicissima »The Inquiry of Ms.Terri«, con i suoi arrangiamenti di pianoforte, le armonie vocali corali e certe sfumature ritmiche un po’ jazz, ti convince dell’eclettismo stilistico della musica dei The Dear Hunter. Nelle armonie vocali corali si sente anche la voce d’accompagnamento da operetta dell’ospite Judy Crescenzo. »1878«, uno dei picchi di »Act I«, è una power ballad malinconica piena di begli arrangiamenti sinfonici, passaggi di chitarra acustica e armonie vocali eclettiche. Un’ottima sferzata sperimentale arriva dall’assolo d’organo nel finale.
»The Pimp and the Priest« a tratti suona come musica da cabaret e, in perfetto stile col titolo, ricorda la colonna sonora di uno strip club. Anche stavolta in primo piano ci sono complesse armonie corali che alzano la tensione drammatica e movimentata. L’epica e un po’ nostalgica »His Hands Matched His Tongue« si apre come una ballad delicata, di taglio acustico, ma si trasforma in fretta in qualcosa di più energico, in cui il talento vocale di Casey brilla in tutta la sua forza. Il tutto si chiude con armonie corali eteree e dai colori nostalgici, che rafforzano ancora di più la sensazione che il concept di »Act I« arrivi da un tempo lontanissimo. »Act I« si conclude con »The River North«, un breve strumentale giocato sul pianoforte. Nell’ultimo minuto del brano si nasconde un altro breve strumentale nascosto che, più che a una vera composizione, somiglia a un piccolo esercizio di tono.
I The Dear Hunter, nella fase iniziale della loro carriera più o meno un progetto di famiglia dei fratelli Crescenzo, con l’esordio hanno già dimostrato che sarebbero andati lontano e che li aspettava un futuro interessante. Fin da subito hanno messo insieme un debutto in studio molto interessante e hanno fatto vedere di non essere l’ennesima band del mucchio dei prog revivalisti, ma di provare a costruire un approccio abbastanza originale al rock progressivo contemporaneo: ascoltando »Act I« cadono tutti i paragoni con le leggende del prog e del rock classico, a parte i Queen, a cui i The Dear Hunter fanno ogni tanto pensare per le loro armonie vocali corali così elaborate. »Act I« nel 2019 è stato ristampato con una copertina diversa. Quest’ultima, a differenza della versione originale, che è tutta un’altra cosa, avrebbe probabilmente avuto il via libera anche del nostro leggendario maestro della pittura Maksim Gaspari.
Autore: Peter “Dr. ProgRock” Podbrežnik
Tracklist:
1. Battesimo Del Fuoco (1:56)
2. The Lake South (1:43)
3. City Escape (5:56)
4. The Inquiry of Ms. Terri (5:56)
5. 1878 (7:02)
6. The Pimp and the Priest (6:00)
7. His Hands Matched His Tongue (6:00)
8. The River North (4:03)
Formazione:
Casey Crescenzo – voce, chitarra, basso, pianoforte, organo, programmazione della batteria, percussioni
Nick Crescenzo – batteria
Musicisti ospiti:
Judy Crescenzo – cori nei brani n. 3 e 4
Dan Nigro – voce nel brano n. 5
Phil Crescenzo – organo nel brano n. 5
Tom Neeson – tromba
Andrew Borstein – trombone
Ryan Muir – tromba, corno francese
