Iron Savior: Reforged – Ironbound

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Etichetta: AFM Records
Data di uscita: 26. 8. 2022
Produzione: Piet Sielck
Durata della compilation: 123.26 min
Genere: Power Metal
Voto: 9/10


Iron Savior non hanno bisogno di presentazioni per il vero powermetallaro. A guidarli è il grande capo Piet Sielck, che ha più o meno la stessa età dell’heavy metal. Anzi, in realtà è pure più vecchio. Voglio dire che Piet c’è sempre stato. Là dove nasceva quella che chiamiamo la nuova ondata del metal tedesco, in cui i primi Accept si possono intendere un po’ come i primi Judas Priest sulla strada della loro trasformazione, che però fu molto più breve di quella dei Priest.

Taglio corto. Piet Sielck si è deciso a fondare una band tutta sua relativamente tardi. Persino un filo troppo tardi. Gli Iron Savior sono nati nella seconda metà dei Novanta, quando la scena metal era diventata per un po’ parecchio ostile agli elementi melodici, e soprattutto al canto pulito e autorevole. Sielck, che prima aveva prodotto album chiave dei Blind Guardian, con gli Iron Savior ha quindi pubblicato il debutto in studio solo nel 1997, e altri dischi sono arrivati a ruota. E che dischi! Gli Iron Savior sono sinonimo di brillantezza power metal, quella che solo la scuola ortodossa del metal teutonico tedesco sa servire. Peccato che tutti questi album, uno dietro l’altro e incredibilmente, siano passati inosservati sulla scena. Anzi, per quanto sembri buffo, solo di recente, a più di due decenni dalla nascita, gli Iron Savior sono riusciti a spezzare questo maleficio. L’album «Kill Or Get Killed» del 2019 (recensione di RockLine) gli ha portato il 54° posto in classifica, l’ultimo e in tutto tredicesimo «Skycrest» del 2020 addirittura il 95°.

Comunque sia, eccoci davanti alla seconda compilation, intitolata «Reforged – Ironbound», firmata da una band che può davvero vantare una discografia splendida, a prescindere da quanto siano diventati visibili nel tempo sulla scena internazionale. A differenza della prima compilation «Reforged – Riding On Fire» (2017, recensione di RockLine), stavolta in studio con la band c’era Kai Hansen, amico di Sielck fin dai tempi della nascita degli Helloween, se non da prima. Insieme, insomma, hanno attraversato tutti i diluvi universali di proporzioni bibliche. Kai ha suonato nel primo album degli Iron Savior ed è comparso anche in quelli successivi come ospite speciale. L’invito a collaborare è stato quindi una scelta del tutto logica. E c’è di più. Non solo Kai suona e canta tutte le parti originali, come ai tempi del suo ‘servizio’ ufficiale negli Iron Savior, ma Sielck ha coinvolto anche il figlio di Kai, il 23enne Tim Hansen, chitarrista degli Induction, che ha contribuito a questa compilation con un assolo di chitarra. Tim Kanoa Hansen era appena nato quando gli Iron Savior pubblicarono il loro secondo album in studio, “Unification”.

Questa serie di classici rifatti dà sensazioni simili a quelle della prima parte, e non c’è nulla di sorprendente. Si concentra di nuovo sul materiale dei primi cinque album, usciti tra il 1997 e il 2004, con il baricentro spostato sui brani di «The Dark Assault» (2001) e «Unification» (1999), visto che il materiale degli altri album, «Iron Savior» (1997), «Condition Red» (2002) e «Battering Ram» (2004), Sielck e compagni l’avevano per lo più già consumato per la prima compilation «Reforged».

In studio non può andare storto proprio niente. Non lo dimostra solo l’alta qualità anche degli ultimi album in studio della band, e l’attuale «Skycrest» (2020, recensione di RockLine) non fa eccezione, ma anche il materiale raccolto in questa nuova compilation, che arriva dall’era classica della band e che oggi, nel cuore dei fan, ha in un certo senso raggiunto lo status di culto dei grandi evergreen del power metal. Se voglio caricare un po’ la mano: è diventato una specie di ‘mito intoccabile’. La scaletta di questa nuova uscita, cioè la seconda parte delle due compilation «Reforged», non è mescolata, ma segue l’ordine degli anni di uscita dei primi cinque album in studio. In coda alla compilation sono state aggiunte anche quattro cover, che erano presenti come b-side dei singoli pubblicati.

Visto che oggi i primi quattro album sono fisicamente difficili da trovare, ammesso che si trovino, e non si sa bene come stia la questione della vendita dei diritti d’autore della precedente etichetta Noise Records, anche «Reforged – Ironbound» è una compilation graditissima, perché porta agli amanti del power metal il materiale classico della band, che è di nuovo disponibile anche in formato fisico (2CD, 2LP).

Esecuzione e selezione sono quindi la quintessenza di una brillantezza rodata e del grande perfezionismo di Sielck e soci, una costante più che prevedibile da parte di un musicista, produttore e, non ultimo, visionario musicale così esperto. La compilation «Reforged – Ironbound» è un nuovo emblema di tutto questo e una giostra power metal di altissimo livello dell’età d’oro della band, che gli amanti del vero power metal europeo devono semplicemente avere nella propria collezione di dischi.

Autore: Aleš Podbrežnik

Tracklist:
CD1.:
1. Children Of The Wasteland
2. Protect The Law
3. Starborn
4. Deadly Sleep
5. Forces Of Rage
6. Brothers (Of The Past)
7. The Battle
8. Unchained
9. Seek And Destroy
10. Solar Wings
11. Made Of Metal
12. Predators
13. Firing The Guns
14. Back Into The Light

CD2.:
1. Ironbound
2. Paradise
3. Thunderbird
4. Tyranny Of Steel
5. Riding Free
6. Starchaser
7. Living On A Fault Line (bonus)
8. Crazy (bonus)
9. Sweet Dreams (bonus)
10. Crazy Radio Edit (bonus)

Formazione:
Piet Sielck – voce, chitarra
Joachim “Piesel” Küstner – chitarra
Jan-Sören Eckert – basso
Patrick Klose – batteria

Musicisti ospiti:
Kai Hansen – voce, chitarra
Tim Kanoa Hansen – chitarra


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