Stryper: When We Were Kings

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Etichetta: Frontiers Music Srl.
Data di uscita: 13. 9. 2024
Produzione: Michael Sweet
Durata dell’album: 45.55 min
Genere: Heavy Metal
Voto: 9.0/10


Gli Stryper, leggendari, possiamo dire, per quel genere metal dal taglio “cristiano” a cui sono rimasti fedeli fin dagli inizi – band iconica degli anni Ottanta – sono probabilmente l’unico gruppo ad aver superato tutte le tempeste e ad essere ancora in attività senza sosta, a piena potenza, anche nel 2024. E per giunta con una formazione che per tre quarti coincide con quella originale. Alla guida c’è il motore principale, un compositore, arrangiatore, produttore e chitarrista incredibilmente raffinato e, soprattutto, un cantante dal carisma micidiale: Michael Sweet, che a sessant’anni “freschi freschi” resta penetrante e giovanilmente creativo quando scrive musica! Come se la carriera musicale degli Stryper fosse appena cominciata.

Gli Stryper, infatti, a meno di due anni dall’uscita di «The Final Battle» (2022, recensione su RockLine) hanno messo insieme di nuovo una dozzina di inni heavy metal eccezionali, che ti agguantano uno dopo l’altro anche sull’ultimo lavoro «When We Were Kings». Il nuovo album è nettamente più cupo del predecessore, e anche più oscuro di una serie di altri lavori post-millennio della band, che peraltro si distinguono per una costanza qualitativa pazzesca, dove i superlativi non mancano proprio mai.

Una frase forte, con un colpo di scena d’impatto che ti prende all’istante, porta i pezzi dritti a un ritornello ultra-contagioso e melodico, che ti chiama in causa con un livello ancora più alto di invadenza irresistibile. Tirare fuori pompa e bombast secondo la ricetta di Sweet resta un genio a modo suo. Teatro drammatico al massimo! A ogni passo della scaletta del nuovo album. Non è una scoperta nuova per gli Stryper, ma uno standard di qualità che, vista la perfezione dimostrata nel comporre e nel produrre, ti toglie il fiato ogni volta da capo. Gli album si susseguono a intervalli relativamente brevi e ognuno è, a modo suo, un risultato brillante.

Gli assoli di Fox e Sweet, le armonie a tre voci e gli altri ghirigori nei passaggi mettono la ciliegina sulla torta di tutto questo teatro. In primo piano, al centro di tutto, c’è la voce di Sweet, riconoscibile a un miglio di distanza, che con l’età matura non mostra il minimo cedimento e riesce ancora a raggiungere altezze vocali pazzesche, mantenendo intatta la forza espressiva (gli urlo nella title track tolgono letteralmente il fiato). Nei ritornelli la voce è armonizzata e sostenuta da più linee vocali, tutte quante di Sweet, e questo elemento è da manuale quando si parla del massimo rendimento del bombast nel creare atmosfere altamente vibranti.

I riff non vanno assolutamente trascurati. Quello d’apertura di End Of Days è semplicemente devastante, com’è devastante il messaggio stesso del pezzo. È finita. Lo sappiamo tutti. Aspettiamo e fissiamo il vuoto mentre il mondo come lo conosciamo sparisce! Uno dei picchi assoluti arriva con la fenomenale title track, impostata su un tempo medio-veloce, in cui il crescendo atmosferico ti afferra con ancora più intensità proprio nel ritornello! Ma subito dopo chi si prende la scena? Betrayed By Love e Loves Symphony, perfette nei ritornelli e nella pompa. Stavolta la concorrenza è pazzesca. Nella selezione migliore dell’album rientra sicuramente anche la brillante Trinity, che arriva dopo queste tre, il che vuol dire che la parte centrale del disco sarà per parecchi il suo apice! Trinity è una mini suite epica, costruita su cambi d’atmosfera di altissimo livello e, come sempre, con un altro ritornello impostato alla grande, che nei prossimi concerti degli Stryper la folla canterà a squarciagola senza problemi (purtroppo solo in Nord America – la band non sta proprio prenotando date in Europa). Quanto a capacità di agganciarti, bisogna assolutamente sottolineare anche il brano Grateful. Un pezzo a tempo medio-veloce, che ti parla con una retorica musicale prevedibile, ma la melodia vocale di Sweet è ancora una volta un dolcetto a modo suo, che porta il brano a un livello d’eccezione.  La penultima, Divided By Design, nel riff di chitarra principale deve un po’ di ispirazione alle scoperte “precambriane” dei Black Sabbath – e ovviamente anche qui gli Stryper tengono tutto saldamente sotto controllo, mantenendo alta la carica di pompa melodica! La veloce e fulminea Imperfect World chiude l’album, riportando una combustione ad alto numero di ottani, a tutto gas su tutti i cilindri, il che avvicina il gran finale del disco alla sua partenza a razzo! Un pezzo piazzato con astuzia in coda, che ti porta a premere sul lettore il tasto “ripeti” (su tutto l’album)!

Sweet con la sua compagnia resta un asso della musica a modo suo. Anche nell’ultimo album in studio la band mantiene un’ispirazione ad alto rendimento di varietà d’idee e consegna tutto ciò che ci si aspetta dagli Stryper. I pezzi si sviluppano a partire dal minore e l’album risulta per lo più malinconico, il che contribuisce all’impressione che sia più cupo dei predecessori, cosa che nel metal, semmai, fa solo bene. Soprattutto in combinazione con una prova vocale così brillante come quella del singolare Michael Sweet! Sono rare le band che in età matura sfornano album capaci di entusiasmare con tanta costanza come riescono a fare proprio gli Stryper. Avrebbero potuto tranquillamente campare di rendita sulla vecchia gloria degli anni Ottanta e andare in tour con gli hit del repertorio di ferro, cosa che salva molti loro coetanei, tenendoli a galla anche nel 2024, e di cui avevamo concluso che avrebbero potuto smettere di incidere dischi già più di vent’anni fa. Ma con gli Stryper non è così. Questa band non sa e non riesce a deludere. Il nuovo, eccezionale album «When We Were Kings» è un’ulteriore prova che giustifica tutte le etichette lusinghiere di questo saggio da recensore, e speriamo che con gli Stryper resti così ancora per tanti anni.

Autore: Aleš Podbrežnik

Tracklist:
1. End Of Days
2. Unforgivable
3. When We Were Kings
4. Betrayed By Love
5. Loves Symphony
6. Trinity
7. Rhyme Of Time
8. Raptured
9. Grateful
10. Divided By Design
11. Imperfect World

Formazione:
Michael Sweet – voce, chitarra ritmica
Robert Sweet – batteria, percussioni
Oz Fox – voce, chitarra ritmica e solista
Perry Richardson – basso, voce di accompagnamento


Stryper – “When We Were Kings” (Frontiers Music Srl., 2024)
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