Drevored: Dekade

Nika Records
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Durata dell’album: 43:25
Produzione: Drevored
Data di uscita: 2009
Etichetta: Nika Records / Franklin Republic Records
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Voto: 8.0/10


A una trentina d’anni buoni dalla nascita, i Drevored pubblicano finalmente il loro debutto in studio. Il loro approccio riempie senza fatica il buco che si apre nel mainstream della scena rock slovena. Nelle vibrazioni, i Drevored sono compatibili da capo a piedi con la superficie e l’integrità territoriale della Slovenia: puntano insomma, prima di tutto, al gusto musicale degli sloveni. Cioè quella “musichetta notturna” da radio, prudente, che non vuole fare torto a nessuno, pronta a piacere a tutti in generale, e in particolare alla maggior parte degli ascoltatori sloveni, che oggi faticano a trovare il tempo per immergersi “sottopelle” nella portata artistica, ristretta o ampia che sia, dei singoli artisti, non solo di casa ma soprattutto stranieri. Se in più ti arrivano versi confezionati in un testo sloveno con un filo di malinconia mesta, con lo sguardo sofferente perso in lontananza (a cui manca solo la lacrima che scivola sulla guancia), la cosa diventa ancora più facile e ti ci identifichi ancora di più. Lo specchio del carattere nazionale sloveno? Neanche così lontano.

I Drevored sono musicisti con parecchia esperienza, ragazzi maturi, ne hanno viste e superate un bel po’. Quando arrivi a quell’età, non ti accontenti di serate pagate l’equivalente di una bottiglia di birra, e alle tue orecchie non concedi più il piacere  del suono di una produzione da garage a basso budget. Diventi più esigente, alzi il prezzo, vuoi raffinatezza e più eleganza, puoi trasformarti in un vero dittatore stilistico che nel suo perfezionismo pretende il meglio. Quindi i ragazzi da un pezzo non sono più quegli storni teenager che strillano furiosi: se la situazione li mette davanti alla scelta tra le possibili soluzioni  musicali, preferiscono fare l’occhiolino a un finale dai contorni di raffinatezza bluesy jazz (Zunaj je zima) piuttosto che farsi una figuraccia sprecando la potenza che richiede un approccio rock più rumoroso e diretto.

Il loro approccio facile da conquistare, è vero, sembra “amichevole per tutti e innocuo”. A dare a tutto l’insieme quella qualità importante che regge e respinge qualsiasi “attacco” dei critici musicali in cerca del pelo nell’uovo ci pensa una produzione fenomenale. Se a occuparsi del mix del materiale scende in campo Vlado Meller, l’uomo che ha costruito il suono di gente come Andrea Bocelli, Prince, Beyonce, Celine Dion, Shakira, Red Hot Chili Peppers, Miles Davis, Frank Sinatra, Julio Iglesias, Metallica, Duran Duran, la storia dei Drevored assume tutta un’altra dimensione.

Nella produzione, a essere riempito alla grande è soprattutto il suono delle chitarre. I contrasti sono chiari, la dinamica è in evidenza. Gli elementi, con la voce piazzata al centro, convivono in equilibrio e sfruttano benissimo lo spettro dell’immagine sonora, cosa che oggi, nel caso delle band slovene, è ancora più un’eccezione che la regola. Sul piano della produzione, “Dekade” è senza dubbio un nuovo punto di riferimento per la scena rock slovena. La linea di basso, mossa e attiva, porta nella maggior parte delle frasi di chitarra dall’impianto semplice un importante tocco di aria fresca nell’apporto melodico. Ritmi solidi che fanno ondeggiare piacevolmente l’ascoltatore con una melodia che può fare da sottofondo a qualsiasi situazione in cui ci muoviamo nella vita di tutti i giorni. I pezzi portano da capo a piedi il marchio inconfondibile dei Drevored. Sarebbe interessante confrontare la loro forza espressiva negli anni in cui sono nati: tutti i brani sono molto più vecchi dell’anno di uscita riportato sull’album. Con gli anni si sono arricchiti nel messaggio e sono cresciuti negli arrangiamenti. Direi in modo ottimale, ovviamente parlando dell’ottimo alla portata dei Drevored. Per il resto, la produzione sfrutta da maestra il suono naturale delle chitarre, ricorrendo con gusto a dosaggi diversi di riverbero, stereo chorus, sustain e simili. Questi movimenti di chitarra sono brevi, leggeri e minimali. Ma è proprio lì la loro forza: con il minimalismo ottengono l’effetto desiderato. Essenzialità e compattezza in tutti i pezzi. Poletna noč è l’esempio perfetto di come questo sfruttamento venga capitalizzato alla grande: un brano vestito da capo a piedi in modo ottimale e pronto a girare sulle frequenze radio.

Sul piano della produzione, “Dekade” è senza dubbio un nuovo punto di riferimento per la scena rock slovena. Il minimalismo di movimenti brevi, semplici ma incisivi, con motivi guida dalla linea melodica ben scolpita, trova in “Dekade” la sua giusta destinazione. Questo pop rock di taglio medio farà felice soprattutto il ceto medio di mamme e papà sloveni, che si metteranno volentieri questo disco mentre tornano a casa nel tardo pomeriggio, spremuti dalla fatica quotidiana del lavoro, per ammazzare il tempo in coda tra le lamiere delle principali arterie di Lubiana.

Pop chitarristico leggero, prevedibile, cantabile, semplice, dal suono rilassato, vicino al gusto medio dello sloveno. Dal punto di vista compositivo niente di eccezionale, ma confezionato in studio con l’eleganza e la raffinatezza sonora che servono, e che spiccano sul suolo sloveno. Il consumatore medio con “Dekade” riceve molto più di quanto si senta al “primo ascolto”. Con “Dekade” i Drevored possono spalancarsi la porta del “mainstream” sloveno del pop rock chitarristico. Passabili per la rotazione su emittenti radio con più sale in zucca musicale, come ad esempio Val 202. La domanda è solo che cosa piaccia di più ai ragazzi della band e fin dove intendano spingersi con questo approccio. In ogni caso, da lodare di cuore.

Autore: Aleš Podbrežnik

Tracklist:
1. Balkanska dežela
2. Ko sem na dnu
3. Odhajal sem
4. Daleč od ponorelega sveta
5. To bila bi ljubezenska pesem
6. Zapri oči
7. Poletna noč
8. Potepuhi
9. Fant južnih krajev
10. Zunaj je zima
11. Tvoje mesto spi

Formazione:
Dušan Prosinečki – voce, chitarra
Tomaž Zorko – chitarra, cori
Tomaž Repinc – basso
Alen Tibiljaš – batteria, percussioni

Musicisti ospiti:
Jani Hace – basso (tutte le tracce)
Janez Križaj – sintetizzatori, percussioni, pre-produzione
Davor Klarič- traccia n. 10
Robi Pikl – tracce n. 7 e 10
Marjan Turk – traccia n. 3
Tomaž Maras – traccia n. 1


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