A Curious Feeling
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Banks, Tony
Etichetta: Charisma Records
Uscita: 1979
Durata: 54:24
Voto: 4.5/5
Tra i membri della formazione classica dei Genesis, solo il tastierista Tony Banks non può vantare una carriera solista di successo. Peter Gabriel e Phil Collins hanno avuto un successo enorme come solisti, Steve Hackett, grazie a una serie costante di album di qualità in cui ha mantenuto la componente prog rock, gode ancora oggi del sostegno di una vasta schiera di fan di lunga data dei Genesis, mentre Mike Rutherford con i Mike and the Mechanics si è avvicinato parecchio al successo di Collins nei panni del cantante pop rock. Tony Banks, contro ogni previsione e rispetto ai suoi compagni di avventura, come solista è rimasto un “pesce piccolo”.
Il suo momento migliore da solista resta proprio l’esordio “A Curious Feeling”, che è anche, per stile, il più vicino a quello che faceva con i Genesis in quel periodo della sua carriera, e uno dei soli due album solisti di Banks capaci di entrare in classifica in Gran Bretagna. “A Curious Feeling” nasce in un momento in cui i Genesis erano in pausa forzata per i problemi privati di Collins, e così sia Banks che Rutherford decisero di registrare i rispettivi esordi solisti.
Tony è riuscito a portare con sé due musicisti eccezionali: il batterista jazz fusion di culto Chester Thompson (ex Weather Report, Frank Zappa, ecc.), che all’epoca già faceva il batterista dal vivo, sostituendo Collins dietro le pelli dei Genesis, e il cantante Kim Beacon, della band folk rock di culto String Driven Thing. Curioso che Beacon, nato come cantante folk rock, si sia trovato così bene anche nell’AOR con la sua voce. Il suo approccio vocale pulito e melodico regala senza dubbio ai singoli brani un tocco AOR e rende l’album interessante anche in chiave commerciale.
“A Curious Feelings” nel suo insieme è per lo più di natura prog rock sinfonico e contiene le tipiche stratificazioni di tastiere di Banks, quelle che gli hanno dato la fama con i Genesis. Il suo tocco fine e morbido nell’intrecciare arrangiamenti sinfonici imponenti è la pietra angolare dei vari pezzi. Tony se la cava bene anche con tutte le parti di chitarra e basso, dimostrandosi pure polistrumentista. La chitarra resta ovviamente sempre in “secondo piano”, mentre in primo piano ci sono i suoi capolavori sinfonici sui tasti. Peccato che in questa fase della carriera avesse già smesso di usare il mellotron, per cui l’album non può vantare quel romanticismo misterioso e quella mistica che dominavano i dischi dei Genesis nel loro periodo progressive. L’atmosfera però è ancora abbastanza nostalgica ed epica da far riaffiorare senza fatica i ricordi dei bei tempi d’oro del prog. I testi, sorprendentemente di qualità, si rifanno in parte al libro Fiori per Algernon di Daniel Keyes.
Il riscaldamento sinfonico d’apertura, “From the Undertow”, è stato usato nel film britannico “Shout” del 1978. La colonna sonora di quel film purtroppo non esiste, ma è curioso che questo brano fosse nato come intro per il classico dei Genesis “Undertow”, contenuto nell’album “…And Then There Were Three…” (1978). Il motivo orchestrale è abbastanza interessante e drammatico da far capire perché sia stato scelto come base per un film. In “Lucky Me” regnano arrangiamenti sinfonici eterei, mentre la voce di Beacon porta sempre con sé una forte componente rock melodica.
Il drammatico “The Lie”, in cui ci si può godere la delicata stesura di imponenti tappeti di sintetizzatori su un ritmo saltellante, va nella stessa direzione, solo che ha passaggi di batteria un po’ più complessi e una prestazione vocale ancora migliore. L’etereo “After the Lie” suona come qualcosa che potrebbe benissimo stare su “And Then There Were Three” dei Genesis, il che vuol dire che siamo davanti a uno dei vertici dell’esordio solista di Banks: prog rock sinfonico di altissimo livello, con un sacco di passaggi drammatici, le tipiche pennellate di tastiera di Banks e un approccio vocale energico.
La title track, con il suo ritornello melodico, i morbidi accordi di chitarra e gli epici passaggi sinfonici, è un ponte riuscitissimo tra pop e prog rock. Lo strumentale “Forever Morning” è l’occasione per il maestro Banks di sfoggiare passaggi davvero gustosi al piano e ai sintetizzatori, con cui costruisce una serie di motivi sinfonici interessanti. “You” si apre come una ballad AOR, poi passa senza preavviso a una parte strumentale complessa, con un assolo di synth brillante e imponenti passaggi di batteria, finché non sfocia in un finale epico come solo il maestro Banks sa evocare.
L’eccellente “Somebody Else’s Dream” è il pezzo più lungo e anche il più complesso del disco: arrangiamenti sinfonici maestosi sfumano l’uno nell’altro, mentre la voce melodica di Beacon fa salire la tensione drammatica fino al culmine finale. “The Waters of Lethe” è uno strumentale romantico con una marea di passaggi sinfonici grandiosi che a poco a poco costruiscono un’atmosfera solenne. “For A While” è un’altra ballad AOR azzeccata, che si incastra benissimo con la chiusura dell’album, la malinconica “In The Dark”, che sulle note di commoventi tappeti sinfonici suona davvero come una messa di addio.
Il membro più serio e riservato dei Genesis è partito a razzo con la carriera solista, piazzando subito il miglior album della sua discografia in proprio. È un vero peccato che non abbia continuato su quella strada, perché dopo sono arrivati lavori più o meno nella media o sotto la media, in cui si è dedicato soprattutto alle colonne sonore e a un rock melodico leggerino. Per un musicista del suo calibro, la carriera solista è stata senza dubbio, agli occhi della maggior parte degli appassionati di rock progressivo, una bella delusione.
Tutti i tentativi di inseguire il successo commerciale dei suoi compagni dei Genesis di solito sono finiti male. Forse c’entra anche il fatto che Tony non si è mai sentito troppo a suo agio fuori dal grembo dei Genesis, in quanto unico membro insostituibile di quella leggendaria band. “A Curios Feeling” resta il suo unico album in cui è riuscito a trovare il rapporto ideale tra il prog rock sinfonico, per cui la maggior parte della gente lo ricorda volentieri, e il rock melodico che dominava le onde radio negli anni Ottanta.
Formazione
Tony Banks – tastiere, chitarra, basso, percussioni
Kim Beacon – voce
Chester Thompson – batteria, percussioni
Produzione
Tony Banks, David Hentschel
Tracklist
1. From The Undertow (2:46)
2. Lucky Me (4:26)
3. The Lie (4:58)
4. After The Lie (4:49)
5. A Curious Feeling (3:58)
6. Forever Morning (6:02)
7. You (6:28)
8. Somebody Else’s Dream (7:50)
9. The Waters Of Lethe (6:31)
10. For A While (3:38)
11. In The Dark (2:58)